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Cure più veloci per chi subisce infortuni
di Francesco Sanfilippo

Forum con Giovanni Asaro, direttore regionale Inail Sicilia

Tags: Giovanni Asaro, Inail, Lavoro, Infortuni, Sicurezza



Quali sono le strategie dell’Inail nel 2012?
“Le strategie previste riguardano vari settori, di cui uno è il monitoraggio dell’attività dell’istituto, in merito alle erogazioni delle prestazioni. Si cerca di adeguare le prestazioni alle esigenze del territorio. Si sta realizzando un rinnovamento della strumentazione per attuare cure adeguate nei nostri centri di fisioterapia, come le terapie del laser più evolute nel recupero dei pazienti. Si stanno adeguando anche le strumentazioni di radiologia e si stanno introducendo sistemi digitali evoluti. Si cerca, così, di evitare rischi agli operatori nell’uso di apparecchi radiologici. Per quanto concerne il personale, il blocco delle assunzioni ci limita. Invece, il protocollo firmato nel settembre 2009 con l’Assessorato alla Sanità è stato accolto a livello nazionale nella Conferenza Stato-Regioni. Questo è motivo di grande soddisfazione perché l’Inail Sicilia è stata l’antesignana di quest’accordo necessario, vista le esigenze espresse dal territorio. Ora, gli accordi provinciali con le singole Asp sono in avvio, seppur in via sperimentale, perché si è ottenuta la ratifica dal punto di vista normativo”.

Quali ricadute positive avrà l’applicazione di questo protocollo d’intesa per il cittadino?
“I cittadini che lavorano e che subiscono infortuni, avranno la possibilità di avere cure più adeguate e più veloci, anche perché i tempi lunghi aumentano i costi e perpetuano le sofferenze dei lavoratori. Per quanto riguarda il cittadino comune, l’Inail potrà aiutare le Asp ad abbattere le liste d’attesa per determinate situazioni cliniche. Si può ipotizzare che altri enti che abbiano strutture sul territorio, possano utilizzare i medesimi meccanismi. Il protocollo prevede la possibilità di usi misti, seppur manchi ancora il regolamento attuativo”.

Per quanto riguarda le aziende, che cosa può dirci?
“Per quanto riguarda le aziende, si sta tentando di accelerare il più possibile il rilascio dei Durc, il documento unico di regolarità contributiva. Questo documento è la sintesi comparata di alcuni esami condotti da 3 soggetti e che è fornito quando questi esami, condotti dai 3 enti, concordano. I tempi di emissione dell’Inail, a livello regionale, sono di 10/15 giorni, ma si soffre per i tempi impiegati dagli altri enti interessati. Ciò avviene, perché le altre amministrazioni devono consultare una maggiore quantità d’informazioni, allungando i tempi”.

Dovrebbero essere gli uffici a richiedere il Durc, non l’impresa, non è così?
“Il problema riguarda molte stazioni appaltanti, che non hanno ben compreso il loro ruolo in questi meccanismi. Queste ultime hanno l’obbligo di richiedere il Durc per via telematica. Questo comporterebbe una velocizzazione nel rilascio dei documenti e una diminuzione dei costi, perché si risparmierebbero carta e spese riguardanti l’invio delle raccomandate. L’operazione che si sta realizzando, in collaborazione con gli altri enti, è di attuare degli interventi formativi nei confronti del personale delle stazioni appaltanti, così che abbiano piena conoscenza dei meccanismi per richiedere il Durc. Questa formazione si sta facendo in collaborazione con i prefetti e la prima formazione si sta facendo a Catania. In realtà, i Durc sono richiesti da più soggetti, come le imprese e i consulenti del lavoro, per la stessa problematica. Ciò costringe buona parte del personale Inail, dedicato al settore aziende, a occuparsi solo del Durc, quando esistono delle norme che non consentirebbero tali sprechi”.
 
