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Quotidiano di Sicilia

Acquisizione di Wind Jet serie di disagi per i passeggeri
di Giuliana Gambuzza

Dopo la stipula dell’accordo con Alitalia, si attende la decisione antimonopolio dell’Antitrust. Prezzi in ascesa, voli cancellati o ritardati: è allarme isolamento per la Sicilia

Tags: Alitalia, Windjet, Concorrenza, Antitrust, Easyjet



PALERMO - Nuvole all’orizzonte nel cielo dei voli low cost. Da quando, a gennaio, Alitalia ha annunciato di voler acquisire Wind Jet, i consumatori non dormono più sogni tranquilli. A destare preoccupazione sono soprattutto le tariffe che, una volta dimezzata la concorrenza, potrebbero lievitare. A Catania, infatti, unico competitor di Alitalia rimarrebbe Blue Panorama – altra compagnia con i conti in rosso – con l’aggiunta di easyJet a Punta Raisi. Di più: pare che nel suo piccolo la tratta Roma-Catania sarebbe candidata a diventare, in termini di profitto, la nuova Roma-Milano.

Da nostre simulazioni d’acquisto, è risultato che ad aprile i biglietti della stessa Wind Jet erano più cari del 30% rispetto a quelli di febbraio. Senza dimenticare che viaggiare in aereo è, di fatto, la soluzione più economica e pratica per chi parte dalla Sicilia.
Volete la prova? Il caro benzina ha reso gli spostamenti in auto proibitivi, mentre l’unica corsa a lunga percorrenza attualmente effettuata da Trenitalia è quella verso Milano: per destinazioni diverse, bisognerà scendere a Roma e proseguire il viaggio su un convoglio ad alta velocità, con biglietti che non mancano di costare quanto uno aereo prenotato per tempo.

Ma, al di là di questo, non sempre si ha a disposizione oltre mezza giornata per raggiungere Civitavecchia in nave o arrivare a Roma in autobus. Per non parlare del fatto che chi sceglie la ferrovia potrebbe trovarsi a passare l’intera notte nella stazione della capitale, in attesa della coincidenza (e il termine fa davvero sorridere).

E dire che gli altri isolani per eccellenza, i sardi, hanno ottenuto prezzi agevolati sui trasporti aerei e marittimi, per avere garantito il collegamento con la terraferma. Anche se, a onor del vero, ad aprile c’è stata una compagnia aerea che ha fatto marcia indietro. Il suo nome? Ancora una volta Alitalia, che non considera più conveniente offrire il servizio.

Denunciati i rischi che l’affare Wind Jet comporta, non rimane che aspettare la decisione dell’Antitrust, che non a caso ha aperto un’istruttoria, con scadenza a luglio, per verificare se esso sia compatibile con i principi del libero mercato. A ribadirlo è intervenuto nientemeno che il Ministro dei Trasporti e Sviluppo Economico, Corrado Passera. “Se la vede l’Antitrust – ha dichiarato nell’audizione alla Camera del 21 giugno – altrimenti è finita”.

Nel frattempo, continuano a moltiplicarsi i disagi sulle rotte Wind Jet. Al punto che Massimo Masini, al vertice di Aeradria (la società che gestisce l’aeroporto di Rimini), si è sentito in dovere di scusarsi “con tutti i passeggeri, che in questi giorni e nei prossimi, hanno subito ed eventualmente subiranno ritardi e cancellazioni dei voli Wind Jet, causati dalla carenza di almeno un aereo in manutenzione e nel contesto del passaggio della stessa Wind Jet ad Alitalia”.

All’aereo in manutenzione si è aggiunto quello che venerdì scorso, dopo il decollo da Palermo in direzione di Roma, era rientrato per un problema tecnico, provocando la cancellazione anche della tratta per Rimini della mattina seguente. Della serie: piove sul bagnato.
 

 
Crisi nera tra guasti ai mezzi e gestione sbagliata
 
PALERMO - “Pesantissima situazione di crisi economica”. Sono queste le parole usate dall’amministratore delegato di Wind Jet Stefano Rantuccio per spiegare il perché dello stato di crisi dell’azienda. Un aumento del 25 per cento dei voli dal 2007 al 2011 e l’acquisizione di nuove tratte, per un totale di quasi 3 milioni di clienti e una fetta di mercato domestico grande il 6,2% del totale, eppure la società guidata da Antonino Pulvirenti non ce la fa più a volare con le proprie ali. Complice il disagio economico che sta colpendo il settore, Wind Jet ha perso più di 3 milioni di euro nel 2010, contro i 182 mila dell’anno precedente. E il futuro sembrerebbe riservarle perdite addirittura pari a 10 milioni di euro. I motivi? Costi fissi alle stelle e una serie di “eventi eccezionali e non prevedibili” che hanno coinvolto gli aeromobili targati Wind Jet, per danni da 29 milioni di euro. Eventi “chiaramente ed evidentemente non tutti imputabili alla gestione aziendale”: non tutti, si legge tra le righe, ma almeno in parte sì. Soprattutto per quanto riguarda il rapporto con i fornitori che, stanchi dei vari “pagherò”, hanno deciso di chiudere i rubinetti.

Giuliana Gambuzza
Twitter: @GiulyGambuzza

Articolo pubblicato il 06 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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