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Con noi 3.000 imprese e 10.000 lavoratori
di Francesco Sanfilippo

Forum con Mario Signorello Cascio presidente Edilcassa Sicilia

Tags: Cascio, Edilcassa



Edilcassa ha delle sedi dislocate nelle province siciliane?
“Edilcassa Sicilia ha un’unica sede a Palermo che ha competenza su tutta la Sicilia, contrariamente alla Confindustria che ha nove casse edili, una per provincia, e che fanno capo all’Ance”.

Quale compito svolge Edilcassa?

“Edilcassa eroga degli importi ai lavoratori e comprende gli artigiani e le piccole e medie imprese edili fino a cinquanta dipendenti. I soldi accantonati dai lavoratori sono restituiti a essi in due erogazioni, una a luglio e una a dicembre, come la tredicesima e la quattordicesima degli impiegati. Esistono, infatti, degli accordi nazionali che stabiliscono quanto devono versare i lavoratori”.
Quali sono i sindacati che pariteticamente fanno parte di Edilcassa?
“I sindacati che fanno parte di Edilcassa sono la Cgil, la Cisl e l’Uil, perché firmatarie di accordo nazionale. L’Ugl ne faceva parte ma, non essendo firmataria di accordo nazionale, non ha più potuto restare. Perciò, il 50% della Cassa è detenuto dalle imprese, l’altro 50% dai sindacati. Infatti, il vicepresidente dell’Ente è un rappresentante dei sindacati”.

Chi versa i contributi? Sono molto onerosi?
“Le imprese devono versare i contributi alla Edilcassa e i lavoratori devono essere iscritti obbligatoriamente alla cassa. Così, possono usufruire delle prestazioni, seppur debbano essere dipendenti dell’azienda. Gli imprenditori che fanno parte della Edilcassa, peraltro, sono in posizione paritetica con i rappresentanti dei sindacati e aderiscono all’associazione nazionale Anaepa, l’Associazione Nazionale Edili e Affini. I versamenti consistono nel 22,50% del monte contributi che coprono le spese degli infortuni, il 14,20% è stornato a favore dei lavoratori, mentre il resto o è impiegato per le spese di gestione o per la realizzazione dei corsi di formazione sulla sicurezza. Si tratta di corsi autorizzati che si tengono in luoghi abilitati e realizzati da personale legittimato. Del resto, per rilasciare i Durc, le imprese devono essere in regola con i versamenti contributivi, perciò dopo che hanno risposto l’Inps e l’Inail, l’Edilcassa rilascia il documento”.

Quali iniziative state realizzando per affrontare il tema della sicurezza?

“Un’iniziativa costante è la distribuzione di kit di sicurezza ai lavoratori, durante la quale si organizza un’assemblea di lavoratori e d’imprenditori, dove sono invitati i funzionari dell’Asp, dell’ispettorato del lavoro e dell’Inail. Ogni anno, si organizzano corsi Rls, responsabile della sicurezza dei lavoratori, e Rspp, responsabile servizio di prevenzione e protezione, oltre tenere corsi sul corretto montaggio dei ponteggi. Spesso, non è facile formare i lavoratori, cambiando abitudini scorrette. Oggi, esistono leggi che garantiscono la sicurezza, per cui i lavoratori odierni sono fortunati rispetto ai loro colleghi del passato”.

Quanti sono gli aderenti a Edilcasse?

“Ci sono 2.500/3.000 imprese associate in tutta la Regione e circa 10 mila lavoratori che dipendono direttamente da Palermo. Tuttavia, esistono degli sportelli dislocati nelle sedi della Confartigianato per il sostegno alle imprese del territorio con un impiegato di Confartigianato preparato per questo scopo. Per risparmiare, Edilcassa sta cercando di stabilire un accordo con le casse edili di Confindustria, per realizzare dei corsi di formazione congiunti nelle scuole edili, provvedendo ai contributi richiesti. In realtà, la crisi economica è molto acuta, perciò i numeri dati sono approssimativi, perché se i soldi mancano, le imprese non possono versare alcun contributo”.
 

