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Catania-Palermo veloce, libro dei sogni
di Rosario Battiato

Ennesima e vana proposta per ridurre da 13 a 2 anni i tempi di riassetto della ferrovia tra le due città siciliane: il progetto non c’è. L’ultima idea in ordine di tempo costerebbe 200 mln di euro e non comprenderebbe il supertunnel

Tags: Trasporti, Sicilia



CATANIA – In tempi di vacche magre, e di pessime figure, dopo il blocco degli stanziamenti deciso dall’Ue, per le infrastrutture siciliane è tempo di puntare su azioni semplici e immediate. Ieri a Catania, presso la sede dell’Ars nel Comune etneo, si è parlato dell’eventualità di velocizzare in due anni il tracciato ferroviario già esistente tra Catania e Palermo, spendendo circa 200 milioni di euro e rinviando il progetto di supertunnel che avrebbe dovuto essere realizzato da RFI in 13 anni. Trasversale la partecipazione all’incontro organizzato da Siciliaway. Ne hanno discusso, infatti, i deputati Vincenzo Gibiino e Giovanni Burtone, il parlamentare Ue Giovanni La Via, il parlamentare regionale Nino D’Asero, il senatore Enzo Bianco.
Il progetto ha già mosso i primi passi. Nel corso di questi due mesi il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera, rispondendo a una domanda posta da Gibiino in commissione Lavori pubblici, ha aperto al progetto. Lo stesso ha fatto il presidente di Rfi Dario Lo Bosco parlando di “velocizzazione light”. Il prossimo passaggio è atteso dal dicastero che dovrà rispondere nel merito all’VIII Commissione della Camera. L’obiettivo è quello di abbattere i tempi di percorrenza di una delle tratte più “lente” d’Italia, nonostante colleghi i due centri più importanti dell’Isola. Dopo i lavori si potrebbe, infatti, passare dalle attuali cinque ore di media a due ore e 15 minuti.

Tempi e denaro sono già fissati. La velocizzazione del tracciato ferroviario esistente tra Catania e Palermo costerà circa 200 milioni di euro e potrebbe essere messa a punto in meno di due anni. In questi ultimi mesi l’azione di pressing esercitata dai politici isolani si è fatta ancora più intensa, dopo anni di silenzi che hanno portato al progressivo disinteressamento di Rfi nei confronti delle strade ferrate dell’Isola, che, invece, dovrebbero rappresentare il futuro del trasporto di merci e persone.
Il senatore Bianco ha già illustrato al ministro Barca il progetto di ammodernamento del vecchio tracciato in occasione dell’iniziativa promossa dallo stesso ex sindaco di Catania e che ha visto partecipare ben 52 parlamentari siciliani. Il deputato democratico, Giovanni Burtone, ha sottolineato in conferenza l’importanza che i lavori di velocizzazione siano, nei limiti di legge, riferiti alle imprese siciliane ricche di professionalità di eccellenza.

In realtà l’intero sistema ferroviario isolano avrebbe bisogno di una ristrutturazione. La Sicilia detiene 1.378,4 chilometri di ferrovia – prima regione per estensione territoriale ma quarta per lunghezza della rete – dei quali 1.200 sono a binario semplice. Una copertura ampia, si tratta del dato più elevato d’Italia, anche se può vantare appena 178 chilometri di linee a doppio binario. Ancora più preoccupante il dato che segnale 578 chilometri di linee non elettrificate, il peggiore risultato d’Italia.
Intanto nei giorni scorsi i sindacati hanno dato notizia che Trenitalia ha deciso di ridurre ulteriormente il numero dei treni del servizio regionale in Sicilia: dal 29 luglio saranno 38 in meno, taglio che comporterà la riduzione di 500 posti di lavoro fra personale Trenitalia e del settori appalti; e a settembre previsto un ulteriore riduzione del numero dei convogli.
 

Ma Rfi taglia 38 treni e 500 lavoratori. Vecchio: “Si desertifica la Sicilia”

PALERMO - "Continua il processo di desertificazione del trasporto ferroviario in Sicilia: Trenitalia riduce ancora il numero dei treni del servizio regionale, dal 29 luglio prossimo saranno 38 in meno, taglio che comporterà la riduzione di 500 posti di lavoro fra personale Trenitalia e del settori appalti, e a settembre previsto un ulteriore riduzione del numero dei convogli. Così alcune città siciliane rischieranno il totale isolamento". Lo affermano in una lettera inviata al presidente della Regione Raffaele Lombardo all’assessore regionale alla Mobilità Andrea Vecchio, ai vertici di Trenitalia, lanciando l’allarme sulla "desertificazione" del servizio di trasporto ferroviario regionale, i segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Sicilia Franco Spanò, Amedeo Benigno e Angelo Mattone. "È inaccettabile, riteniamo opportuno - aggiungono - che la Regione Siciliana esegua un controllo sulle soppressioni messe in atto da Trenitalia e richieda il ripristino dei treni in orario, invertendo il processo di desertificazione. Chiediamo subito l’avvio di in confronto e invitiamo la Regione a diffidare Trenitalia dall’effettuare gli ulteriore tagli programmati".

Articolo pubblicato il 24 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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