Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twittergoogle qds rss qds
Quotidiano di Sicilia
“Rifiuti, dopo 3 anni la legge regionale stenta a decollare”
di Marina Pupella

Le dichiarazioni, rese a margine di un corso di formazione a Palermo, non lasciano adito a dubbi. Guarino: eccesso di zelo, è un problema di natura economico-finanziaria

Tags: Rifiuti, Luca Guarino



PALERMO - “La legge 9 stenta ancora a decollare per eccesso di zelo. L’emergenza rifiuti in Sicilia è di natura economico finanziaria al contrario della Campania che era per lo più di carattere sanitario”.
Sono le parole di Lucio Guarino, capo di gabinetto vicario dell’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità (retto ad interim dal presidente della Regione Raffaele Lombardo), a margine di un corso di formazione su “La gestione del ciclo integrato dei rifiuti”, organizzato a Villa Niscemi a Palermo da AnciSicilia, Promo Pa Fondazione, Conai e Sspl e rivolto ai segretari comunali, ai dirigenti, funzionari e agli amministratori degli enti locali siciliani.

Guarino si è soffermato in particolare sulla situazione dei rifiuti nell’isola, dribblando le domande dei giornalisti sui termovalorizzatori: “Perché in Sicilia saltano i termovalorizzatori? Perché emergono forme di condizionamento, e mi fermo qui”. Poi un accenno alle Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti. “Le Srr non devono gestire lo smaltimento, ma servono esclusivamente come regolazione, una sorta di authority, e devono garantire il raggiungimento dei risultati in termini qualitativi e quantitativi previsti nei piani d’ambito”.

L’incontro di ieri, il quattordicesimo dei ventotto previsti in tutta Italia, è finalizzato  a chiarire le competenze dei Comuni siciliani a seguito della nuova organizzazione territoriale del servizio rifiuti alla luce delle novità introdotte dalla legge regionale n. 24/2012. A dare l’avvio ai lavori è stato Giacomo Scala, presidente regionale Anci. “L’Associazione dei comuni,  ha detto Scala - è stata molto critica sulla riforma dei rifiuti, abbiamo partecipato a diverse audizioni e anche oggi siamo chiamati alla Presidenza della Regione per esprimere il nostro parere. Il tema cardine è stato per lungo periodo quello dei termovalorizzatori, archiviati questi si dovevano risolvere altre criticità che ancora non si sono risolte. La Sicilia era commissariata con Cuffaro e lo è ancora adesso. Oggi abbiamo la legge 9 ricollocata con la 26 del 2012 dove la spina dorsale è il piano dei rifiuti che ancora non abbiamo, serve sapere come e cosa conferire, quali sono gli impianti. Da gennaio 2013 avremo la Tares che sostituirà la Tarsu- ha proseguito- non so se è un bene o un male il federalismo regionale e l’autonomia. Daremo tutto il nostro contributo, come abbiamo fatto finora in tema di rifiuti. Oggi (ieri per chi legge) in regione presentiamo i nuovi ambiti ottimali, saranno otto dove all’interno ci sono i bacini virtuosi e ci batteremo affinché le Ato si livellino verso l’alto. Il nuovo soggetto regolatore sono le Srr che dovrebbero essere gestite dai sindaci, ma i sindaci devono gestire la città e non i rifiuti. Avere le città pulite è fondamentale per creare sviluppo e turismo”.

Dopo l’intervento di Scala è stato Filippo Bernocchi, rappresentante nazionale di Anci, a prendere la parola facendo il punto sulla direttiva europea recepita dall’Italia: “Oggi nel nostro Paese non ci sono le condizioni per andare a fare gli affidamenti, perché manca la metodologia per raggiungere gli obiettivi previsti dalla direttiva 98/2008. Bisogna pianificare tra governo nazionale, regione e comune affinché si arrivi all’obiettivo previsto per il 2020 che prevede il riciclo del 50 per cento dei rifiuti”.

Articolo pubblicato il 04 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus