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Termini, caso a tinte sempre più fosche
di Rosario Battiato

Tavolo di confronto al Mise sulla riconversione dell’ex stabilimento Fiat: possibile ritorno di fiamma per Dr Motors. Dopo i soci cinesi, compare una pista turca a supporto di Di Risio. Molto preoccupati i sindacati

Tags: Termini, Dr Motors



ROMA – Passano i mesi, ma la situazione dell'ex polo Fiat di Termini Imerese è sempre più offuscata. La ricerca di nuovi investitori da parte del ministero dello Sviluppo economico, il tentativo di rientro di Dr Motor, l'ingresso dei soci cinesi della Chery per riempire di sostanza economica il piano industriale di Di Risio, non fanno altro che che complicare la situazione per il futuro. Ieri, intanto, si è svolto l'ennesimo tavolo al Mise.

Il ministero dello Sviluppo economico ha approntato un nuovo tavolo di confronto per la riconversione dell'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. A Roma si è discusso dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali e dell'individuazione di nuovi investitori in grado di garantire un efficace piano industriale, dopo che l'opzione Dr Motor è stata scartata per la mancanza di solidità finanziaria, dal momento che l'azienda di Macchia d'Isernia era attesa a Termini già dal gennaio scorso. Eppure non si esclude un ritorno di fiamma. Mercoledì scorso proprio Di Risio si è giocato la carta del socio cinese, un'azione che si è manifestata durante un incontro tra i tecnici del Mise, Chery International e Dr Motor, che si inserisce nel quadro “dell'ampio giro d'orizzonte che il Ministero sta effettuando per individuare la soluzione industriale migliore per il rilancio dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese”.

Continuano così le schermaglie tra Passera e Di Risio.  Il ministro ha comunicato che Dr Group non potrà rilevare lo stabilimento e avviare le nuove produzioni, perché “non risponde ai requisiti richiesti”. Il molisano, invece, non vuole mollare anche perché, verosimilmente, dalla Sicilia potrebbe passare un'ancora di salvezza per l'intera impresa. Una salvezza che, comunque, sembrerebbe risiedere fuori dall'Italia, e non solo in Cina. “Le trattative procedono bene e, soprattutto, nell'ultimo periodo si sono intensificate, sia con Chery che è nostro partner di sempre, sia con un'azienda turca”.

Le trattative romane procedono, ma tra le famiglie degli operai palermitani serpeggia la preoccupazione. Ne ha parlato Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. Secondo il sindacalista è necessario che i lavoratori di Termini Imerese “vengano mesi nelle condizioni di non rimanere senza nulla” auspicando che “si trovi presto un altro imprenditore disposto a investire” sullo stabilimento “sperando che la missione aziendale rimanga nel settore auto”. Il leader sindacale, intervenuto alla trasmissione di Rai Radio 1 Prima di tutto, ha anticipato i temi dell'incontro di ieri, spiegando come “qualsiasi governo che abbia un minimo di buon senso non può che fare questo; tutti sanno che la condizione penosa in cui si trovano questi lavoratori illusi dalla Fiat inizialmente, illusi da coloro che dovevano investire, sono molti alle porte della pensione, credo che il buon senso suggerisca di andare loro incontro, quindi questo stiamo chiedendo da diverso tempo, io spero che ci sia disponibilità”.

Resta intatto il dilemma sul futuro del settore auto in Europa. Se Termini vuole risollevarsi e restare in piedi, dovrà cercare mercato lontano dalle automobili.

Articolo pubblicato il 17 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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