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Il Presidente Napolitano parla di Sicilia con Monti
di Giovanna Naccari

Trai i temi dell’incontro urgente del capo di Stato con il premier. Mentre Lombardo chiede di riferire in Consiglio dei Ministri

Tags: Napolitano, Commissariamento



Palermo – Rischio di bancarotta e dimissioni del presidente della Regione, Raffaele Lombardo: il “caso Sicilia”, portato sotto i riflettori nazionali da Confindustria e dai politici dell’opposizione, ma anche dalla Corte dei Conti, che durante il giudizio di parifica dell’esercizio finanziario 2011, ha definito il quadro economico regionale “allarmante”, ieri è finito tra i temi dell’incontro urgente tra il capo dello Stato, Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio, Mario Monti.
L’ora della verità sulla questione siciliana comunque dovrebbe scattare martedì 24 luglio a Palazzo Chigi, durante l’incontro tra il premier Monti e il presidente Lombardo. Era stato Monti, con una lettera inviata a Palazzo d’Orleans, a chiedere chiarimenti a Lombardo su due questioni: la prima, se la Sicilia è davvero “vicina al default”, come sostiene l’ex presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, così come alcuni politici ed associazioni; la seconda, se arriveranno le dimissioni del presidente Lombardo, come annunciato, il 31 luglio.

Perché questa azione comporterebbe interventi nazionali, probabili commissariamenti, per affrontare le emergenze finanziare, dalla stesura del bilancio 2013 alla gestione dei fondi europei. 
Lombardo afferma che dimostrerà a Monti la sostenibilità della finanza regionale e confermerà le dimissioni, per “un atto politico”, ma chiede, un miliardo di euro che lo Stato deve alla Regione e la partecipazione al consiglio dei Ministri, come prevede lo statuto siciliano. “Ho scritto a Monti per chiarire equivoci e tutte le menzogne che si sono scritte in questi giorni e ho chiesto di riferire in Consiglio dei Ministri”, ha detto ieri durante una conferenza stampa. “Ci tuteleremo in sede penale e civile - ha aggiunto - rispetto a quanto si è detto e scritto sulla Sicilia. La faremo pagare ai giornali che hanno diffamato la Sicilia, che hanno creato questo clima”.

Ma il dibattito ormai è aperto su tutta la Penisola e ruota attorno a chi e come pagherà i debiti dei siciliani. “Non vogliamo che il disastro in Sicilia contagi l’Italia”, dice il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. E continua: “Il problema non è l’autonomia della Sicilia, quanto le risposte da dare ai siciliani”.
E Luca Zaia presidente della regione Veneto:”Aiutare uno che spreca significa non aiutare. Non capisco come si possa aiutare chi come la Sicilia ha 27.000 forestali contro gli 8.000 che servono per il resto d’Italia”. Aggiunge Zaia: “Noi siamo felicissimi che la Sicilia sia orgogliosa della propria autonomia. Ma chi è autonomo paga i propri debiti. Noi siamo per la solidarietà nazionale, ma non siamo disposti a pagare per le cicale”.
Per Raffaele Lombardo: “Tre agenzie qualificano i nostri conti con il rating BAA2, sullo stesso piano del Veneto, del Comune di Milano e un passo avanti rispetto al Piemonte”.

Afferma Lombardo sul voto: “Vogliono che non mi dimetta e in Sicilia non si vada ad elezioni anticipate ma io è come mi fossi già dimesso”. E riferendosi all’assessore alla Salute Massimo Russo: “Lo statuto della Regione non prevede vuoto di potere ed il vicepresidente che governerà si è distinto per il rigore economico e morale. Io non consentirò che si privi alla Sicilia del voto anticipato, la Sicilia ha bisogno di un governo nel pieno dei suoi poteri, io in questo momento non mi sento al 100% in possesso dei miei poteri perché sono stato aggredito sul piano mediatico”.
Ieri del “caso Sicilia” si è discusso all’Assemblea regionale siciliana in conferenza  dei capigruppo. “Momento di attacco nei confronti della Sicilia, dobbiamo rispondere con atti concreti”, ha scritto su Twitter Livio Marrocco, presidente del gruppo Fli.
Intanto l’Ars, dopo la seduta di martedì, nel tardo pomeriggio ha aperto i lavori con la discussione degli emendamenti e dei sub emendamenti al disegno di legge sulle “Norme in materia di trasparenza della propaganda elettorale per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana”, il cosiddetto ddl blocca nomine che disciplina l’affidamento degli incarichi da parte del governo in prossimità delle elezioni. Norme “suggerite” dall’opposizione, a causa dell’infornata di incarichi affidati da Lombardo dopo avere annunciato le dimissioni.

La giunta regionale ieri intanto ha presentato un maxiemendamento in commissione Bilancio, nell’ambito dell’esame delle norme di assestamento dei conti, che contiene interventi per tre milioni e mezzo di euro ed azioni destinate, tra l’altro, al trasporto marittimo locale.

Giovanna Naccari
Twitter: @gionaccari

Articolo pubblicato il 19 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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