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Quotidiano di Sicilia

Mozione di sfiducia anzichè unire, divide
di Raffaella Pessina

La Regione cerca di ridimensionare l’allarme sulle ristrettezze finanziarie. Pd-Udc non vogliono votare quella di Pdl-Pid-GS e viceversa

Tags: Ars, Mozione Di Sfiducia, Raffaele Lombardo



PALERMO - I lavori dell’Assemblea regionale siciliana sono stati rinviati a martedì prossimo con un ordine del giorno che di poco si scosta da quello fissato per la settimana appena trascorsa. Ormai la consuetudine di aprire solo una volta  alla settimana Sala d’Ercole proseguirà probabilmente fino alla chiusura della legislatura.

Questa settimana è stato chiesto che il presidente della Regione venga a riferire martedì prossimo in Aula sulla vicenda Siremar. Sollecitata anche la approvazione di tre disegni di legge riguardanti la disciplina dello spoil system, fermi per ora in commissione affari istituzionali. Ma la cronaca politica è stata caratterizzata dalle reazioni alla firma congiunta della mozione di censura da parte di Pd e Udc. Un atto che non è piaciuto al Pdl che per voce del suo capogruppo all’Ars, Innocenzo Leontini, ha bollato l’atto come risultato di vecchia politica e posizioni ipocrite. “La prima mozione di sfiducia, in ordine di tempo – è scritto nella nota - è quella presentata il 9 febbraio da Pdl, Pid e Grande Sud; la conferenza dei capigruppo non potrebbe che partire da essa per la calendarizzazione. La indisponibilità di Pd e Udc a votare il nostro documento è perfettamente uguale alla nostra contrarietà a votare il loro. Abbiamo, pertanto, già proposto (nella nostra ultima conferenza  stampa) la predisposizione condivisa a un terzo testo contenente soltanto l’oggetto tecnico della sfiducia; In Aula, al momento della dichiarazione di  voto, ciascun gruppo può esporre le proprie motivazioni”.

Il capogruppo del Pd  Antonello Cracolici ha spiegato che il Pd “vuole costruire un’alleanza che veda insieme progressisti e moderati: è il progetto a cui abbiamo lavorato in questi anni, crediamo in un’alleanza con l’Udc per uno schieramento largo e coeso che sia utile alla Sicilia”. Il capogruppo del’Udc Giulia Adamo, ha dato priorità ad un accordo sul programma elettorale: “L’Udc è molto interessato ad un programma di buona amministrazione in Sicilia, vogliamo un cambiamento radicale, il partito ha fatto un profondo sforzo al suo interno un profondo cambiamento: vogliamo prima una discussione sul programma e attorno a quello si faranno le danze”. Intanto la Ragioneria Generale sta predisponendo per il Governo regionale, nel contesto della redazione del Dpef nei termini di legge, la relazione finanziaria per la costruzione del bilancio 2013-2015.
 
In un comunicato la presidenza della Regione spiega che le dichiarazioni  rilasciate dal ragioniere generale, Biagio Bossone, sulla situazione finanziaria della Regione non riferivano di dissesti imminenti, come riportato da alcuni  quotidiani, ma sottolineavano le gravi difficoltà economiche - attuali e prospettiche - della Sicilia e ha segnalato la conseguente carenza di risorse finanziarie pubbliche. “Il ragioniere generale della Regione ha altresì richiamato la necessità di affrontare le problematiche di natura strutturale  dell’economia e delle finanze siciliane - conclude la nota - nell’ambito di un programma pluriennale di aggiustamento, concordato con lo Stato, che serva nel medio termine anche da presupposto per fondare su basi solide il processo di autonomia finanziaria della Sicilia nel quadro realizzativo del federalismo  regionale”.

Articolo pubblicato il 22 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Innocenzo Leontini
Innocenzo Leontini