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Quotidiano di Sicilia

Un freno ai “viaggi della speranza”
di Liliana Rosano

Accordo biennale Regione Siciliana-Regione Emilia Romagna con scambio trimestrale dei dati sulla mobilità. Impegno per raggiungere l’obiettivo di abbattere del 15 per cento il saldo negativo delle prestazioni

Tags: Sanità, Accordo Sicilia Emilia



Palermo – Il fenomeno della mobilità interregionale ora trova un accordo specifico, considerato che sono tanti i siciliani che ogni anno scelgono di farsi curare fuori regione. Per meglio regolamentare quelli che vengono definiti “i viaggi della sperazna” e soprattutto la derivante compensazione della mobilità, lo scorso 20 giugno la Regione siciliana e la Regione Emilia Romagna hanno stipulato un accordo biennale 2012-2013 per la gestione della mobilità sanitaria. 

L’intesa nasce da alcune considerazioni: la particolare posizione geografica e la condizione di insularità della Sicilia, ma soprattutto l’opportunità di procedere ad un accordo con le regioni verso le quali si registra una maggiore mobilità passiva e segnatamente con la Regione Emilia-Romagna. Alla base del testo c’è la conformità ai principi fondamentali fissati dal servizio sanitario nazionale, che garantisce la libera scelta del cittadino ed affida alle regioni ed alle strutture del S.S.N. il compito di assicurare l’appropriatezza e la qualità delle cure, in costanza del vincolo dell’equilibrio di bilancio. Inoltre  si sottolinea nel testo, “che ciascuna regione intende garantire ai propri cittadini le necessarie forme di assistenza con modalità che, indipendentemente dalla complessità del bisogno, rispettino gli standard di qualità dell’assistenza”.
Gli obiettivi principali sono:  evitare fenomeni distorsivi indotti da differenze tariffarie e da differenti gradi di applicazione delle indicazioni di appropriatezza definiti; favorire collaborazioni interregionali per attività la cui scala ottimale di organizzazione possa risultare superiore all’ambito territoriale regionale.

La parte centrale del Testo ha portato le due regioni a orientare l’accordo 2012-2013 verso una differenziazione dei tetti di riferimento per tipologia di attività in modo da favorire i flussi per singole macro-aree di attività distinte per natura e livello di complessità.

Infatti, le parti concordano di prevedere nell’area dell’attività di ricovero: tetti economici differenziati per macro categorie di attività; nessun tetto per le seguenti macro-categorie: chirurgia dei trapianti; l’attività di chirurgia oncologica e DRG oncologici; nessun tetto per le prestazioni delle discipline unità spinale e neuro riabilitazione .  In virtù del Protocollo d’intesa stipulato in data 30 giugno 2011 tra la Regione Sicilia e la Regione Emilia-Romagna, e della successiva convenzione stipulata tra l’Assessorato della salute e l’Istituto ortopedico Rizzoli, dal tetto vengono escluse le prestazioni afferenti ai DRG di oncologia (inclusa la chemioterapia), pediatria, chirurgia vertebrale che continueranno ad essere effettuati dall’Istituto ortopedico Rizzoli.
Relativamente i DRG ad alto rischio di appropriatezza invece  il tetto 2011  viene abbattuto del 10% per i DRG chirurgici e del 20% per i DRG medici, in analogia a quanto già regolamentato nella Regione siciliana. Per la riabilitazione , visto lo sviluppo dell’offerta in Sicilia, si prevede il tetto 2011 abbattuto del 20% per l’anno 2012 e del 30% per l’anno 2013.

Le parti hanno inoltre stabilito che per la gestione e monitoraggio dell’Accordo: è stato previsto uno scambio trimestrale dei dati che riguardano la mobilità e il loro relativo importo.  Infine, è responsabilità di ciascuna Regione al proprio interno fare ricadere le penalità che derivano dai controlli sulle strutture erogatrici, siano esse pubbliche che private.
Sempre a proposito della mobilità interregionale, la Sicilia nel Piano regionale 2011-2013,  ha stabilito la  “riduzione entro il 31/12/2013 almeno del 15 per cento del saldo negativo riferito al numero delle prestazioni tra mobilità passiva ed attiva extraregionale rispetto allo stesso dato per l’anno 2010, nonché analoga riduzione del medesimo saldo di mobilità passiva infraregionale in ciascuna Asp”.

Articolo pubblicato il 07 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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