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Ragusa ancora a rischio, il rettore chiede aiuto
di Desirée Miranda

Lettera di Recca a Roma per “un congruo intervento straordinario”. Non parte il primo anno del cdl in Mediazione linguistica

Tags: Antonino Recca



RAGUSA - Di nuovo in bilico la situazione della struttura didattica speciale di lingue a Ragusa. Tanto voluta nella sua sede attuale, ma anche tanto discussa e in difficoltà a causa dei problemi economici legati al consorzio ibleo. A scuotere le acque ci pensa adesso il Manifesto degli studi per il 2012/2013. Nell’offerta formativa manca il primo anno del corso di laurea in Mediazione linguistica. Nessun nuovo studente si potrà iscrivere e restano intatti solo il secondo e il terzo anno come in tutti i corsi a esaurimento. Chi avrebbe voluto iscriversi non può.

Già a gennaio il rettore dell’Università degli studi di Catania, Antonino Recca, era stato chiaro, preannunciando la cancellazione del primo anno di Mediazione linguistica. “Qualora codesti enti persevereranno nell’inadempimento dell’accordo - comunicava -, l’Università di Catania si troverà costretta a procedere alla risoluzione dell’accordo nella parte relativa ai corsi di laurea da attivare presso la sede di Ragusa e, conseguentemente, a non inserire i suddetti corsi nell’offerta formativa che questo Ateneo presenterà per l’a.a. 2012/2013”.

Detto fatto. A occuparsi dei pagamenti della struttura sarà lo stesso Ateneo, ma solo a partire dal 2014, fino ad allora gli accordi presi vanno rispettati. E sul futuro della struttura didattica speciale si è tenuto un incontro a Ragusa tra il magnifico e una nutrita rappresentanza della Provincia iblea lo scorso 19 giugno. L’unica soluzione offerta adesso dal magnifico è la richiesta di fondi supplementari a Roma, come già si era detto in precedenti riunioni tra i vertici della sede centrale e quella distaccata dell’Università. Con una lettera inviata al ministro dell’Istruzione e della ricerca Francesco Profumo, il rettore Antonino Recca chiede “un congruo intervento economico straordinario, finalizzato a fronteggiare le minori entrate derivanti dai ripetuti inadempimenti da parte degli Enti locali obbligati, a fronte di una offerta formativa di assoluta qualità assicurata nella sede ragusana dell’ateneo catanese”.
 
Gli intervenuti ragusani all’incontro di giorno 19 hanno apprezzato e condiviso la lettera del rettore Recca e si sono altresì impegnati a richiedere un nuovo incontro con il ministro stesso al fine di sostenere ancora di più questa causa. Il fatto è che senza i soldi romani il consorzio non è in grado di garantire i pagamenti nei termini previsti dall’accordo tra Ragusa e Catania.
Decisamente preoccupati sono gli studenti del Movimento studentesco catanese. “La realtà è che, come denunciato dall’inizio la facoltà di Lingue a Ragusa non poteva sopravvivere a causa di mancanza di soldi e iscritti. Resta da capire a chi è convenuto tutto questo. Quali motivazioni hanno spinto l’Ateneo di Catania a intraprendere una strada così palesemente fallimentare. Chi pagherà per i danni erariali che sta subendo l’Università di Catania?” si chiedono.

Articolo pubblicato il 27 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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