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Wind Jet, la vana attesa di Godot. Dichiararare fallita la compagnia
di Giuliana Gambuzza

Mentre si è in cerca di nuovi partner, Codacons denuncia l’appropriazione di somme per voli mai effettuati. Senza più aerei, fuggita con la cassa (300.000 biglietti venduti) e dipendenti in Cig

Tags: Windjet, Enac, Codacons



CATANIA - Ancora nessuna conclusione per la vicenda Wind Jet. Nonostante il vettore non disponga più di aerei, abbia dato fondo alla sua liquidità e messo in cassa integrazione i dipendenti, non è arrivata alcuna dichiarazione di fallimento.
Dopo il ripensamento di Alitalia arrivato, a sorpresa, a ridosso di Ferragosto (“se avessimo firmato l’accordo per l’acquisizione di Wind Jet, avremmo esposto la nostra compagnia a un rischio finanziario intollerabile”), l’azienda catanese sta cercando nuovi partner disposti a rilevarla. Nel giro di pochi giorni, assicura il presidente Nino Pulvirenti, salteranno fuori i nomi. Altrimenti la proposta di commissariamento, già avanzata dal ministero dello Sviluppo economico, verrà accettata.

Ad ogni modo, i sindacati confederali prevedono “tempi lunghi per la soluzione del problema, tempi che sono incompatibili con l’esigenza del mantenimento sia del patrimonio professionale dei dipendenti, sia della fetta di mercato della compagnia aerea, che rappresenta un importante segmento dell’economia siciliana e del diritto di mobilità dei cittadini dell’isola”.

Più le ore passano, quindi, più si fa critica la situazione dei 504 lavoratori alle dipendenze dirette di Wind Jet, per i quali tra giugno e agosto è stata fatta richiesta di cassa integrazione. Una richiesta, denunciano i sindacati, che non si è ancora tradotta nel sostegno al reddito previsto dall’istituto della cig, mentre il pagamento degli stipendi arretrati continua a farsi attendere. Adesso pure i 300 addetti dell’indotto (un centinaio nella sola Katanè Handling, che gestisce i servizi a terra di Wind Jet a Catania) cominciano a temere il peggio.

E si fa sempre più critica anche la situazione degli utenti. Non solo la compagnia che ha venduto loro i biglietti ha smesso di volare – non fosse altro che per la riconsegna degli aeromobili alle società di leasing – ma si moltiplicano disagi e costi legati alla riprotezione su nuovi voli.

Certo, negli aeroporti sono quasi del tutto scomparse le code agli sportelli dei primi giorni dell’emergenza, quando si temeva che i ticket fossero diventati carta straccia. L’Enac, però, è dovuto intervenire in seguito all’allarme lanciato da Confconsumatori, secondo cui “per accedere ai voli di riprotezione, in molti casi i passeggeri stanno pagando importi superiori a quelli promessi di 80 euro a tratta, già di per sé onerosi”. “In altri casi – aggiunge l’associazione – le compagnie contattate telefonicamente per la riprotezione si fanno lasciare i dati dal passeggero promettendo un pronta telefonata di risposta, che invece non arriva mai”.

“La Wind Jet – si legge invece nella diffida a firma del Codacons – al momento della conclusione dei contratti con i singoli consumatori era già pienamente cosciente della pericolosa situazione che la vedeva coinvolta. Eppure, in spregio alle norme a tutela del contraente, concludeva ugualmente i contratti che sapeva di non essere in grado di onorare”. Per questo, oltre alla restituzione delle somme incassate per tratte mai effettuate - quasi 300.000 biglietti, per un totale di circa 20 milioni di euro - è stato reclamato il risarcimento dei danni patrimoniali e non subiti dai cittadini.
 

 
Elita Schillaci: Residuali le opportunità che il mercato offre ancora a Wind Jet
 
Niente più aerei né denaro, dipendenti in cassa integrazione straordinaria. Che cosa si aspetta a dichiarare fallita Wind Jet? Abbiamo girato la domanda a Elita Schillaci, professore ordinario della Facoltà di Economia dell’Università di Catania. “Parlerei di grave crisi, ma non metterei ancora l’etichetta ‘fallimento’ su Wind Jet, perché questo presupporrebbe che non ci fosse più nessuna strada da percorrere. Bisogna capire quali sono le opportunità che il mercato offre, che al momento comunque sembrano veramente residuali”. E intanto l’Enac ci conferma di aver accolto la richiesta di Wind Jet di sospensione della licenza di esercizio di trasporto aereo. Se il ritiro da parte dell’Ente sarebbe stato permanente, la riconsegna spontanea durerà invece sei mesi. Il che consentirà alla compagnia di aprire trattative con competitor diversi da Alitalia, ammesso che ne salti fuori qualcuno interessato all’affare. Mentre per procedere altrimenti, con la nomina di un curatore giudiziario e la messa all’asta degli slot, ci vuole il sì dell’azienda. “Wind Jet – ricorda l’Enac – ha riferito nella precedente riunione al Ministero dello Sviluppo Economico che non intende chiedere l’amministrazione straordinaria né risulta al momento che abbia presentato istanza di fallimento”. L’attesa continua.

Giuliana Gambuzza
Twitter: @GiulyGambuzza

Articolo pubblicato il 24 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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