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Università di Palermo, bilancio in sicurezza in attivo dopo 12 anni
di Gabriele Ruggieri

Forum con Roberto Lagalla, Rettore dell'Università degli studi di Palermo

Tags: Università Di Palermo, Tagli, Bilancio, Personale, Progetti, Bilancio



Come giudica il percorso compiuto negli ultimi anni dall’Università di Palermo? Come è stato chiuso il bilancio 2011?
“L’ultimo bilancio, quello relativo al 2011, chiude per la prima volta dopo 12 anni con un attivo d’amministrazione. Aver messo in sicurezza il bilancio è l’esito di un’azione strutturale di riqualificazione del bilancio stesso. Abbiamo anticipato tra il 2009 e il 2010 una sorta di spending review ante litteram. Non c’è stato un capitolo di bilancio che non sia stato analizzato e rimodulato sulle esigenze di una struttura organizzativa che si è cambiata e che ha assistito alla riduzione drastica dei centri di spesa. Quando sono arrivato c’erano 82 dipartimenti, più altri 34 centri di spesa, per un totale di 116 centri di spesa. Oggi siamo a 36 dipartimenti ed abbiamo sostanzialmente abolito tutti gli altri centri di spesa che non rispondessero a dipartimenti. Questo ha consentito, non solo di ridurre la spesa, ma di agire con un controllo puntuale della spesa stessa, tanto da non esserci praticamente differenze sostanziali tra previsione e spesa. Abbiamo anche abbattuto il debito pregresso, che ad oggi ammonta a poco più di sei milioni di euro. La cosa che mi piace di più, tuttavia, è che questo lavoro non ha limitato la ricerca e la didattica. Abbiamo preferito intervenire sull’eliminazione dei corsi di laurea inutili ed ancora agiremo sull’offerta formativa, i trend delle classifiche ci dicono che siamo in miglioramento. La quota premiale dell’Ffo, infatti, per l’università di Palermo era l’8,2% nel 2008, mentre la percentuale oggi è del 10,5% con un netto miglioramento, anche se la media nazionale ammonta al 13%, un obiettivo ancora lontano, ma su questo incide anche la tipologia dei parametri nazionali che sono o datati nel tempo oppure molto più a misura di università del Nord che di università del Sud. Siamo persino saliti nella classifica dei mega atenei italiani stilata dal Censis dal nono al settimo posto, il primo mega ateneo del Sud”. 
 
In che modo vi state confrontando con la crisi e con i tagli in arrivo dal Ministero?
“Se non avessimo avuto questo taglio complessivo di 34 milioni di euro in quattro anni sicuramente il nostro bilancio sarebbe ancora più in attivo, tuttavia il miglioramento della percentuale di premialità, ci ha consentito di fare una previsione di bilancio che beneficerà di 3 milioni in più dal trasferimento ministeriale e ciò ci permette di avere un bilancio per il 2012 quanto meno tranquillo”.
 
Quanti sono i docenti attualmente in organico?
“In questo momento i docenti in organico sono circa 1.800 a fronte dei circa 2.100 che si annoveravano al 1 novembre 2008, quando sono andati in pensione circa 400 docenti a cui è stato negato il biennio aggiuntivo dopo i 70 anni di età. Di contro abbiamo assunto oltre 100 ricercatori”. 
 
Qual è il rapporto fra personale tecnico e personale amministrativo?
“Abbiamo cercato di fare in questo senso un’operazione importante di riorganizzazione degli uffici e delle strutture. L’aggregazione dei dipartimenti e la ristrutturazione organizzativa ci ha consentito di gestire meglio i processi. Anziché separare funzioni tra uffici e dipartimenti abbiamo creato le aree riducendo i dirigenti da 16 a 7, a capo di altrettante macro aree funzionali che si interfacciano tra di loro e con i dipartimenti. Purtroppo il personale tecnico amministrativo oggi è vessato da condizioni contrattuali nazionali che non gli consentono di acquisire incentivi economici a seguito di finanziamenti esterni per progetti di ricerca, una cosa illogica che ho già fatto presente al ministro”.
 
Quali sono le novità e gli obiettivi che vi siete posti?
“Stiamo lavorando col ministero degli Affari Esteri per la cooperazione universitaria internazionale, un processo che favorisce la crescita dei sistemi universitari nei Paesi in via di sviluppo. Abbiamo formato, ad esempio, gli esperti del rischio sismico in Centro America, siamo presenti in Cambogia, dove stiamo formando i restauratori di materiali lignei e lapidei per il recupero del sito di Angkor, azione premiata dall’Unesco come buona prassi internazionale, stiamo formando gli infermieri pediatrici ed ostetrici in Etiopia, seguiamo dei corsi in Libano ed in Giordania e stiamo lavorando, grazie ad un finanziamento del ministero degli Affari Esteri, al ripristino del sistema universitario libico. A fine agosto sarò a Rosario, in Argentina, per l’inaugurazione di una cattedra di lingua e letteratura italiana e tradizione siciliana, gestita dall’università di Palermo. Quando abbiamo dovuto rimodulare le fasce di reddito degli studenti ho stretto un patto con loro per garantirgli in cambio una serie di servizi. Abbiamo effettuato il miglioramento logistico delle segreterie, l’automazione della carriera studenti, manca solo il passo della verbalizzazione elettronica, il wireless su tutto il parco, nuove sale studio e una carta di credito su cui pagare le tasse senza commissione in accordo con Unicredit”.
 

 
Curriculum di Roberto Lagalla
 
Nato a Bari nel 1955 e laureatosi nel 1979, Roberto Lagalla si è specializzato in radiologia diagnostica e radioterapia oncologica, tale specializzazione lo porterà all’insegnamento di Diagnostica per immagini e radioterapia presso l’università di Palermo. Sempre a Palermo ha diretto il dipartimento di Scienze radiologiche del Policlinico. Presidente del polo universitario di Agrigento dal 2001 al 2006 ed assessore regionale alla Sanità siciliana. Nel 2008 è stato eletto magnifico rettore dell’università di Palermo, carica che ricopre tuttora.

Articolo pubblicato il 18 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Roberto Lagalla
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