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Mae-Crui, partiranno gli aspiranti tirocinanti
di Roberto Quartarone

La riforma Fornero poteva bloccare il tirocinio non retribuito del ministero. I 555 vincitori del bando hanno scritto a Napolitano

Tags: Lavoro, Elsa Fornero, Formazione



PALERMO - Il diritto a una giusta retribuzione per un lavoro corrisposto è stato riaffermato dalla legge n. 92, la tanto contestata “Riforma Fornero” sul mercato del lavoro. In particolare, il comma 34 dell’articolo 1 contempla il “riconoscimento di  una congrua indennità, anche  in forma forfetaria, in relazione alla prestazione svolta” in riferimento ai tirocini formativi.

Ed ecco che è venuta a galla la situazione del bando del ministero degli Affari esteri e della Fondazione della Conferenza dei rettori delle università italiane, meglio conosciuto come “bando Mae-Crui”. Da oltre dieci anni, i neolaureati possono trascorrere un periodo di tre mesi alle dipendenze del ministero, alla Farnesina o in un’ambasciata estera, senza però poter ricevere alcuna indennità: l’esperienza è totalmente a carico del tirocinante. Si tratta di un momento formativo di spessore, ma che la nuova riforma rischia di affondare.

Il timore concreto lo hanno avuto i 555 vincitori del secondo bando del 2012, che hanno ricevuto la comunicazione della vincita il 25 giugno e pochi giorni dopo hanno ricevuto un contrordine inatteso. La Fondazione Crui ha infatti comunicato di non poter confermare il tirocinio in attesa delle linee interpretative dal ministero.

E si è scatenato il panico tra gli aspiranti tirocinanti, che si sono mossi singolarmente (come la studentessa siciliana Maria Claudia Ferrara, che lo ha segnalato su www.qds.it), e poi in gruppo, scrivendo direttamente al presidente della Repubblica.
L’obiettivo comune era quello di vedersi riconosciuto un diritto: è sicuramente giusto ottenere la retribuzione, ma è anche giusto poter usufruire di un’opportunità che non capita tutti i giorni e che ha un peso importante nel proprio curriculum vitae. “Fra la migliore soluzione possibile - si legge nella lettera al presidente Giorgio Napolitano - e quella peggiore (ossia non partire), noi scegliamo di partire alle condizioni del nostro bando”.

La vicenda si è chiusa proprio ieri con un comunicato del ministero, che ha riaffermato la necessità di aspettare le linee guida sui tirocini che saranno stilate durante la Conferenza tra Stato e Regioni entro 180 giorni dall’entrata in vigore della L. 92/12. Quando saranno pubblicate, la riforma potrà dirsi attuata.

E, quindi, “si svolgeranno regolarmente i tirocini presso il ministero degli Esteri e la sua rete all’estero previsti da settembre a dicembre 2012”. Con grande soddisfazione dei vincitori, anche prosegue l’attesa per poter ricevere una “congrua indennità” per ogni attività lavorativa, anche formativa.

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

Articolo pubblicato il 12 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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