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Augusta, 17 stabilimenti a rischio d’incidente. E ne vogliono un altro
di Giuseppe Solarino

L’associazione Studenti non indifferenti: nella rada stanno per realizzare un deposito di oli minerali. Vicenda tenuta nell'ombra. “Nascosta al Consiglio comunale e alla popolazione”

Tags: Inquinamento, Augusta, Gianmarco Catalano, Francesco Scionti



AUGUSTA (SR) - “All’interno della rada di Augusta si vorrebbe realizzare un deposito costiero di oli minerali”: è quanto segnalato dal gruppo “Studenti Non Indifferenti” di Augusta. “Si tratterebbe di un nuovo stabilimento a rischio d’incidente rilevante – affermano Gianmarco Catalano e Francesco Scionti, due degli esponenti del gruppo - che si andrebbe a sommare ai 17 già presenti nel polo petrolchimico siracusano. Il Comitato Tecnico Regionale – preposto alla valutazione della sicurezza degli impianti industriali – ne ha già concesso il nulla osta di fattibilità.

Una notizia, scovata per puro caso, ancora avvolta nel silenzio. In seno al Comitato, per la partecipazione ai lavori, è prevista anche la rappresentanza del Comune territorialmente competente, quindi di Augusta, ma di questo nulla è trapelato all’esterno. E dell’intera vicenda, fino ai primi dello scorso giugno, non era mai stato investito il Consiglio comunale di Augusta, né risulta sia stata intrapresa, dalla giunta, alcuna azione informativa rivolta alla popolazione”.

“Il progetto in questione – proseguono Catalano e Scionti - è stato presentato dalla Decal Mediterraneo Srl, una società a responsabilità limitata con sede a Siracusa. Pensato per lo stoccaggio di oli minerali, il deposito è classificato a rischio d’incidente rilevante, ossia rientra tra quelle attività – in base al decreto legislativo 334 del 2009 – per le quali vi è la probabilità che si verifichi un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento”.

Il Comitato Tecnico per la Sicilia – con una delibera del 22 marzo scorso, pubblicata sul sito del Comune di Augusta – ha valutato positivamente il rapporto di sicurezza preliminare predisposto dalla Decal, dando così parere positivo alla costruzione del deposito. Ma una serie di prescrizioni tecniche dovranno essere osservate dal gestore, tra cui la previa “caratterizzazione e bonifica” del sito. Tuttavia il nulla osta del CTR (Comitato Tecnico Regionale), pur essendo propedeutico al rilascio della concessione edilizia, prescinde dall’iter autorizzativo che percorre una strada parallela e passa per la volontà popolare: sulla creazione di nuovi stabilimenti Rir (Rischio di incidenti rilevanti), infatti, “la popolazione interessata – sottolinea il decreto 334 – deve essere messa in grado di esprimere il proprio parere”. “Purtroppo, - concludono Catalano e Scionti - ciò non è avvenuto per il rigassificatore – il nostro rimane l’unico Comune, a differenza di Priolo e Melilli, a non aver indetto un referendum consultivo – e non vorremmo che finisse così anche questa volta. Nel frattempo, ci impegniamo a scavare a fondo nella vicenda, con l’intento di vederci chiaro e ottenere la debita trasparenza dalle autorità coinvolte”.

La società Decal Mediterraneo srl si occupa della realizzazione di depositi costieri che vengono utilizzati da S.I.M.P. S.p.A. (Società Importazione Materie Prime), che si occupa della commercializzazione del metanolo (alcool metilico) che lo importa da diversi Paesi produttori. Utilizza come base distributiva cinque differenti depositi costieri italiani (tra i quali Decal di Porto Marghera) essenziali per garantire una costante disponibilità di prodotto e una elevata flessibilità logistica che permette di coprire tutto il territorio nazionale. Nata per soddisfare le esigenze del mercato italiano, nel corso degli anni la Società ha ampliato la sua rete distributiva proponendosi come fornitore anche in paesi limitrofi quali Slovenia, Croazia, Austria e Svizzera. Un altro importante deposito costiero Decal è quello di Huelva, in Spagna, mediante il quale la società intende proporsi come distributore anche sul mercato iberico.

Il metanolo, che potrebbe essere stoccato nei depositi di Augusta in progetto, è un veleno mortale. Qualche anno addietro il metanolo causò in Italia la morte e la cecità di molti consumatori di vino con esso alterato. Una valutazione dell’EPA (Enviromental Protection Agency - Agenzia per la protezione ambientale - USA) sul metanolo dichiara che il metanolo “viene considerato un veleno ad accumulo, grazie al bassissimo tasso di escrezione una volta assorbito. Nel corpo, il metanolo viene ossidato in formaldeide ed in acido formico, ed entrambi questi metaboliti sono tossici”.

Nell’ultimo Consiglio comunale tenutosi ai primi di agosto, prima della pausa estiva, la questione è stata sollevata per la prima volta in un’apposita interrogazione dal Consigliere comunale, Giuseppe Di Mare (Fli). “è l’ennesima prospettiva di un impianto nel nostro territorio. Vorrei capire chi ha partecipato alle riunioni, se si intende dare voce alla popolazione in qualche modo e se il Comune deve esprimere parere. Si tratta di un impianto quasi simile alla Maxcom che già esiste nel cuore della città, non vorrei che chi decide le sorti del territorio pensi che qui tutto è possibile”.

Il vice-sindaco Calogero Geraci ha replicato affermando che: “il Comune fino ad ora non ha espresso nessuna valutazione, io ho partecipato ad una conferenza dei servizi, ma al momento mancano tutti gli incartamenti ed ancora non è stato deciso niente”.

Articolo pubblicato il 29 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra Gianmarco Catalano e Francesco Scionti (gs)
Da sinistra Gianmarco Catalano e Francesco Scionti (gs)