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L’Osservatorio: “Pesca siciliana in deriva”
di Giuseppe Bellia

Notizie poco confortanti per il settore, i più importanti armatori rischiano di tagliare 6 mila posti di lavoro. Occorre attivare in fretta i fondi europei che ammontano a circa 150 milioni di euro

Tags: Pesca, Crisi, Finanziamenti



PALERMO – Un settore in prossimità di una crisi senza precedenti. Notizie poco confortanti per la pesca siciliana giungono dall’Osservatorio economico del distretto, svoltosi l’altro ieri presso la sala convegni del Banco di Sicilia a Palermo. La pesca isolana sarebbe “alla deriva” secondo Giovanni Tumbiolo presidente del distretto della Pesca, poiché il comparto sarebbe stato gravemente attanagliato dalla congiuntura economica negativa degli ultimi anni. Secondo questi bisogna “salvare il maggior numero possibile d’imprese della filiera: più del 40% di loro potrebbe disarmare entro la fine dell’anno. è un rischio per l’economia siciliana che va scongiurato”.

I più importanti armatori della pesca isolana sarebbero sulla graticola: 6000 i posti di lavoro a rischio nella Regione entro l’anno, secondo quanto emerso nel corso dei lavori corso dello stesso Osservatorio economico della Pesca. “Le dieci più grandi aziende siciliane della filiera rappresentano il 65% del mercato - ha tuonato il presidente distretto della Pesca - e questo dimostra che esiste una polverizzazione delle realtà imprenditoriali che va affrontato per aiutare l’aggregazione di quelle piccole imprese a dimensione familiare che rischiano di essere espulse dal mercato”.

Dalla crisi della pesca siciliana, al fermo biologico obbligatorio, Bufardeci al centro delle questioni di fondo del comparto. Giunge notizia ufficiale sulla stesura del calendario per il 2009 del fermo biologico che interesserà le marinerie siciliane. Il provvedimento è stato adottato nel corso dalla seduta del Consiglio regionale della pesca, presieduta dall’assessore regionale Bufardeci coadiuvato dal dirigente generale Gianmaria Sparma. Diffusasi la notizia negli ambienti marinari, non si sono fatti attendere i commenti dei massimi rappresentanti sindacali del settore. “Le imprese di pesca iscritte nei compartimenti marittimi siciliani – ha dichiarato - Nino Accetta, componente Crp di Ugl Sicilia - osserveranno un arresto delle attività di pesca per attrezzo strascico e volante tra il primo settembre e il 30 ottobre per 30 giorni consecutivi ad eccezione delle imprese di pesca iscritte nel compartimento di Mazara del Vallo che si fermeranno tra il primo agosto e il 27 settembre per 30 giorni consecutivi”. Nessun ristoro al momento è previsto per le imprese di pesca che dovranno obbligatoriamente sospendere la propria attività, mentre per i pescatori sarà applicata la Cigs in deroga con criteri che saranno resi noti successivamente. Per contro, ha accolto positivamente il provvedimento Giovanni Condorelli, leader di Ugl Sicilia, per cui “il riconoscimento della cassa integrazione ai pescatori siciliani é una boccata di ossigeno”.

Assodata la crisi del settore, Bufardeci dovrà dare delle risposte politico – programmatiche nel corso del suo mandato. Sarà decisivo per il rilancio del comparto, attivare una cabina di regia che sappia cogliere nel Fondo europeo pesca per gli anni 2007-2013, un’opportunità per riqualificare la pesca siciliana, rendendola competitiva anche nei periodi di congiuntura economica negativa, come quello in corso.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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