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Quotidiano di Sicilia

Bonus assunzioni, l’Assessorato al Lavoro ha tempo sino al 30/6
di Michele Giuliano

Dopo il decreto interministeriale per sbloccare il credito d’imposta tocca alla Regione fare la sua parte. Sgravi fiscali del 50% su assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati

Tags: Credito D'imposta, Imprese, Sgravi



PALERMO - Dalla Sicilia passa un treno d’incredibile importanza sul fronte del contrasto alla disoccupazione e si chiama Credito d’imposta per le assunzioni (L.106/2011). Un carico da 65 milioni di euro che nell’Isola non si può assolutamente farsi sfuggire anche perché da queste parti la disoccupazione giovanile è la più alta d’Europa secondo l’Eurostat (42 per cento) e la più alta a livello globale in Italia (17,2 per cento). Ma bisogna fare attenzione perché questo treno deve essere sfruttato e non passa certo lentamente. Nel senso che bisogna attivare tutte quelle iniziative burocratiche per trasformare il decreto attuativo del governo nazionale in moneta sonante.
La Regione Sicilia avrà tempo fino al 30 di giugno per adottare il provvedimento necessario a stabilire le modalità e le procedure per la concessione del credito d’imposta. Compito che spetta all’assessorato regionale al Lavoro che proprio in questi giorni sta analizzando con i propri uffici il testo e la normativa.
“Voglio comunque sottolineare – afferma l’assessore regionale al Lavoro, Beppe Spampinato – che noi già in Sicilia stiamo applicando un bonus assunzioni simile che comprende anzi una platea più vasta di persone rispetto al credito d’imposta nazionale”. In effetti il decreto nazionale contempla le assunzioni per due categorie suddivise in “svantaggiate” e “molto svantaggiate”, mentre a la Regione attraverso l’Avviso 1 comprende non solo i primi profili ma anche i “disabili”. “Noi comunque siamo interessati alla norma nazionale – aggiunge Spampinato – perché ha dei vantaggi rispetto a quella regionale. Il nostro credito d’imposta infatti prevede il 50 per cento di sgravi a livello di contribuzione al netto però delle tasse. Il credito d’imposta nazionale invece prevede la compensazione e quindi evita questo dispendio”. E si sa che in tempi come questi riuscire ad alleggerirsi anche dal carico fiscale non è male.
Il credito d’imposta per le assunzioni concede alle aziende un bonus per assunzioni con contratto a tempo indeterminato: si tratta di uno sgravio fiscale del 50 per cento sui costi salariali sui contratti a tempo indeterminato stipulati con personale “svantaggiato” o “molto svantaggiato” nel periodo compreso tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013. I nuovi incentivi all’occupazione in favore delle imprese del Mezzogiorno arrivano dal Fondo Sociale Europeo, “attraverso la riprogrammazione dei fondi strutturali comunitari disposta con il Piano d’Azione Coesione dello scorso 15 dicembre 2011 del Ministro per la Coesione Territoriale”.
A rientrare nella categoria degli svantaggiati chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, coloro i quali hanno superato i 50 anni di età oppure chi è membro di una minoranza nazionale. E’, invece, un lavoratore “molto svantaggiato” chi è privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. Nel caso di assunzioni a tempo parziale e indeterminato, il credito d’imposta viene stabilito in modo proporzionale alle ore di lavoro effettuate.
 

L’approfondimento. Occasione  importante anche per le imprese
 
Per la Sicilia l’occasione è di quelle importanti non solo per i disoccupati ma anche per le imprese. Infatti il credito d’imposta per le assunzioni rientra nell’ambito del decreto sviluppo che è stato finanziato, con risorse del Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e del relativo cofinanziamento nazionale, e che contempla anche l’acquisizione di beni strumentali. Per beni agevolabili, come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 38/2008, si intendono: impianti, attrezzature e macchinari destinati a unità produttive esistenti o da impiantare nelle aree geografiche individuate; programmi informatici, solo per le piccole e medie imprese; brevetti relativi a nuove tecnologie di prodotti e processi. Per le imprese che investiranno in nuovi beni strumentali il bonus previsto è proporzionale ai costi sostenuti. Per le grandi imprese gli investimenti sono agevolabili fino al limite del 50 per cento del complesso degli investimenti agevolati per il medesimo periodo d’imposta. Gli investimenti cosiddetti “di sostituzione”, i beni classificabili in voci di bilancio diverse da quelle agevolabili in base alla normativa nonché le spese e gli oneri pluriennali deducili dal reddito d’impresa, sono esclusi dall’ambito dell’agevolazione.

Articolo pubblicato il 26 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Beppe Spampinato
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