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Avviso 20 ai blocchi di partenza
di Michele Giuliano

Gli enti con i maggiori finanziamenti stanno avviando le attività, gli altri restano in standby. Dubbi anche sui fondi per la cassa integrazione: lavoratori divisi in due categorie

Tags: Formazione, Avviso 20, Lavoro



PALERMO - Oramai il ciclone della riforma sembra essere passato. La formazione professionale in Sicilia si appresta a riprendere la sua attività dopo la tempesta delle novità introdotte dal governo regionale, prima fra tutte il passaggio al finanziamento con fondi interamente dell’Unione Europea che cambierà alcune regole della spesa degli enti.
Proprio in questi giorni si stanno susseguendo all’assessorato regionale alla Formazione tutta una serie di riunioni con i sindacati per dipanare tutta una serie di questioni rispetto alle novità gestionali del nuovo piano formativo. Secondo quanto sostenuto dai funzionari del Dipartimento regionale della Formazione si sta procedendo spediti verso l’avvio delle attività, almeno la maggior parte degli enti di formazione con il più alto numero dei progetti approvati. Quasi tutti gli enti stanno dando seguito senza problemi all’esecuzione delle prescrizioni del bando collegato all’Avviso 20/2011, al Vademecum dell’Fse e a quello dell’Ucs.

Verosimilmente la maggior parte dei progetti potranno essere avviati, appena notificata la registrazione del relativo provvedimento di finanziamento, entro e non oltre 40 giorni. Molti decreti sono già stati registrati e gli altri lo saranno presto. Alcuni enti, però, non si sentono di avviare le attività sotto la propria responsabilità: “Cosa incomprensibile – dicono dall’assessorato alla Formazione - dato che tutti sono in possesso della graduatoria pubblicata ed esecutiva. Inoltre, dando avvio nel più breve tempo possibile alle azioni progettuali, si potrà richiamare in servizio la quasi totalità del personale operante nel settore”.

A proposito del resto del personale che non rientrerà perché in esubero (circa mille lavoratori, si stima) si è operato un distinguo tra coloro che sono stati individuati come “esuberi cosiddetti strutturali”, per cui varranno le leggi regionali di salvaguardia dei livelli occupazionali, che verranno discussi a breve, e gli “esuberi cosiddetti congiunturali” per i quali si stanno già avendo tavoli di concertazione con accordi di sospensione dei rapporti di lavoro, considerata oltretutto la mancanza assoluta di fondi della Cassa Integrazione da utilizzare nel settore a far data dall’1 giugno di quest’anno. In realtà pare che la copertura finanziaria sarà trovata sino al 31 luglio. Pertanto tutti gli accordi conclusi, che offrono gli accordi sindacali oltre la data del 31 maggio scorso saranno considerati privi di fondamento e non se ne potrà dare corso.

La dirigente generale del Dipartimento Lavoro, Anna Rosa Corsello, ha precisato che i fondi sono questi e null’altro è atteso in merito alla Cassa integrazione in deroga. Lo Snals Confsal ha chiesto l’applicazione della normativa regionale sul fondo di garanzia, di cui alla legge regionale del 7 giugno 2011 n. 10. In essa si precisa che il fondo di garanzia deve essere attivato ad integrazione dei fondi nazionali disponibili. La Corsello ha rigettato questa richiesta dicendo che verrà applicata solo al primo tipo di esuberi, quelli cosiddetti strutturali, e non per le contingenze momentanee del disavanzo del bilancio degli enti di formazione scaricato sul personale.
 

 
L’approfondimento. Albert lascia ma parla di “ottimo lavoro”
 
Il dirigente generale del dipartimento Istruzione e Formazione professionale della Regione siciliana, Ludovico Albert, considerate le dimissioni del presidente Lombardo e la modifica dell'assetto della nuova giunta di governo, con grande correttezza, si è reso disponibile a lasciare l’incarico. L'argomento saà oggetto di discussione in occasione della prossima giunta.
Poco prima di lasciare ha incontrato un’ultima volta i sindacati: “Il mio ufficio – ha detto - ha fatto davvero tanto per il settore, impegnando le somme dal Fondo sociale europeo in un momento di difficoltà economica diffusa”. Di sicuro sono disponibili dall’Fse 240 mln di euro ma la quota regionale ancora non è stata assegnata. Quindi qualche incertezza resta sempre attorno alle attività progettuali. Lo Snals Confsal ha chiesto al Dipartimento della Formazione professionale un po’ di “assunzione di responsabilità”. “Bisogna prevedere – scrive in una nota il sindacato - le criticità, analizzarle, cercare soluzioni, programmare e realizzare progetti ad hoc. Il Dipartimento doveva avviare le attività prima a gennaio, poi a marzo, dopo a maggio, adesso a settembre, questi sono stati dei costi per gli enti di formazione. Chiediamo oltretutto di sapere inoltre quando il Dipartimento alla Formazione Professionale potrà pagare l’integrazione alla Cassa Integrazione 2012 almeno per le mensilità che vanno da gennaio a maggio”.

Articolo pubblicato il 23 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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