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Quotidiano di Sicilia

Numeri fiacchi per il turismo ferragostano
di Michele Giuliano

Palermo in forte crisi, ad Agrigento braccio di ferro tra albergatori e Comune per la tassa di soggiorno. Altri dati negativi sul flusso di presenze: Federalberghi registra un -3 per cento di arrivi
 

Tags: Estate, Turismo, Sicilia



PALERMO - Estate fiacca di presenze di turisti in Sicilia. Trascorsa la settimana di Ferragosto, che tradizionalmente è quella più indicativa, sono arrivate le conferme di un trend in calo preoccupante.
Lo ha potuto certificare anche Federalberghi: “In Sicilia c’è ad agosto un calo di turisti generalizzato superiore al 3 per cento – si legge in una nota - anche se Palermo si è distinta tra le mete siciliane con le maggiori offerte anti-crisi proposte dagli albergatori”.

Il problema vero ed essenziale è che anche la maggior massa di turisti arrivati nell’Isola sembra siano rimasti insoddisfatti anche per la scarsezza dei cartelloni delle manifestazioni. Eventi che non hanno saputo richiamare: “A Ferragosto i pochi turisti presenti in città hanno preferito trascorrere la giornata al mare, nella vicina spiaggia di Mondello - prosegue Federalberghi - anche in presenza di qualche iniziativa culturale dell’ultima ora che non è riuscita a destare particolare interesse in considerazione del fatto che, come sempre, è mancata l’adeguata programmazione e comunicazione fondamentale per attirare flussi turistici”.

C’è di fondo anche una magra consolazione in questa estate che sta trascorrendo via. Infatti si sono registrati, oltre a francesi e tedeschi, nuovi flussi dal nord e dall’est Europa. “Anche questo agosto - afferma il presidente di Federalberghi Nicola Farruggio - si identifica in un mese del turismo mordi e fuggi per Palermo. Poche le iniziative in città e pertanto unico sfogo per i turisti è la spiaggia che gli albergatori hanno promosso fin dallo scorso inverno come offerta estiva”.

A proposito di albergatori, si è invece risolto con un ritiro della proposta di istituire una tassa di soggiorno ad Agrigento, portata avanti da Marco Zambuto. “Vogliamo in tal modo evitare - ha spiegato il sindaco - che continuino le strumentalizzazioni pseudo politiche di questo periodo agostano che sicuramente non giovano alla soluzione dei problemi”. Secondo gli albergatori agrigentini, questa tassa rischiava di far allontanare ulteriormente i visitatori che pare si stia disaffezionando alla terra agrigentina: “La crisi del settore turistico negli ultimi anni ad Agrigento – ha scritto in una missiva l’assemblea degli albergatori agrigentini - ha avuto effetti devastanti: una enorme, progressiva riduzione delle presenze turistiche, malgrado drastiche riduzioni delle tariffe, le cui cause vanno ricercate nell’assoluta inerzia ed indifferenza dell’amministrazione comunale che non ha fatto proprio nulla per agevolare il settore turistico”.

Ad essere segnalati problemi di sporcizia, strade dissestate, mare poco cristallino, assenza di segnaletica stradale, abusivismo commerciale e assenza di attrazioni. “L’Assemblea degli Albergatori di Agrigento, pertanto, - continua il comunicato - chiede ai consiglieri comunali tutti di respingere la proposta dell’amministrazione comunale di introduzione dell’imposta comunale di soggiorno. Una nostra delegazione chiede di essere sentita, se necessario, in consiglio per fornire ulteriori chiarimenti documentali”.
 

 
Controtendenza. A Giardini Naxos boom di turisti negli alberghi di lusso
 
Se da una parte c’è la Sicilia turistica che arranca, dall’altra ci sono anche buoni esempi che fanno ben sperare per il futuro. Uno su tutti è Giardini Naxos vicino Taormina che ha fatto registrare un nuovo boom turistico (+14 per cento gli arrivi da inizio 2012, secondo Res-Str Global), e che gli importanti investimenti degli anni scorsi hanno fatto sì che il 65 per cento di chi arriva in città pernotti negli alberghi di lusso a quattro e cinque stelle. “Per americani e inglesi, che conoscono bene l’Europa mediterranea, questa parte della Sicilia è una nuova meta - spiega dalla costa agrigentina Felipe Espinoza, nuovo general manager del Verdura Golf & Spa Resort, del gruppo Rocco Forte -. Organizziamo tour su misura con il nostro archeologo e cocktail privati nella Valle dei Templi. Questo valore aggiunto ci ha permesso di registrare un +25 per cento degli arrivi rispetto all’anno scorso”. Nel 2010, per l’Istat, i russi sono stati la decima nazionalità per arrivi in Italia, in crescita del 27,5 per cento sul 2009, secondi solo ai cinesi (12° posto, boom del 32,8 per cento). Per la Wto i russi sono quelli che, dopo i cinesi, hanno speso di più per viaggiare nel 2011: il 22 per cento in più rispetto al 2010.

Articolo pubblicato il 23 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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