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Emissioni ad impatto odorigeno. Sono arrivate le linee guida
di Rosario Battiato

In Sicilia ci sono troppi impianti inquinanti a ridosso dei centri abitati, in Gurs provvedimento di contrasto. L’esposizione agli odori provoca diversi effetti negativi sulla salute umana

Tags: Ambiente, Inquinamento



PALERMO – La Gazzetta ufficiale del 13 luglio ha pubblicato il decreto del 16 maggio scorso che contiene le Linee guida per il contrasto delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno nell’ambito della lotta all’inquinamento atmosferico. Il provvedimento è stato firmato da Antonio Cuspilici, dirigente dell’ufficio speciale sportello unico per il risanamento delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale.

Si tratta di un ambito ancora poco normato, ma disciplinare la caratterizzazione delle emissioni odorigene, il loro confinamento, la necessità di prevedere dei sistemi di abbattimento e la loro armonizzazione con il territorio circostante è già una priorità. La Regione ha compiuto il primo passo firmando delle linee guida che saranno pubblicate nella versione finale dopo un’ampia consultazione con industrie, organizzazioni non governative, ed altre parti interessate.

La questione è della massima importanza perché gli effetti sulla salute possono essere particolarmente pericolosi. “L’esposizione agli odori – si legge sul decreto - può comportare una modifica dell’equilibrio psicofisico di una persona e influire negativamente sui suoi comportamenti. Tra i tanti effetti negativi sulla salute i più frequenti sono: disturbi gastrici, mal di testa, disturbo del sonno, perdita dell’appetito, ecc. A concentrazioni più elevate queste sostanze sono spesso anche tossiche”.

Particolare attenzione deve essere prestata per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale (Milazzo, Gela, Priolo Gargallo), dove, tra le varie sostanze odorigene che più frequentemente possono essere emesse dalle attività produttive delle raffinerie si ricorda l’acido solfidrico che “è considerato un veleno ad ampio spettro, ossia può danneggiare diversi sistemi del corpo”. Ad alte concentrazioni, spiegano dall’Ufficio, paralizza il nervo olfattivo rendendo impossibile la percezione del suo sgradevole odore e può causare incoscienza nell’arco di pochissimi minuti, mentre un’esposizione a bassi livelli produce un’irritazione agli occhi ed alla gola, tosse, accelerazione del respiro e formazione di fluido nelle vie respiratorie.

Sulla normativa in materia cominciano a farsi piccoli passi. In Sicilia il problema della regolamentazione delle emissioni odorigene è stato affrontato con decreto assessoriale 154/GAB del 2008 “Linee guida per il contrasto del fenomeno delle emissioni di sostanze odorigene nell’ambito della lotta all’inquinamento atmosferico”. Tuttavia solo alcuni paesi europei ed extraeuropei hanno adottato standard, linee guida e fissato limiti in merito al problema degli odori, prevedendo, ad esempio, un valore limite ad una distanza minima di 500 m dagli stabilimenti altri considerano un valore limite da applicare in corrispondenza dell’edificio residenziale più vicino.

In Italia esistono già degli esempi virtuosi con i primi segnali di una regolamentazione basata sulle tecniche olfattometriche nella normativa regionale della Regione Lombardia (delibera della Giunta regionale 16 aprile 2003 n. 7/12764). Anche Sicilia, Abruzzo, Austria e Campania hanno agito sul fronte delle emissioni degli impianti odorigeni in materia degli impianti di compostaggio. Per la Sicilia, in attesa di una normativa nazionale, si potrà fare riferimento, spiegano dall’Ufficio aree speciali, ai valori limite indicati nella normativa vigente in Lombardia.
 

 
Priolo, Milazzo, Gela: la salute dei residenti prima di tutto
 
PALERMO – La salute del cittadino prima di tutto. Un pensiero troppo spesso dimenticato in tanti anni di industria petrolchimica siciliana. Intervenire oggi significa innanzitutto pianificazione. “Senza una accurata scelta del tipo di sviluppo che si vuole perseguire sul proprio territorio i conflitti per molestie olfattive – si legge sul decreto per il contenimento delle emissioni odorigene - sono dietro l’angolo”.
Il problema essenziale riguarda l’elevatissima densità abitativa del nostro paese, un dato ulteriormente amplificato dallo sprawl urbano, cioè la diffusione di ville, condomini e capannoni in aree agricole o addirittura industriali senza alcun disegno, anzi in violazione di qualsiasi principio di sostenibilità ambientale. Dall’Ufficio speciale avvertono. “Proseguendo su questa via non esisterà più alcuno spazio relativamente isolato nel quale confinare le attività più inquinanti. Non a caso tra i reclami più frequenti si registrano proprio quelli determinati dalla vicinanza con le attività agricole, allevamenti compresi o con le attività industriali”. I casi di Milazzo, Priolo e Gela sono quelli più manifesti.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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