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Quotidiano di Sicilia

Produciamo sempre più immondizia
di Bartolomeo Buscema

L’ultimo rapporto dell’Ispra inchioda l’Italia. Nell’Isola produzione media rispetto ad altre regioni, ma differenziata ai minimi. Da noi, 456 kg di rifiuti l’anno per abitante finiscono in discarica, 225 in più dell’obiettivo fissato

Tags: Rifiuti



CATANIA - In controtendenza con i dati europei, l’Italia produce sempre più spazzatura.
È quanto afferma l’edizione 2012 del Rapporto Rifiuti Urbani redatto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). I dati disaggregati per regione ci dicono che quelle del Centro hanno registrato aumenti più consistenti (1,9 %). Seguono le regioni settentrionale e meridionali rispettivamente con un aumento dell’1,3 % e dello 0,4 %. L’Emilia Romagna è la regione con la maggior produzione: 677 kg di rifiuti prodotti pro capite. Seguita dalla Toscana (670 Kg), dalla Val D’Aosta (623 Kg), dalla Liguria (613 Kg) e dal Lazio (599 Kg). Valori più bassi si sono riscontrati in Basilicata con 377 Kg di rifiuti pro capite. In Sicilia, invece, si sono registrati valori intorno a 520 kg pro capite.
 
Per quel che concerne invece lo smaltimento, bisogna dire che circa metà dei rifiuti nazionali raccolti finiscono in discarica. È qui primeggia la nostra Isola, insieme al Lazio e alla Liguria, per le quali le quote dei rifiuti che finiscono in discarica sono ancora superiori all’80%. Tra le regioni che meno smaltiscono in discarica c’è la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia con quasi 34 kg per abitante. La Sicilia, invece, è quella che vi fa maggiormente ricorso: 456 kg per abitante, 225 in più rispetto al valore obiettivo fissato per le regioni del Mezzogiorno. Una soluzione, valida anche per la realtà siciliana ,potrebbe venire dalla raccolta differenziata, che su scala nazionale copre in media circa un terzo dei rifiuti urbani (33,6%), ma con rilevanti differenze tra Nord e Sud. Più raccolta differenziata significa anche meno discariche.
 
La regione più attiva del Nord è il Veneto, con una percentuale del 58,7%, seguita dalle province autonome di Bolzano e Trento e dall’Alto Adige con il 57,9 %, dal Piemonte con il 50,7%. Al Centro, è in testa la regione Marche, con 39,2 %, seguita dalla Toscana con 36,6 % e dall’Umbria con il 32%. Il Lazio, purtroppo, resta fermo al 16,5%. Per quanto concerne il Meridione, la raccolta differenziata in Campania si attesta al 32,7% con picchi superiori al 50% a Salerno. Non è così purtroppo in Sicilia che non arriva nemmeno al 10%, a dispetto di un’emergenza rifiuti sempre più pressante. Chissà per quanto tempo ancora potremo conferire i rifiuti in discarica posto che, per effetto del decreto legislativo . n. 36/2003, che ha recepito i requisiti tecnici imposti dalla normativa europea, sono state chiuse in Italia 263 discariche di cui 215 al Sud.

La crisi si conferma anche dal punto di vista finanziario col debito da 1 miliardo di euro. “Il buco creato dalle Ato – ha spiegato in un recente intervento Mimmo Fontana, presidente di Legambiente - si è ulteriormente allargato e a queste strane s.p.a. pubbliche che la LR 9/2010 cancellava, rimane affidato il compito di garantire la gestione dei rifiuti”.

La liquidazione degli Ambiti, infatti, procede assai a rilento, e così, sebbene la loro attività risulti molto limitata, proprio in assenza della costituzione delle dieci Srr (Società di regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti previste dall’ancora inattuata lr 9/2010, si legga articolo a pagina 8) che avrebbero dovuto sostituire le 27 Ato Spa, restano ancora l’unica possibilità di gestione sul territorio.

Bartolomeo Buscema
Twitter: @bartbuscema

Articolo pubblicato il 04 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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