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Più assistenza per pazienti traumatizzati
di Valeria Nicolosi

Sulla Gurs n. 36 del 24 agosto 2012 il decreto dell’assessore alla Salute, Russo: previsto un Centro “guida” per ciascun Siat. La rete informatica consentirà la diffusione delle pratiche di telemedicina con l’utilizzo del teleconsulto

Tags: Massimo Russo, Sanità



PALERMO - Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 24 agosto il decreto 18 luglio 2012 che introduce la “Rete per l’assistenza al politraumatizzato” in Sicilia (i lettori possono trovare il testo integrale a pagina 22). Questo nuovo modello di organizzazione garantirà assistenza 24 ore al giorno, soccorso immediato e trattamento dei pazienti nei centri più idonei. Come indicato nel decreto a firma dell’assessore regionale alla salute, Massimo Russo, il sistema di rete assicurerà maggior assistenza di qualità, tempi di intervento ridotti, ottimizzazione delle risorse esistenti sul territorio e la creazione di un sistema integrato di riabilitazione ospedale – territorio.

Il piano sanitario regionale 2011-2013 prevede, l’organizzazione dei sistemi integrati di assistenza ai pazienti traumatizzati (Siat) e per tutta la Regione ne identifica quattro, facenti capo alle quattro macroaree del 118: Palermo-Trapani, Messina, Catania-Ragusa-Siracusa, Agrigento-Caltanissetta-Enna. Per ciascun Siat si prevede un centro guida (Hub - Trauma Center/CTS) in rete con altri presidi ospedalieri collegati e integrati nel sistema Spoke ctz (centri trauma di zona). Il Cts funge da ospedale di riferimento per i traumi della sua area di competenza e deve essere in grado di accogliere pazienti provenienti dal resto del Siat con problematiche polidistrettuali o che necessitino di alte specialità. I quattro già individuati si trovano all’interno degli ospedali Villa Sofia – Cervello di Palermo, Cannizzaro di Catania, Papardo di Messina e Sant’Elia di Caltanissetta. Ciò significa che ne esisterà uno per ogni bacino operativo del 118 e che saranno integrati funzionalmente con i centri specialistici presenti in Sicilia all’interno dei Policlinici universitari e nelle Arnas.

La risposta assistenziale si articola in cosi in due fasi: una territoriale e l’altra ospedaliera, i centri SIAT ricevono il paziente e si occupano delle prime cure, poi individuano il Centro specializzato (CTS) ove i pazienti potranno essere seguiti dal team specialistico ed infine comunicano, tramite lo SPOCK, il possibile trasferimento. Il trattamento preospedaliero invece viene gestito dal 118 competente territorialmente. Appare chiaro, dunque, che una lunga attività di formazione professionale dovrà essere avviata per tutti gli operatori interessati al nuovo modello di organizzazione, dall’operatore per l’accoglienza al medico specialista. Altra importante novità è l’istituzione del RRT (Registro Traumi Regionali) nel quale confluiscono tutti i dati del paziente traumatizzato, i percorsi assistenziali seguiti e le cure in atto.

La rete informatica consentirà la diffusione delle pratiche di telemedicina con l’utilizzo del teleconsulto ovvero della trasmissione di immagini, pratiche e linee guida da seguire in caso di specifiche emergenze. Non mancherà, al fine di verificare l’efficacia della nuova metodologia, un sistema di audit clinico che, sulla base di criteri specifici, valuterà l’efficienza e la sicurezza delle prestazioni. Secondo i dati forniti dall’ISTAT, in Sicilia nel 2009 su 14.044 incidenti stradali con danni alle persone si registrano 21.742 feriti ed un numero di morti pari a 325, di cui 166 con età inferiore ai 45 anni e all’infortunistica stradale vanno aggiunti gli incidenti domestici, quelli sul lavoro e quelli legati al tempo libero. Catania e Palermo sono le città che registrano più morti in seguito a traumi e si calcola che per ogni decesso vi siano almeno due casi di invalidità permanente grave.
 
Insomma, la situazione richiedeva un intervento immediato ed ecco perché questo nuovo sistema si pone come obiettivi lo sviluppo di una metodologia di lavoro trasversale mediante l’identificazione degli operatori responsabili del trattamento, la definizione dei programmi di formazione specifica per tutti gli operatori coinvolti e l’adeguamento ai flussi EMUR Ministeriali della modulistica di Centrale operativa 118 e dei DEA. Il sistema di rete consentirà di dare assistenza immediata e specialistica in tutto il territorio grazie ad una collaborazione integrata tra i vari centri e alla maggior professionalità degli specialisti, pienamente consapevoli e coscienti della situazione del paziente. Il banchmarking, infine, consentirà di avviare iniziative di collaborazione e interscambio di esperienza e professionalità.
 


Le commissioni regionali dei Siat dovranno integrarsi con Policlinici e Arnas per realizzare gli obiettivi
 
L’art. 1 del decreto 18 luglio 2012 approva il documento istitutivo della nuova “Rete Trauma” con il quale si definiscono finalità, obiettivi, strategie, caratteristiche, funzioni e compiti. La revisione continua del documento scientifico è affidata al comitato tecnico scientifico regionale della rete del politrauma di cui fanno parte i consulenti scientifici e una serie di personalità dell’ambiente sanitario con altro profilo di carriera. Le commissioni regionali di Siat (costituite con l’art. 3) dovranno invece integrarsi con i policlinici universitari e le aziende Arnas per la realizzazione degli obiettivi di salute.
Una delle specificità del nuovo modello di rete è quella di assicurare al paziente un posto sempre disponibile in una delle strutture del Siat per questo, però, è indispensabile che vengano predisposti protocolli di trasferimento in uscita dalle terapie intensive verso altre terapie del Ctz (centro traumi di zona) e che gli operatori utilizzino sempre gli stessi strumenti e le stesse definizioni del trauma attraverso una formazione professionale costante.

Articolo pubblicato il 30 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Massimo Russo
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