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Asp e Ao, “situazioni strutturali di disavanzo”
di Giovanna Naccari

La Corte dei Conti analizza lo stato del Sistema sanitario regionale. Dal 2010 al 2011 c’è stato un trend di miglioramento. Oltre il 50% dell’incidenza sulle perdite del 2011 è causata dall’Asp di Messina (-17 mln €)

Tags: Asp Messina, Pubblica Amministrazione, Sanità, Corte Dei Conti



Palermo – Nelle Aziende sanitarie e ospedaliere nel 2011 “permangono situazioni strutturali di disavanzo”, nonostante il “trend di miglioramento complessivo a livello regionale” che è stato registrato rispetto al 2010. 
 
Ad osservarlo è la Corte dei Conti, nella relazione sul rendiconto generale della Regione, diffusa durante il giudizio di parificazione che si è tenuto a giugno. La magistratura contabile evidenzia come “le situazioni di deficit strutturale delle aziende, già segnalate lo scorso anno, presentino un sostanziale miglioramento nel confronto col 2010, pur continuando ad incidere significativamente sul totale delle perdite registrate”. Nel dettaglio, per la Corte dei Conti, la “maggiore incidenza sul totale delle perdite - nella misura del 51,24 per cento - rimane nel 2011 quella dell’Asp di Messina, anche se il risultato 2011 è di circa 9 milioni inferiore rispetto a quello del 2010 (da -26 mln a -17 mln”. Rimane “alta” l’incidenza sulle perdite registrate a livello regionale dall’Asp di Catania (19,08 per cento), anche se il risultato di esercizio presenta “un miglioramento rispetto a quello del 2010”. L’Asp passa da - 21 milioni a -6 milioni.
 
L’Asp di Siracusa pur migliorando il risultato di circa un milione di euro (da -5 mln a -4 mln) incide il 12,55 per cento sul totale delle perdite. Per le toghe contabili, infine, migliorano i risultati dell’azienda ospedaliero universitaria Policlinico Vittorio Emanuele di Catania che “incide sul totale delle perdite per il 6,99 per cento” e dell’Arnas Civico, la cui incidenza “si attesta al 6,52 per cento”. L’Arnas Civico nel 2009 registrava un’incidenza del 21,14 per cento e, nel 2010, del 12,88 per cento. 
Bassa l’incidenza sul totale delle perdite registrata dall’azienda ospedaliera Papardo-Piemonte di Messina, che si attesta all’1,05 per cento. L’azienda Villa Sofia-Cervello di Palermo presenta un’incidenza del 2,57 per cento.  
 
 

 
I costi per l’acquisto di farmaci, beni sanitari e servizi hanno inciso maggiormente sugli aumenti
 
PALERMO - La situazione regionale dei costi e dei ricavi sanitari viene così riassunta dalla corte dei Conti: “I costi operativi (costi interni ed esterni, che rappresentano il 96,56% dei costi totali) crescono del +1,25% rispetto al 2010, nella stessa percentuale registrata nel rapporto 2010 su 2009. In valore assoluto l’aumento è di 106 mln. In totale i costi interni assorbono il 59,11% dei costi operativi mentre i costi esterni il 40,88%. Contrariamente a quanto registrato lo scorso anno, in cui si era assistito ad una flessione dei costi interni (-1,26%) ed un aumento di quelli esterni (+5,13%), il 2011 vede un aumento dei costi interni (+2,52%) ed una leggera flessione di quelli esterni (-0,53%). Tale situazione è fortemente influenzata, per i costi interni, dalla marcata riduzione del costo del personale (circa 39 mln in meno rispetto al 2010) e, per i costi esterni, dalla altrettanto decisa riduzione della farmaceutica convenzionata (-69 milioni rispetto al 2010). Quasi tutte le altre componenti registrano invece aumenti rispetto al 2010, alcune anche in misura superiore alle previsioni del programmatico di Programma operativo.
 
Tuttavia il complesso dei costi operativi (interni + esterni) risulta in linea con i valori del programmatico di Piano, con uno scostamento complessivo del +0,20%, pari a soli 17 milioni in più rispetto alle previsioni di P.O. Nel dettaglio, per i costi relativi alla gestione diretta crescono nel 2011 del +2,52%, ma risultano sostanzialmente in linea (+0,58%) rispetto alla crescita programmata per il medesimo anno. Ricordiamo come nello scorso esercizio 2010 si era invece registrata una flessione del -1,26% rispetto al 2009 (a fronte di una crescita del +4,64% tra 2009 e 2008. Tale crescita, pari in valore assoluto a circa +124 mln (5.058 mln – 4.934 mln), si realizza prevalentemente per effetto dell’aumento dei costi dell’acquisto dei prodotti farmaceutici (+36 mln circa), dell’acquisto dei beni sanitari (+18 mln circa) e dei servizi (+19 mln circa ). Influisce in maniera sensibile anche l’aumento di circa 88 mln della voce ‘accantonamenti’”.
 

Articolo pubblicato il 18 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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