 
Albergo diffuso, volàno di sviluppo locale per l’edilizia e per il turismo
 
A che punto sono i programmi che avevate chiesto alla classe politica di realizzare?
“La situazione non è cambiata rispetto all’anno precedente e non muterà fino alla fine dell’anno. I programmi così non sono stati neanche iniziati, per cui i bandi di gara sono bloccati e dalle poche che sono svolte, non arrivano i fondi spettanti. Inoltre, le banche non aiutano. I Comuni hanno fondi che, superato un determinato periodo senza che siano stati impegnati, non si possono più toccare perché il patto di stabilità lo impedisce, anche per pagare i debiti degli enti. Alcuni Comuni del Nord hanno volutamente sbloccato questi fondi, andando contro le direttive governative. Si è tentato, tuttavia, di incontrare la classe politica per trovare una soluzione, senza esito. Così, le imprese non pagano i contributi, ricevono un Durc negativo e sono tagliate fuori dal sistema economico. Come Confartigianato è stato presentato un disegno di legge, definito ‘albergo diffuso’, per aiutare l’economia”.
In cosa consiste quest’iniziativa da parte della Confartigianato?
“L’albergo diffuso prevede che i comuni individuino delle aree in un centro storico ove realizzare dei bed and breakfast particolari, che prevedano 8/9 alloggi in un’area di 400 metri e una reception all’interno di questo comprensorio che gestisca questa forma di albergo. Esiste già una legge nazionale che può essere utilizzata senza dover aspettare le decisioni della Regione. Quest’iniziativa permetterebbe di riattivare l’edilizia nel recupero dei centri storici e nei lavori di ammodernamento e di recupero delle case. Ciò consentirebbe anche una ripresa del turismo, anche grazie ad accordi con tour operator. Le vicende dell’attuale Governo regionale, però, non aiutano”.
 

 
Necessario puntare sul patrimonio artistico
 
La crisi economica ha colpito pesantemente il settore edile?
“Sì, la crisi economica attuale sta affossando l’edilizia, che è il settore trainante di quest’economia. Il settore edile, infatti, non comprende solo le imprese direttamente coinvolte nelle costruzioni o nelle ristrutturazioni, ma include un indotto che coinvolge tutti i campi”.
Oltre all’albergo diffuso, si possono adottare altre iniziative per sviluppare e per sostenere l’economia siciliana in questo momento?
“Agli inizi del 2011, si è tenuto un convegno della Confartigianato che puntava a focalizzare l’attenzione sul patrimonio artistico siciliano che è uno dei più vasti d’Italia. Questo settore può mobilitare milioni di euro, giacché si tratta di recuperare un patrimonio immenso che oggi è trascurato. Si pensi solo alle possibilità che si presenterebbero per l’economia regionale grazie al recupero dei numerosi palazzi del periodo barocco, o delle rovine archeologiche greco-romane. Infatti, l’attività di restauro comporta l’impegno massiccio delle imprese artigiane, cosa che permetterebbe il recupero di beni, altrimenti destinati alla rovina”.
Con l’ingresso dei 3 principali sindacati, Edilcassa ha potenziato le sue funzionalità?
“Sì, poiché, dal 2010, l’Edilcassa può accedere alla Bni, che è una banca-dati nazionale delle imprese regolari, così come la Cna e l’Ance”.
 

Curriculum Mario Signorello Cascio
 
Mario Signorello Cascio, nato a Enna il 14 settembre 1953, si è diplomato geometra. È dirigente di Confartigianato dal 1996, mentre è divenuto membro della Edilcassa fin dalla sua fondazione nel 1997 con due sole sigle sindacali. È divenuto presidente di quest’ultimo Istituto dal 2005 fino al 2008, poi ha tenuto l’incarico in prorogatio fino al marzo 2010, quando è stato confermato nuovamente all’incarico nell’istituto appena ristrutturato con l’ingresso di Cgil, Cisl e Uil, prima assenti, formando la 120a cassa edile a livello nazionale.
 
 

Articolo pubblicato il 25 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Mario Signorello Cascio
Mario Signorello Cascio



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