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La Sicilia protagonista nel fallimento
di Raffaella Pessina

Il presidente Ars Cascio ha convocato una nuova seduta per il 9 agosto. Nessuno dei 9 punti del programma di Lombardo attuato

Tags: Ars, Raffaele Lombardo, Francesco Cascio



PALERMO - Lascia ma fino a un certo punto l’ormai ex presidente della regione Raffaele Lombardo che martedì scorso in Aula ha rassegnato le proprie dimissioni. “Resto presidente nell’ordinaria amministrazione che temo escluda poche competenze - ha dichiarato Lombardo - Conferenze stampa, giunte e altre funzioni verranno esercitate dal vicepresidente Massimo Russo”. Ciò non toglie che Lombardo, qualora non si assenti o sia impedito (art. 9 comma 2 dello Statuto) possa continuare a gestire l’ordinaria amministrazione fino alla proclamazione da parte della Corte di Appello del nuovo presidente.

Ma tutti i problemi della Sicilia rimangono sul tappeto. Intanto proprio Russo ha cominciato ad esternare i suoi pensieri o meglio quelli dell’esecutivo ed ha dichiarato di voler rispettare “gli accordi presi con il presidente del Consiglio Monti  per portare avanti la spending review”. Russo ha concordato con l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, l’istituzione di un tavolo tecnico con dirigenti e funzionari dei vari dipartimenti dell’amministrazione regionale per individuare “in tempi estremamente brevi i provvedimenti da assumere. Il tema del contenimento della spesa e l’adozione dei provvedimenti consequenziali sarà oggetto di una delibera che verrà adottata in una delle prossime riunioni di giunta.

Intanto all’Ars poco o nulla cambierà almeno fino all’insediamento dei nuovi deputati eletti. Il Presidente Cascio infatti ha ricordato in Aula che le prerogative dell’Ars sono prorogate fino all’insediamento della nuova Assemblea. “E’ auspicio di questa presidenza - ha detto Cascio - che i prossimi mesi possano far emergere valori condivisi di partecipazione nella comune prospettiva del miglioramento delle condizioni di vita dei siciliani”. Ed ha convocato una nuova seduta per il prossimo giovedì 9 agosto alle 11 con all’ordine del giorno delle comunicazioni.

Il significato potrebbe essere quello di convocare ancora l’Aula per prendere provvedimenti lasciati in sospeso nelle settimane passate e che farebbero felici migliaia di persone lasciate per così dire sul marciapiede per la mancata approvazione di stanziamenti da parte della Regione in loro favore. Tutte materie che, per la crisi economica siciliana passeranno come prevede il regolamento interno, come argomenti urgenti, validi per poter convocare l’Aula.

In un primo bilancio infine di quella che è stata la legislatura guidata da Lombardo infine, al di là dei commenti dei vari partiti politici, è che ancora c’era molta strada da fare sulla via delle riforme tanto volute ed annunciate nel suo discorso di insediamento all’Ars dal Presidente Lombardo.

Solo qualche ddl è diventato legge, tra cui il n. 197 sulla riorganizzazione dei dipartimenti regionali, il 241 sulla semplificazione della pubblica amministrazione e il 248 sul riordino del servizio sanitario nazionale. In tutti e tre i casi poi vi sono state delle difficoltà oggettive per la loro applicazione, perché le leggi di riordino non pare siano entrate a regime, come ha evidenziato di recente la Corte dei Conti Sicilia.

Articolo pubblicato il 02 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Il programma politico di Lombardo depositato alla Corte d’Appello di Palermo a febbraio 2008
Il programma politico di Lombardo depositato alla Corte d’Appello di Palermo a febbraio 2008