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Spa ed Srl: appena 24 le imprese con oltre 100 mln di euro di fatturato
di Roberto Quartarone

In Sicilia le società più grandi costituiscono rispettivamente l’1,39% e il 2,12% del totale nazionale. Questi i dati 2010 forniti da Cerved che si riferiscono alla nostra regione

Tags: Economia, Impresa



PALERMO – Non sono molte, le Società per azioni e le Società a responsabilità limitata siciliane che superano i 10 milioni di euro di fatturato, ma l’Isola è seconda solo alla Campania nell’Italia Meridionale e Insulare.

Secondo i dati 2010 pubblicati dal Sole 24 Ore e forniti da Cerved (società che offre soluzioni a banche e finanziarie per valutare la solvibilità di imprese e persone), infatti, sono 769, pari a poco più del 2 per cento del totale, contro le 1.392 della Campania e le 12.380 dell’inarrivabile Lombardia.

Il quadro che emerge dai dati è variegato rispetto a come li si legge. La classifica delle venti Regioni italiane propone la chiave di lettura più immediata, che è quella del numero assoluto. E a questo punto, la Sicilia è esattamente a metà classifica: decimo posto nel numero assoluto, nono per le Srl tra i 10 e i 30 milioni di euro, settimo per le Srl che fatturano più di 100 milioni di euro, al di sotto del decimo per le Spa. Sono 24 le Società per azioni che dichiarano oltre 100 milioni di euro, 11 le Srl: numeri non eccezionali, lontanissimi da quelli registrati da Lombardia (929 totali), Lazio (259) e Veneto (217), ma nemmeno ai minimi termini. Il Molise, ad esempio, conta solo due Srl “ricche” e nessuna Spa. In percentuale sul totale, solo le Srl che dichiarano tra i dieci e i 30 milioni di euro raggiungono quota 2,5, mentre nelle altre cinque categorie individuate da Cerved le percentuali sono nettamente minori.

Il discorso cambia abbastanza nettamente se si prende in considerazione la media di Spa e Srl per abitante. La Sicilia, in questo caso, è tra le Regioni che chiudono la classifica, risultando penultima per numero totale (una ogni 6.500 abitanti, fa peggio solo la Calabria). In Lombardia, anche se l’esempio è economicamente inarrivabile, se ne contano una per ogni 800 abitanti.

La situazione meno rosea è quella che riguarda le grandi aziende: la Sicilia è in fondo alla classifica. Sul territorio, infatti, vi è appena una Spa da 100 milioni di euro ogni 210.000 abitanti, contro una ogni 89.000 dell’Abruzzo o una ogni 29.500 del Piemonte. Ancor peggio va per le Srl di questa categoria: una ogni 459.000 abitanti, fa peggio solo la Basilicata (e la Calabria non ne conta).

Penultima o terzultima in cinque delle sei categorie, la Sicilia è diciassettesima solo per le Spa che fatturano tra i 10 e i 30 milioni di euro: ne conta una ogni 21.000 abitanti. Tutto il Sud, comunque, fa blocco comune al di sotto del decimo posto, confermando uno stereotipo che, tuttavia, è abbastanza corrispondente alla realtà.

L’Associazione fra le Società italiane per Azioni, Assonime, si è mossa per collaborare con il Governo e rilanciare le imprese italiane. Proprio pochi giorni fa, sono state presentate venti proposte per migliorare il settore pubblico e sostenere la crescita. Il presidente Luigi Abete ha inviato alle massime cariche nazionali un documento in cui si auspicano interventi tesi ad alleviare la situazione critica della liquidità e del credito alle imprese, incluse le annunciate misure volte ad accelerare i pagamenti dei crediti delle imprese verso lo Stato e gli altri enti pubblici, consentendo anche la compensazione dei crediti con i debiti d’imposta. Assonime ha invitato inoltre il Governo a portare avanti con decisione il contenimento della spesa pubblica e ha sottolineato l’esigenza di liberare risorse per la crescita, abbattendo le imposte sul lavoro e l’impresa. L’associazione ha indicato, infine, alcune misure mirate per migliorare il quadro giuridico per l’attività d’impresa e per incoraggiare l’investimento.

Articolo pubblicato il 12 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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