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Sbloccato il Fondo sviluppo e coesione
di Roberto Quartarone

La conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera a 1,4 mld € per il Sud, di cui quasi 300 mln € per la Regione Siciliana. È destinato a 11 obiettivi per innalzare la qualità dei servizi pubblici e l’inclusione sociale

Tags: Regione Siciliana, Fondo Sviluppo



ROMA - Anche la Sicilia è inclusa tra le Regioni del Mezzogiorno per cui sono state sbloccate le risorse per un totale di 1,4 miliardi di euro in seguito alla conferenza tra lo Stato e le Regioni. Si tratta di risorse che fanno parte del Fondo sviluppo e coesione che sono destinate a innalzare la qualità dei servizi pubblici e l’inclusione sociale. Sono fondi che prendono avvio dal Quadro strategico nazionale e hanno subito dei tagli negli ultimi anni, ma ora sono nuovamente a disposizione di Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia.

Un quarto delle risorse è stato assegnato sulla base del merito, prendendo avvio dai risultati ottenuti in undici differenti Obiettivi di servizio stabiliti all’interno del Qsn. Questi obiettivi riguardano l’istruzione, servizi di cura per l’infanzia e gli anziani, raccolta dei rifiuti e i servizi idrici. Per ogni obiettivo è stata stabilita una percentuale di riferimento a cui le Regioni devono puntare e, in base ai risultati raggiunti dopo le verifiche effettuate entro la fine del 2010, è stata quindi stabilita una quota delle risorse da destinare alle Regioni “virtuose”. I premi intermedi corrispondono a quasi 326 milioni di euro.

Per la restante parte delle risorse (circa 706 milioni di euro), si è deciso di suddividerle secondo la chiave di riparto standard del Fondo sviluppo e coesione 2007-2013: alla Sicilia andranno 164,21 milioni di euro, di cui una buona fetta sarà destinata all’istruzione (quasi 50 milioni di euro). Le somme saranno a disposizioni delle amministrazioni regionali per finanziare interventi nell’ambito dei servizi contenuti negli Obiettivi di servizio, ma seguendo regole differenti. I premi intermedi, infatti, potranno essere anche usati per altri ambiti in accordo con il dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica. Ad esempio, se uno degli obiettivi è già stato raggiunto, si potrà decidere di aiutare un altro più attardato o si potranno concentrare più risorse su un unico obiettivo in modo da raggiungerlo prima. Si potranno anche destinare le risorse ai Comuni o agli Enti che siano responsabili dell’erogazione del servizio a cui si riferisce l’obiettivo.

L’utilizzo delle risorse residue, invece, sarà condizionato al rispetto dei requisiti di funzionalità e fattibilità concreta degli interventi proposti e al recepimento degli orientamenti e delle normative comunitarie.
Un’ultima parte dei finanziamenti, pari a 355 milioni di euro provenienti da un programma non più attivo, saranno invece assegnate alle Regioni che sono state penalizzate dalle altre assegnazioni. Altra decisione presa al termine della conferenza tra Stato e Regioni riguarda l’impegno a utilizzare 50 milioni di euro provenienti dalle risorse assegnate al Sud per intervenire sugli edifici scolastici danneggiati dal recente sisma in Emilia-Romagna. “Tale decisione – ha sottolineato il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca – conferma la vocazione del Sud a contribuire a risolvere le difficoltà e a promuovere lo sviluppo dell’intero Paese”.

Con quest’accordo tra le Regioni e il Dps, bisognerà attendere solo la prossima riunione del Comitato interministeriale di programmazione economica (Cipe) per la decisione finale. Entro il 31 ottobre 2012 si dovrà infine fornire un quadro completo degli interventi realizzati per aggiornare il Piano d’azione degli obiettivi di servizio. L’insieme degli interventi finanziati andrà poi a formare il Piano d’azione coesione per la programmazione 2014-2020.
 


