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Promuovere il turismo attraverso i beni culturali
di Grazia Ippolito

Forum con Lino Leanza, assessore  regionale ai Beni culturali e alla Pubblica istruzione

Tags: Lino Leanza



Qual è la strategia che intende adottare per la valorizzazione dei beni culturali presenti in Sicilia?
“Il primo passo da compiere è quello di rendere fruibili tutte le bellezze culturali, artistiche, ambientali e architettoniche che si trovano in Sicilia. Intendo inaugurare molti siti di interesse turistico al momento chiusi o non fruibili da parte del pubblico, mettendo da parte, almeno per il momento, le attività di costruzione o restaurazione. Intanto dobbiamo rendere fruibile l’immenso patrimonio di cui disponiamo, nelle condizioni, non sempre ottimali, in cui si trova. Solo in un secondo momento possiamo pensare di investire nelle attività di riqualificazione”.

In che modo la valorizzazione dei beni culturali si coniuga con lo sviluppo economico?
“Le parole d’ordine, indicative della strategia di sviluppo che intendo perseguire sono: promuovere, valorizzare, fruire, gestire e tutelare.
Dobbiamo valorizzare i beni culturali di cui il nostro territorio dispone in modo da innescare uno sviluppo del comparto turistico che, a sua volta, sia in grado di rilanciare l’economia siciliana creando occupazione. Dobbiamo puntare a uno sviluppo economico che si basi sulla ricchezza storica della nostra terra, in modo che il nostro patrimonio culturale diventi volano di sviluppo sia economico che culturale”.

Non è sufficiente aprire al pubblico i siti di interesse turistico. Bisogna farli conoscere. In che modo?
“Attraverso un’efficace campagna di comunicazione in grado di far conoscere il nostro patrimonio culturale sia ai siciliani che ai turisti. In Sicilia ci sono circa 300 castelli, diversi siti “patrimonio dell’umanità” e musei straordinari di cui gli stessi siciliani sconoscono l’esistenza. Occorre dunque fare promozione. Ed evitare di esportare all’estero le nostre opere. I turisti devono venire in Sicilia per conoscere il nostro patrimonio culturale: se esportiamo le opere, diamo visibilità alla nostra cultura ma non incentiviamo il turismo. Storia e turismo devono invece incontrasi. I reperti e le opere d’arte devono avere una mobilità tutta interna alla nostra isola: attraverso l’organizzazione di mostre itineranti per le provincie, per esempio, riusciremmo a raggiungere il duplice obiettivo di far conoscere le opere d’arte e i reperti archeologici ai siciliani, da un lato, e di creare un’attrattiva turistica anche nelle zone a minore vocazione turistica, dall’altra.
La valorizzazione delle risorse culturali deve inoltre essere associata a grandi eventi che coinvolgano e incuriosiscano i turisti: a partire da ottobre intendo svolgere un’attività di programmazione di grandi eventi, in modo tale che una singola attrattiva (una mostra, una rappresentazione teatrale, un concerto, etc.) sia valorizzata al massimo attraverso una promozione che si basi sulla mobilità”.

I prezzi dei musei e delle strutture ricettive, in Sicilia, non sono in linea con quelli delle altre regioni italiane. Non sarebbe opportuno uniformarli?
“In Sicilia, il prezzo del biglietto di ingresso a un museo è di massimo 6 euro (la metà rispetto al prezzo medio applicato nelle altre regioni). In molti casi l’ingresso ai musei è gratuito. Dovremmo applicare al biglietto una tariffa più alta in modo da ottenere, dall’attività museale, degli introiti di rilievo da investire nella valorizzazione degli stessi musei.
Per quanto riguarda le strutture ricettive, gli standard qualitativi degli alberghi a quattro o cinque stelle sono inferiori a quelli delle altre regioni: bisognerebbe dunque adeguare o i costi o gli standard qualitativi, in modo da uniformarli sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda i musei, propongo inoltre una gestione autonoma che permetta di differenziare la qualità dei servizi offerti: in tal caso bisognerebbe applicare una politica di gestione in grado di premiare (in termini di risorse) i musei più virtuosi, dunque maggiormente in grado di attirare turisti”.
 

 
Quali sono stati negli ultimi anni, in Sicilia, gli interventi a sostegno del cinema?
“Due anni fa è stata approvata una legge regionale che, in 12 articoli, prevede interventi a favore del cinema e degli audiovisivi. Scopo della legge è quello di promuovere i luoghi e le bellezze paesaggistiche della Sicilia e creare le condizioni per favorire la nascita di strutture di post-produzione che diano occupazione. La legge sostiene l’organizzazione di iniziative quali festival e rassegne e istituisce sia un sistema di archiviazione che una scuola dell’audiovisivo”.

Quali progressi sono stati fatti in questi due anni?
“Stiamo riuscendo a creare in Sicilia una piccola industria del cinema. Diverse sono già le produzioni in corso. Dobbiamo riuscire a coinvolgere le grandi case di produzione cinematografica, in modo che sfruttino le nostre bellezze paesaggistiche come scenario per la realizzazione di film e fiction, utilizzando le professionalità già presenti in Sicilia. In questo modo il cinema crea occupazione e diventa veicolo di promozione turistica. Far conoscere i luoghi, gli scenari, i prodotti e le tipicità del nostro territorio attraverso i personaggi del grande schermo, infatti, rappresenta una strategia di promozione turistica superiore a qualsiasi campagna pubblicitaria condotta in maniera tradizionale. Le immagini cinematografiche non hanno confini nazionali e colpiscono l’attenzione, stimolando la curiosità dello spettatore, più di qualsiasi spot televisivo”.

Articolo pubblicato il 05 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Lino Leanza, assessore  regionale ai Beni culturali e alla Pubblica istruzione
Lino Leanza, assessore regionale ai Beni culturali e alla Pubblica istruzione


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