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Assestamento bilancio, l’Ars s’inceppa e rinvia
di Giovanna Naccari

 La XV legislatura conferma l’incapacità di gestire la spesa.L’assessore all’Economia, Armao, spiega: “Bisogna studiare bene le carte”

Tags: Assemblea Regionale Siciliana, Bilancio, Governo, Spending Review



Palermo - Continua il percorso ad ostacoli dell’Assemblea regionale siciliana per l’approvazione dell’assestamento di bilancio e delle norme di spending review, quest’ultime concordate dal governo Lombardo con il premier Monti. E fuori da Palazzo reale si accende il dibattito sull’autonomia. 
I lavori d’Aula hanno subito un freno venerdì e riprenderanno lunedì mattina, un giorno prima delle annunciate dimissioni del presidente della Regione. 
 
I tempi si sono allungati per consentire alla commissione Bilancio di verificare la copertura finanziaria su alcuni articoli della manovra di assestamento, su richiesta dell’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao. La commissione ieri pomeriggio intanto aveva in programma l’esame no-stop delle norme di spending review, per portare a termine i lavori entro lunedì. 
“La revisione della spesa, non è più rinviabile, dobbiamo dare un segnale ai mercati e al governo nazionale”, sostiene l’assessore Armao. “Bisogna studiare bene le carte, fermo restando tuttavia la necessità di portarla avanti”, dichiara il presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona.
 
Ieri, in tema di spending review, il presidente dell’AnciSicilia, Giacomo Scala, ha commentato positivamente la notizia dell’approvazione, in commissione Bilancio al Senato, dell’emendamento che destina ai comuni dell’Isola circa 171 milioni di euro.
Venerdì, dopo la sospensione di alcune ore, l’Aula, presieduta dal presidente Francesco Cascio, ha votato il passaggio agli articoli dell’assestamento del bilancio della Regione per l’anno finanziario 2012, del disegno di legge 900/A, cosiddetto legge omnibus e dell’istituzione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, stabilendo per oggi il termine per la presentazione degli emendamenti. 

La seduta è stata rinviata a lunedì con all’ordine del giorno la ripresa della discussione delle tre leggi incardinate e la votazione finale delle norme: Promozione della mutualità volontaria e istituzione dell’albo delle società di mutuo soccorso; Rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2011; Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti; Promozione della ricerca sanitaria; Istituzione della commissione regionale per la promozione di pari opportunità; Norme per l’introduzione del quoziente familiare in Sicilia.
Tirano un sospiro di sollievo i lavoratori Asu. “Il Parlamento siciliano ha approvato la legge che prevede lo stanziamento della somma di 13milioni 500 mila euro in favore dei lavoratori Asu - afferma Salvino Caputo (Pdl), presidente della commissione Attività produttive - La norma approvata garantirà i sussidi fino al mese di dicembre”.  
 
Soddisfazione del presidente della commissione Sanità, Giuseppe Laccoto (Pd) per l’approvazione della legge sulla promozione della ricerca sanitaria. “Abbiamo fatto un salto di qualità - dice - è la prima normativa che viene approvata in questo settore nella nostra Regione”. 
 
Fuori dall’Ars si accende il dibattito sull’autonomia che nei giorni scorsi era finita nell’occhio del ciclone per il rischio di bancarotta della Regione, annunciato da alcuni esponenti politici e del mondo industriale, ma smentito dal governo regionale. 
 
Questa notizia, che aveva allarmato il Paese, era rimbalzata a livello internazionale, mettendo al centro del dibattito l’opportunità di un commissariamento per i temi economico-finanziari. “L’allarme default della Sicilia è stato lanciato per distogliere l’attenzione dai problemi reali che in questo momento attanagliano l’Italia – dice Michele Cimino, deputato regionale di Grande Sud -  L’unico risultato raggiunto è stato che l’agenzia di rating Moody’s ha declassato la Sicilia”. Aggiunge con ironia Cimino: “Secondo ormai una opinione consolidata la colpa di tutti i problemi della Sicilia è l’autonomia, per questo propongo l’avvio dell’iter che faccia diventare la Sicilia regione non più a statuto speciale”. Sul tema interviene il parlamentare regionale Giovanni Barbagallo (Pd): “Non bisogna abolire l’autonomia, ma è necessaria una classe dirigente non subalterna ai meccanismi di gestione del potere e del consenso che, a parole, si dice di voler combattere”, afferma il deputato. 
 

Articolo pubblicato il 28 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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