Si inizia nel 2005 con il Quadro strategico nazionale
 
ROMA - I fondi sbloccati dopo la Conferenza tra Stato e Regioni vengono da lontano. Il dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica (Dps) ha iniziato a lavorarci già nel 2005, quando sono state definite delle linee guida per la presentazione di un Quadro strategico nazionale da presentare all’Unione europea.
Si puntava a “consolidare e completare l’unificazione della programmazione delle politiche regionali comunitaria e nazionale e per realizzare un più forte raccordo di queste con le politiche nazionali ordinarie”, si legge sul sito ufficiale del ministero dello Sviluppo economico. La fase preliminare è stata articolata su tre fasi e completata in Italia con una Conferenza unificata Stato-Regioni a dicembre 2006. L’approvazione della Commissione europea è arrivata a luglio 2007.
All’interno del Qsn 2007-2013, sono inseriti undici indicatori statistici che fanno parte degli Obiettivi di servizio. Si riferiscono solo alle Regioni del Mezzogiorno e riguardano istruzione, servizi di cura per l’infanzia e gli anziani, gestione dei rifiuti urbani e servizio idrico integrato. A questi sono collegati i sistemi d’incentivi.
 


Incentivi ridotti di due terzi ma l’impegno continua
 
ROMA - Il sistema degli Obiettivi di servizio prevedeva un meccanismo d’incentivi che scattava nel caso in cui si raggiungessero i target segnalati dagli 11 indicatori statistici (vedi tabella in basso a sinistra). Tuttavia, nel 2010 questo meccanismo ha avuto una battuta d’arresto a causa della mancata attribuzione delle risorse per la premialità intermedia e i tagli hanno coinvolto anche le risorse premiali nel 2011. Si è quindi visto ridurre le disponibilità finanziarie da 3 miliardi di euro a 1.032 milioni.
Nel momento in cui si è proceduto a ripartire i fondi residui, si è deciso di riferirsi agli obiettivi raggiunti nel 2010 (tabella in basso a destra), per cui i premi intermedi maturati saranno divisi tra le regioni, seppure in quantità minore. Proprio per questo, il dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica continuerà a effettuare il monitoraggio degli obiettivi di servizio e quindi a lavorare sul Piano di azione degli obiettivi di servizio.
Sono stati infine recuperati 355 milioni di euro di fondi dalle risorse residue dei Programmi attuativi di interesse strategico interregionale.
 


Solo nei servizi per l’infanzia sono stati raggiunti i target
 
ROMA - L’aggiornamento dei calcoli intermedi degli obiettivi di servizio è stato realizzato applicando una serie di regole e parametri che si basano sull’istruttoria realizzata dal Gruppo tecnico centrale di accompagnamento al meccanismo degli OdS. Si è proceduto quindi a premiare le amministrazioni regionali che hanno avuto i migliori risultati nell’avvicinamento ai target stabiliti dal dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica. A sinistra, abbiamo riassunto i risultati raggiunti dalla Regione Siciliana per ciascuno degli undici indicatori, raggruppati a loro volta nei quattro ambiti. I risultati, in alcuni casi, sono stati buoni, avvicinandosi abbastanza ai target del Dps, ma per la maggior parte degli indicatori ancora i valori di riferimento sono lontani. Le risorse premiali disponibili, comunque, sono le più alte tra le sei Regioni del Sud Italia prese in considerazione. I 241 milioni di euro, infatti, superano di una decina di milioni le risorse destinate alla Campania e sono nettamente maggiori a quelle assegnate ad Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna. Non sono altrettanto alte, tuttavia, le risorse destinate ai premi intermedi, proprio perché gli obiettivi non sono così vicini: 49 milioni di euro, contro gli 84 assegnati alla Campania e i 62 alla Sardegna. Una serie di tabelle riassume i risultati raggiunti dalle Regioni. In aggiunta a quanto riportato a fianco, c’è da dire che la Sicilia è già riuscita a raggiungere gli obiettivi solamente nella diffusione dei servizi per l’infanzia (anche se ha registrato un arretramento tra il 2009 e il 2010) e ha riportato dei buoni miglioramenti nella popolazione servita dalla depurazione (+38 per cento), nel compostaggio (+28 per cento) e nell’assistenza domiciliare integrata per gli anziani (+26 per cento). Qualche miglioramento si registra anche nella dispersione scolastica, mentre ancora si dovrà lavorare per i rifiuti.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale
Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale


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