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Infrastrutture, due sono decisive
di Rosario Battiato

Senza Termini Imerese e Augusta la Sicilia sarà tagliata fuori dai mercati europei del futuro. Per il porto siracusano si chiude a breve, l’altro caso è molto più complicato

Tags: Termini Imerese, Augusta, Salvatore Iacolino



PALERMO – Da straordinaria opportunità in pessima figura. I fondi europei avrebbero potuto rifare la Sicilia, rendendola un po’ più europea e meno isola. Invece i risultati, ad oggi, non sono proprio lusinghieri. Basta voltarsi indietro di qualche giorno e si trova il blocco di 600 milioni di euro deciso dall’Ue  in seguito ad una serie di irregolarità riscontrate nelle procedure di assegnazione dei fondi. Poi c’è il capitolo infrastrutture strategiche. Nei giorni scorsi Salvatore Iacolino, europarlamentare Pdl, ha incontrato a Bruxelles il vicepresidente della Commissione Europea, Joaquin Almunia, per discutere degli aspetti legati alla Concorrenza per il co-finanziamento europeo del Porto di Augusta e dell’interporto di Termini Imerese. Due passaggi essenziali che potrebbero stimolare o chiudere definitivamente lo sviluppo dell’Isola.

Senza infrastrutture adeguate, lo testimonia il trend del mercato nazionale ed europeo, la Sicilia sarà definitivamente tagliata fuori. Il trasporto su gomma, oltre che essere ormai anni luce distante dalle politiche Ue sulla mobilità sostenibile, è destinato a rivedere la sua quota del 90% del trasporto delle merci isolane. Una dipendenza che inquina e allontana i prodotti isolani dai ricchi mercati del Nord. Le buone notizie potrebbero arrivare dall’Ue che dovrebbe sbloccare la quota di cofinanziamento per il porto di Augusta e l’interporto di Termini Imerese.

Per l’ammodernamento e ampliamento del porto siracusano l’Autorità portuale e il ministero delle Infrastrutture dovrebbero essere in grado di inviare la documentazione richiesta entro la prossima settimana, così – almeno stando a quanto riferito da Almunia - da ricevere entro tempi ragionevolmente brevi il via libera definitivo una volta verificata la coerenza della documentazione prodotta con il progetto messo a finanziamento. Si presenta lievemente più complicata la situazione per l’interporto di Termini Imerese dove è necessario, si legge nella nota diffusa da Iacolino, “imprimere una forte accelerazione all’istruttoria: dallo scorso novembre 2011, infatti, la Regione non ha ancora inviato la richiesta formale di co-finanziamento attraverso i fondi strutturali alla DG Affari Regionali e nemmeno la notifica sulla compatibilità con la legislazione europea sugli aiuti di Stato alla DG Concorrenza”.

L’importanza vitale delle due infrastrutture è innegabile. “Si tratta di due grandi opere strategiche per lo sviluppo della Sicilia orientale - ha confermato Salvatore Iacolino - e il Commissario Almunia si è reso disponibile a consolidare un dialogo strutturato con le Istituzioni locali per accelerare il percorso che dovrebbe portare al co-finanziamento e alla realizzazione dell’hub portuale e dell’interporto”. Poi la stoccata alla Regione, sebbene Lombardo avesse promesso una rapida soluzione in merito ai 600 milioni bloccati. “L’ennesima pesantissima bocciatura della Regione siciliana nella gestione dei fondi strutturali FESR 2007/2013 – ha concluso l’esponente del partito popolare europeo - è la concreta dimostrazione della carenza di cultura progettuale e dell’assenza di relazioni forti e continue con la Commissione Europea che sarebbero state risolutive per la finalizzazione dei progetti”.

Articolo pubblicato il 14 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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