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Quotidiano di Sicilia

Un enorme cimitero di auto abbandonate che si estende lungo i confini della città
di Luca Insalaco

Degrado. L’immagine del capoluogo in ginocchio per l’incuria.
Verifiche. Sul veicolo vengono posti degli appositi cartelli della Polizia municipale, ma prima che questo possa essere rimosso occorre seguire dei complessi passaggi burocratici.
Deposito mancante. In città non c’è un centro di raccolta autorizzato presso il quale far decorrere i tempi previsti dalla legge, secondo il Decreto ministeriale 22 ottobre 1999, n.460

Tags: Rifiuti, Deposito Auto



PALERMO – Non sono ancora dei monumenti, ma poco ci manca. Le carcasse di automobili abbandonate sulle strade palermitane sono quasi delle presenze rassicuranti. Alcune stanno lì da così tanto tempo da essere ormai entrate a far parte del paesaggio, senza quindi che la loro presenza appaia in alcun modo stonata. In molti casi si tratta di vetture utilizzate per commettere reati o esse stesse oggetto di furto.

Sono almeno cinquemila i relitti costantemente disseminati in tutto il territorio cittadino. Un fenomeno estremamente diffuso, che si rigenera senza sosta, non risparmiando alcun quartiere o tipologia di veicolo, compresi autocarri, camper e ciclomotori. Al Borgo Vecchio, in piazza della Pace, una Fiat Uno bianca giace sul marciapiede senza targa né parabrezza, a pochi passi da un assessorato comunale. Il più ingombrante tra i rifiuti che assediano la zona (eternit, mobili, elettrodomestici assortiti). Cambiando zona, non muta lo scenario. In via Galileo Galilei una station wagon di colore grigio lambisce il mercato che settimanalmente richiama venditori ambulanti e acquirenti. Parabrezza in frantumi e interni danneggiati, sull’auto campeggia il cartello adesivo apposto dalla Polizia municipale.

“Si tratta di uno strumento - spiega il commissario della Polizia Municipale, Gaetano Alba - in grado di dare, in primo luogo, certezza del nostro intervento ai cittadini che presentano un reclamo. Il cartello funge poi da deterrente, visto che, dopo la sua apposizione, il 15% circa delle auto viene rimosso dai proprietari”. In caso di “ravvedimento operoso”, la sanzione viene sensibilmente decurtata: “Spesso però - spiega Serafino Di Peri, vice-comandante dei vigili urbani - si tratta di gente che non ha nulla da perdere e magari rimuove le targhe. Noi compiamo gli accertamenti necessari e, se in buono stato, dopo un po’ il mezzo diventa proprietà del Demanio; in caso contrario lo rottamiamo”.

Al settimo piano del comando di via Dogali arrivano in media 40 segnalazioni al giorno. Ad inviarle sono le circoscrizioni, le Forze dell’ordine e i comuni cittadini; ma tra la richiesta e la conseguente rimozione i tempi rischiano di essere biblici.
“È la legge - sostiene il commissario Alba - a prevedere tempi lunghi. Bisogna innanzitutto procedere all’identificazione dell’autovettura, se non attraverso la targa, servendoci del numero del telaio o del blocco motore. I proprietari, poi, risultano spesso deceduti, indigenti, in carcere o residenti all’estero. Nei confronti di queste persone deve comunque essere espletato l’obbligo di notifica e si deve poi procedere alla cancellazione dal Pra”.

Oltre alla ricerca anagrafica e ai tempi di notifica (senza la ricevuta di avvenuta notifica, il procedimento non può partire), il vero problema è che in città manca un centro di raccolta autorizzato presso il quale fare decorrere i tempi previsti dalla legge, in ossequio a quanto previsto dal Decreto ministeriale 22 ottobre 1999, n.460 (“Regolamento recante disciplina dei casi e delle procedure di conferimento ai centri di raccolta dei veicoli a motore o rimorchi rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari e di quelli acquisiti ai sensi degli articoli 927-929 e 923 del codice civile”). Un deposito, sito al di fuori del centro abitato e dotato di un servizio di guardiania notturna, che le magre casse di Palazzo delle Aquile, non hanno mai permesso di attivare, con il risultato che i mezzi abbandonati diventano ora oggetto di vandalismi, ora pattumiere, oppure dormitorio per i clochard.

Inutile dire poi che, come tutto il corpo di Polizia municipale, anche il reparto che si occupa dei veicoli abbandonati è sotto-organico, con una sola pattuglia per turno a coprire la città, periferie comprese, dove non sempre i sanzionati si mostrano propensi a collaborare con gli agenti armati di blocchetto: “Nelle borgate più problematiche - confida Alba - dove si concentra l’80 per cento dei veicoli abbandonati, comminare una sanzione da mille euro, può mettere a repentaglio anche la nostra incolumità”.

Articolo pubblicato il 04 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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    (04 agosto 2009)
  • I dati: da gennaio 2009 circa 2500 accertamenti - (04 agosto 2009)


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