A che punto è il progetto Aracne sulle infezioni ossee?
“Il progetto Aracne, realizzato in collaborazione con l’associazione di volontariato Anio, sta procedendo. Si è già acquisita una banca-dati che consente ai soggetti partecipanti, Inail e Anio, di visionare tutte le competenze professionali presenti in tutti gli ospedali in Sicilia. Ciò consente di fare un’attività formativa mirata alle competenze che sono state individuate, per cui ora si passerà alla formazione degli operatori”.

Che cosa state facendo per il reinserimento dei disabili?
“L’Inail sta avviando alcuni progetti per favorire il mutuo soccorso tra i lavoratori disabili e per reinserirli nel mondo del lavoro attraverso lo sport. Così, si può recuperare psicologicamente il disabile, ma, per favorire ancor di più tale processo, è stato fatto un accordo con l’Anmil per l’avvio di un progetto, denominato Agenzia Sicilia. Quest’organismo raccorderà tutti gli enti preposti al collocamento dei soggetti disabili, mettendo in contatto tali enti con le aziende e con i lavoratori”. 

Gli infortuni sono diminuiti in Sicilia?
“I dati del 2011 non sono ancora consolidati, però gli infortuni tenderebbero a diminuire, passando da 13.486 casi denunciati ai 11.982 del 2012. La Sicilia, così, si allineerebbe ai dati nazionali”.
 
L’organico è lo stesso del 2011?
“L’organico attuale comprende 480 persone rispetto alla pianta organica che prevedeva 500 persone. Ora, ci sarà un ulteriore taglio, previsto dalla manovra Monti, sperando che non si crei personale in esubero che andrebbe in mobilità con tutti i disagi che comporterebbe. In questo momento, ci sono due sedi provinciali, Enna e Ragusa, che sono state declassate e accorpate rispettivamente a Caltanissetta e a Siracusa. Nulla vieta che queste strutture saranno chiuse e che altre sedi saranno declassate”.

Per sopperire ricorrete molto alla prevenzione degli infortuni?
“Sì, l’Inail ha fatto numerosi interventi sulla prevenzione attraverso una rete regionale che riunisce tutte le associazioni di categoria, i sindacati, le università, gli enti bilaterali, ecc. A Enna, si è vista la partecipazione di tutti i rappresentanti della sicurezza dei lavoratori in un convegno, quando prima non erano stati coinvolti in iniziative di questo tipo. Hanno partecipato 500 rappresentanti, provenienti da tutta la Sicilia, e si pensa a replicare in ogni provincia incontro simili. Inoltre sono stati fatti degli accordi con l’Ordine degli agronomi per fare formazione su specifici rischi in agricoltura agli operatori e con la Regione Siciliana per tutte le figure previste dal Testo Unico. In realtà, l’Inail ha dei tecnici come biologi e chimici che sono preparati sui rischi specifici. Inoltre, con l’acquisizione dell’Ispes, si potrà coprire il settore delle apparecchiature, senza contare la collaborazione con l’Università. In più, l’incorporazione dell’Ispes e della Ipsema consentirà una riduzione delle spese di 500 mila euro, garantendo ai marittimi dell’Ipsema una copertura assicurativa totale”.
 

 
Curriculum Giovanni Asaro
 
Giovanni Asaro è nato nel febbraio del 1959 e si è laureato in giurisprudenza. Dal 2000 al 2002 è stato dirigente provinciale Inail a Enna, dal 2002 al 2005 ha coperto il ruolo di dirigente provinciale a Trapani, mentre dal 2005 al 2006 è stato reggente della sede di Crotone. Dal 2005 al 2008 è stato titolare dell’ufficio Poc presso la Direzione Regionale della Calabria e nel 2008 è stato titolare del medesimo ufficio presso la Direzione Regionale Inail della Sicilia. Dal 1° febbraio 2011 è divenuto Direttore Regionale dell’Inail Sicilia.

Articolo pubblicato il 13 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Asaro, direttore regionale Inail Sicilia
Giovanni Asaro, direttore regionale Inail Sicilia