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Banche del latte materno, in Sicilia informazione lacunosa
di Giulia Cosentino

Dal 2005 al 2011 sono state 241 le donatrici presso la banca dell’Ospedale Buccheri La Ferla. Due delle ventisei strutture nazionali sono in Sicilia: a Palermo e Agrigento

Tags: Latte Materno



PALERMO – Allattare al seno è il fenomeno più naturale che possa esistere fin dai tempi più remoti, ma su cui interagisce anche la componente socio-culturale in cui si vive. Il latte materno viene prodotto a pochi giorni dal parto e fuoriesce via via che il bambino inizia la suzione. è perciò importante riuscire ad attaccare il neonato quanto prima possibile sia per iniziare a produrre il latte che i primissimi giorni si ha sottoforma di colostro (un liquido giallastro prezioso per il bambino in quanto ricchissimo di vitamine e proteine), che per creare quel legame intenso e indissolubile tra madre e figlio.

Alla luce di questo è possibile individuare tre tipi di vantaggi principali: nutrizionali: il latte materno è il miglior alimento nei primi 5-6 mesi di vita; protettivi: allattare incrementa le difese immunitarie del bambino rendendolo più immune nei confronti di virus, batteri ed allergie; psicologici: mediante il latte materno si realizza più facilmente il rapporto madre-neonato. Il bambino attaccato al seno difatti, sente l’odore e il calore della madre e la sua attività respiratoria diventa più regolare; la madre invece si sente gratificata e realizzata. Oltre questi due aspetti vanno ricordati anche altri vantaggi per la donna, quali la riduzione del 20% dell’incidenza di carcinoma alla mammella, neoplasie alle ovaie, l’osteoporosi in menopausa e la maggiore facilità a tornare al peso pre-gravidico per via del dispendio di energie dovuto alla produzione del latte.

Ma occorre allattare ad orario o “a richiesta”? Non esiste una regola precisa. Se da un lato vanno stabilite delle regole (soprattutto per chi allatta artificialmente), è pur vero che il bambino non è un orologio e occorre quindi seguire i suoi tempi. D’altro canto l’allattamento al seno non prevede controindicazioni e migliora lo scambio fisico-comunicativo tra madre e figlio. Anche la durata delle poppate può variare: ci sono bambini che amano poppare a lungo e quelli che in 5 minuti hanno finito, quelli che ciucciano a brevi intervalli (anche ogni ora) e quelli che lo fanno ogni 3-4 ore. In ogni caso il bambino può attaccarsi al seno non solo per soddisfare il proprio bisogno di fame, ma anche per trovare conforto e soddisfazione.

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda l’allattamento materno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale fino al primo anno di vita pur introducendo gradualmente cibi complementari.

Qualche mese fa, sulle pagine del Qds, si è parlato delle cosiddette “banche del latte”, ovvero delle strutture adibite alla raccolta, alla conservazione e alla successiva distribuzione del latte materno a quei bambini, soprattutto nati pretermine che ne necessitano e la cui madre per svariati motivi non può offrire.

Ma non tutti i reparti di neonatologia sono provvisti di tali strutture. In Sicilia ne esistono due: una a Palermo, l’altra ad Agrigento, ma il fenomeno e la conoscenza della possibilità di donare un bene così prezioso, resta ancora all’oscuro. “Malgrado la divulgazione del fenomeno è ancora ai minimi termini – spiega Adriano Azzali, responsabile del reparto neonatologia dell’ospedale S. Giovanni Di Dio di Agrigento - rispetto a qualche mese fa la Regione ha stanziato i soldi per organizzare corsi appositi tra i professionisti del settore per incrementare e divulgare l’allattamento”.

La Banca del Latte dell’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo curata da Iwona Kazmierska, dal 2005 (anno della sua fondazione) fino al dicembre 2011 ha arruolato 241 donatrici che hanno effettuato circa 12000 donazioni singole per un totale di più di 1500 litri di latte donato.

“Attualmente – spiega Kazmierska -  abbiamo 12 donatrici attive che donano il loro latte. Il latte donato raccolto ed elaborato nella Banca dopo adeguati controlli è stato utilizzato per alimentare 359 piccoli pazienti: 301 bambini nati prematuramente e ricoverati nella terapia intensiva neonatale del nostro Ospedale e 58 bambini curati presso l’altre strutture ospedaliere do Palermo”.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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