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Unificazione Alitalia-Wind Jet: dall’Antitrust un sì con riserva
di Giuliana Gambuzza

Il via libera contiene condizioni che la compagnia di bandiera dovrà rispettare per il prossimo biennio. Catania-Milano, Palermo-Milano e Catania-Roma le rotte incriminate, salve le minori

Tags: Alitalia, Windjet, Concorrenza, Antitrust



Pericolo scampato. Almeno così sembra. L’Antitrust ha dato il via libera all’acquisizione di Wind Jet da parte di Alitalia, ma “subordinandola – c’è scritto sul comunicato stampa diramato ieri – a misure in grado di eliminare gli effetti anticoncorrenziali che si sarebbero altrimenti creati sulle rotte Catania-Milano, Palermo-Milano e Catania-Roma”.

Alitalia dovrà cedere alcune coppie di slot (equivalenti ciascuna a un diritto di decollo e un diritto di atterraggio), sotto la supervisione di un soggetto terzo indipendente (monitoring trustee), scelto da Alitalia e approvato dall’Authority.
L’obbligo durerà fino all’estate 2014, per un totale di due anni, visto che “la tempestività dell’ingresso di un concorrente viene di norma valutata rispetto a tale arco temporale”.

Tra l’altro, questi provvedimenti si tradurranno in una sottrazione di bande orarie ad Alitalia-Wind Jet soltanto se le esigenze dei competitor non potranno essere soddisfatte in altro modo.
Alla gara per l’assegnazione degli slot potranno partecipare tutti i vettori che non hanno legami societari, finanziari e commerciali con Alitalia e che non fanno parte dell’alleanza SKYTeam, a condizione che si impegnino, almeno fino all’estate 2014, a usare le bande orarie richieste e a mantenere inalterate le loro destinazioni.

Qualche dettaglio in più sugli slot interessati? Stiamo parlando di massimo due coppie sulle tratte Catania-Milano Linate e Catania-Roma Fiumicino e di una sulla Palermo-Milano Linate, che dovranno corrispondere ai voli operati da Wind Jet nelle stagioni IATA (International Air Transport Association) estate 2012 e inverno 2011/2012.

Per quanto riguarda le cosiddette rotte minori (per volume di passeggeri spostato), in partenza da Catania con arrivo a Bologna, Pisa e Venezia e con decollo da Palermo e atterraggio a Torino, la sovrapposizione fra le attività delle due compagnie sarà totale. Ciononostante non ci sono “preoccupazioni sotto il profilo antitrust circa gli esiti della concentrazione”.

Il motivo? Dalle indagini del Garante non sono risultate limitazioni di tipo tecnico o amministrativo alla disponibilità di bande orarie né situazioni di congestionamento nelle attività di decollo/atterraggio. Anzi, le aspettative delle aziende rivali (Meridiana e easyJet in testa) vanno proprio incontro all’operazione, che considerano il primo passo verso l’”apertura di rilevanti opportunità commerciali d’ingresso”.

In pratica, nella decisione finale dell’Antitrust, hanno avuto più peso i due elementi considerati nel corso della sua analisi (limitazioni alla disponibilità di slot e congestionamento in arrivo/partenza) che il livello di concentrazione che verrà raggiunto dopo la fusione.

Quindi, se i percorsi Catania-Milano, Palermo-Milano e Catania-Roma sono stati incriminati è proprio perché, oltre ad attribuire ad Alitalia quote elevate (in media pari al 90% per frequenze), avrebbero impedito alle colleghe di accedere agli slot a causa della loro scarsità e/o dell’ingorgo negli aeroporti.
Il ragionamento non fa una piega. Speriamo solo che il passaggio dalla teoria ai fatti non sia troppo traumatico per le tasche dei passeggeri siciliani.
 
Intanto l’Enac convoca Wind Jet per i continui disservizi
Se la delibera dell’Antitrust basterà a salvare il low cost in Sicilia è presto per dirlo. Le condizioni – almeno teoriche – ci sono tutte, ma bisognerà capire come reagirà il mercato nei prossimi mesi e, soprattutto, se i vettori concorrenti riusciranno effettivamente ad accedere a una parte degli slot di Wind Jet. Nel frattempo, a inizio settimana l’Enac l’ha convocata per “chiarire – fanno sapere dall’Ente – le motivazioni che hanno comportato i disservizi” e “verificare il mantenimento dei requisiti della compagnia rispetto alla capacità operativa”. La richiesta di controlli era già arrivata dal suo presidente Vito Riggio, intervenuto di persona dopo la cancellazione del volo Palermo-Roma dell’8 luglio. Pare che proprio l’aeroporto di Palermo sia quello più colpito da ritardi e soppressioni di tratte. E tanto per non smentirsi, lo scorso week-end Wind Jet ha fatto saltare altri due decolli, uno in direzione di Torino e uno della capitale. Ancora una volta gli aerei erano in partenza dal Falcone Borsellino. Ancora una volta la causa sono stati problemi tecnici ai due aeromobili.

Giuliana Gambuzza
Twitter: @GiulyGambuzza

Articolo pubblicato il 19 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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