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Quotidiano di Sicilia

Avviso 8, 180 milioni disimpegnati. Bufera sul dirigente Albert
di Michele Giuliano

Critiche al supermanager della Formazione che replica: “Ma chi lo dice che questi soldi andranno persi?”. I soldi sarebbero serviti per inserire i giovani in aziende attraverso tirocini

Tags: Formazione, Lavoro, Ludovico Albert, Raffaele Lombardo



PALERMO - La parola fine all’Avviso 8 è messa in calce alla firma del Ddg numero 1596: “Sono disimpegnate le somme”, scrive il dirigente generale del Dipartimento regionale della Formazione professionale Ludovico Albert. Si tratta di una manovra da quasi 180 milioni di euro e che contemplava gli “interventi formativi per lo sviluppo dei saperi e delle competenze”.
 
In pratica questi soldi sarebbero stati utilizzati per realizzare all’interno di aziende private tirocini ed inserimenti lavorativi. Pane quotidiano per una Sicilia dilaniata dalla disoccupazione: nell’ultimo rapporto Bankitalia parla di 248 mila disoccupati ufficiali a cui se ne aggiungono altri 326 mila “nascosti”, cioè vale a dire che non cercano più lavoro e neanche profili formativi (i cosiddetti scoraggiati). Le polemiche sono feroci anche perché appena qualche mese prima un altro Avviso, il numero 7, era stato definanziato sempre dall’assessorato regionale alla Formazione.
 
“In un momento di crisi senza precedenti, per insipienza o incapacità manifesta, - dice il deputato regionale Totò Lentini - il Governo Lombardo è riuscito a mandare in fumo risorse per 320 milioni di euro, considerando entrambi gli avvisi 7 e 8. Soldi che avrebbero permesso a quasi 20 mila giovani siciliani di formarsi e lavorare produttivamente nel settore privato. Il super e strapagato dirigente Albert è diventato poco credibile. E’ riuscito ad impegnare, ad appena un anno e mezzo dalla scadenza del Por, poco più del 41 per cento delle risorse e ne ha effettivamente spese solo il 12,38 per cento. E si tratta di dati ufficiali al 28 febbraio di quest’anno forniti della Ragioneria Generale dello Stato”. “A questo punto – gli fa eco il deputato regionale Salvino Caputo - è necessario avviare un’indagine parlamentare per fare chiarezza sulla gestione del settore della Formazione in Sicilia e sulla perdita dei fondi comunitari. In un momento in cui si registra una forte crisi economica ed occupazionale non possiamo consentire di mandare in fumo milioni di euro delle risorse comunitarie che oggi rappresentano le uniche risorse a disposizione per lo sviluppo economico ed occupazionale”.

Il dirigente generale però sconfessa ancora una volta i suoi accusatori: “Avere disimpegnato le somme dall’Avviso 8 – precisa – non vuol dire assolutamente avere perso i soldi. Questi fondi faranno parte di una più ampia programmazione che l’assessorato sta portando avanti con solerzia anche grazie al lavoro fattivo svolto in questi mesi con l’assessore Mario Centorrino, dimessosi nei giorni scorsi. Il suo addio alla giunta dovrà essere metabolizzato perché si era riusciti davvero a fare un importante lavoro”. Quando Albert parla di programmazione vuole per l’appunto esprimere un concetto ben preciso: “I Fondi europei vengono richiesti e utilizzati da un’amministrazione in una logica ben determinata di avanzamenti annuali. Cioè vale a dire che si lavora a step, con obiettivi a breve e medio termine che vengono fissati dal governo. Posso quindi assicurare che questi soldi non andranno persi. Anzi, posso dire che in fatto di spesa di fondi Fse la Sicilia ha fatto notevoli prenotazioni ben oltre la dotazione finanziaria”.
 


L’approfondimento. Manovra bocciata dalla Corte dei Conti ad aprile
 
L’assessorato regionale alla fine ha rese nulle le graduatorie dell’Avviso 8 perché su di esse pesavano giudizi terribili da parte della Corte dei Conti che non si era affatto convinta delle controdeduzioni che erano state presentate dal Dipartimento della Formazione professionale, guidato dal dirigente generale Ludovico Albert. I magistrati contabili avevano espresso dubbi sulle modalità di valutazione dei progetti ammessi a finanziamento ed esclusi, sulla riduzione dell’importo dei progetti per finanziamenti superiori rispetto a quelli richiesti dagli enti stessi, in un caso addirittura il numero dei destinatari è maggiore a quello previsto dal bando, oppure il numero degli allievi e quello delle ore di intervento superano il tetto massimo previsto dal bando e, inoltre, il finanziamento ammesso è inferiore a quello richiesto. Sta di fatto che questa misura dei tirocini è saltata. Una grande occasione persa dai disoccupati siciliani che avrebbero avuto l’opportunità di inserirsi in azienda attraverso una formazione e un orientamento professionale on the job. Esso prevedeva la partecipazione sostanziale di tre soggetti, ovvero l’ente promotore, un’azienda ospitante che può essere un’università, la scuola, un ente di formazione o un Centro per l’Impiego, e il tirocinante.

Articolo pubblicato il 19 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Il dirigente generale Ludovico Albert
Il dirigente generale Ludovico Albert