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Ispettori in naftalina, nero in cantiere
di Michele Giuliano

Lavoro. Davide contro Golia. Ispezioni insufficienti.
Morti e sommerso. 250 ispettori, di cui solo la metà sul campo, per 380.000 imprese: troppo pochi per limitare le morti bianche nell’Isola. Danno anche all’erario per le imposte evase dai lavoratori in nero.
Fermi. Potrebbero entrare in servizio ben 107 ispettori formati attraverso il corso Formispe (costo 4 mln) indetto dalla Regione nel lontano 2005. Ma mancano i fondi per riconoscergli le indennità dovute.

Tags: Lavoro Nero, Ispettori, Lavoro, Concetta Raia, Giuseppe Spampinato



In 250 erano nel 2004 e a distanza di 8 anni tutto è rimasto immutato nonostante i decreti, le belle parole e i tanti soldi spesi. Stiamo parlando degli ispettori del lavoro in Sicilia, una piccola “ciurma” di baluardi della legalità nell’infinito mondo del sommerso siciliano. Una definizione quanto mai appropriata per dei lavoratori costretti a fare tripli salti mortali nel magma di una galassia di 380.000 imprese attive. Già questi dati da soli danno il senso dell’impotenza di un apparato di controllo che non può avere effettiva e incisiva efficacia nel contrasto al lavoro nero e alle irregolarità delle aziende siciliane. Per di più si continua a consumare un incredibile paradosso: ci sarebbero da potere immettere sul lavoro ben 107 ispettori nuovi di zecca formati attraverso il corso Formispe indetto dalla Regione nel lontano 2005. Di loro però neanche l’ombra. (continua)

Articolo pubblicato il 10 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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