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Crisi economica, le famiglie siciliane sono le meno indebitate d’Italia
di Liliana Rosano

Ultimi dati diffusi dalla Cgia di Mestre: si ricorre meno al prestito bancario perchè il reddito diminuisce e le garanzie sono a rischio. Nella nostra Isola l’esposizione bancaria è meno rilevante ma aumenta il rischio usura

Tags: Crisi, Economia



PALERMO - Le famiglie siciliane sono le meno indebitate. Anche questo è un segno della crisi: si ricorre meno al prestito bancario perché il reddito diminuisce. Sono gli ultimi dati diffusi dalla Cgia di Mestre che ha pubblicato uno studio sullo stato di salute economico delle famiglie italiane. Secondo la ricerca, al 31 dicembre 2011 l’indebitamento medio delle famiglie italiane ha raggiunto i 20.107 euro. Le più esposte con le banche italiane sono le famiglie residenti nella provincia di Roma, con un dato medio pari a 29.435 euro, seguono quelle di Milano, con 28.680 euro, di Lodi, con 28.560 euro, Monza-Brianza, con 27.891 euro e di Prato, con 26.930 euro.
 
Se rapportiamo il peso dell’indebitamento delle famiglie italiane sul reddito disponibile sono sempre le più ricche province del Nord a guidare la graduatoria: Lodi (79,3%); Como (67,7%) e Varese (64,6%). Le famiglie residenti nelle realtà provinciali meno sofferenti con le banche e gli istituti finanziari italiani sono quelle di Vibo Valentia (9.429 euro), Enna ( indebitamento medio pari a 8.823 euro) e di Ogliastra (8.174 euro). Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane si è inteso quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, dai prestiti per l’acquisto di auto, moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, etc.
 
Le altre province siciliane sono in basso alla classifica mostrando una lettura territoriale interessante. Ad esempio, la provincia di Siracusa per la Cgia ha registrato un indebitamento medio pari a 17.131 euro. Le famiglie di Siracusa rispetto al 2010 si sono indebitate di più, con una crescita di 1200 euro. Anche a Catania c’è un aumento di 1030 euro per l’indebitamento che in media è pari a 16.668. Segno più anche per le famiglie palermitane che nel 2010 hanno accesso mutui indebitandosi di più (1028 euro) e mostrando una media di 16.362 per i debiti.
 
A chiedere aiuto alle banche anche le famiglie di Ragusa e Trapani. Nel primo caso la media è di 14.573 con una variazione di +1059 rispetto all’anno precedente mentre nel secondo caso la variazione rispetto al 2010 è di 722 e la media di 13.347. I debiti con le banche aumentano anche a Messina e Caltanissetta rispettivamente di 1002 e 723 euro. Agrigento è in basso alla classifica con un dato medio di 9687 e un aumento di 705 euro. Infine Enna, che come abbiamo detto è la meno esposta ai prestiti bancari. Qui infatti le famiglie registrano una media di 8823 euro di incidenza sul reddito per via del debito e un aumento nel 2011 del debito per presiti bancari pari a 424 euro.

“Al di là della mappatura a livello territoriale – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – la maggiore incidenza del debito sul reddito la rileviamo nelle famiglie economicamente più deboli: è chiaro che con il progressivo aumento della disoccupazione questa situazione è destinata a peggiorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Vista la forte contrazione degli impieghi bancari avvenuta in questi ultimi anni, non è a escludere che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda a macchia d’olio.” “Premesso che le province più indebitate sono anche quelle che presentano i livelli di reddito più elevati – conclude Bortolussi – è evidente che tra queste realtà in difficoltà vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci devono preoccupare relativamente”. Ritornando ai dati generali, nell’ultimo anno l’aumento medio dei debiti delle famiglie italiane è cresciuto di 911 euro. Dall’inizio della crisi (gennaio 2009), l’incremento è stato del +33,4%, pari, in termini assoluti, a 5.039 euro. Con l’avvento della crisi sono state le province sarde a subire le variazioni di indebitamento più importanti: Olbia-Tempio (+159,6%), Carbonia-Iglesias (+147.9%) e Medio Campidano (+120.1%).
Il dato siciliano quindi può essere letto in due modi: è vero che le famiglie siciliane fanno si rivolgono meno agli sportelli bancari per prestiti e mutui ma questo perché i redditi sono inferiori e le garanzie sono a rischio. E’ anche vero però che spesso alle banche si preferisce chiedere un aiuto alla stessa famiglia. Una scelta dettata dal tasso di interessi che gli istituti bancari offrono e che non sempre sono agevoli per le famiglie.

Articolo pubblicato il 22 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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