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Catania - Vulcania: se il Comune dorme i lavori pesano sui cittadini
di Melania Tanteri

La somma mancante è stata anticipata dal condominio che ora potrebbe preparare un decreto ingiuntivo. L’amministrazione, responsabile del 23%, non ha ancora versato la sua parte

Tags: Catania, Vulcania



CATANIA - In attesa che il Comune di Catania batta un colpo si muovono i cittadini. Almeno questo è quanto accaduto per l’ex Centro commerciale Vulcania, in piazza Aldo Moro, zona centralissima della città all’interno della terza municipalità, dove gli annunciati lavori per la messa in sicurezza dell’edificio in disuso da oltre quindici anni, in particolare della terrazza sovrastante, sono stati eseguiti dai condomini, senza il contributo del Comune.

L’amministrazione comunale, responsabile dell’edificio per una quota corrispondente a circa il 23 per cento, infatti, non ha ancora versato la sua parte, poco più di 20 mila euro, per l’esecuzione degli interventi sulla struttura, danneggiata dal passare degli anni e, negli ultimi tempi, pericolante a causa dei numerosi nubifragi che si sono abbattuti sulla città etnea. Questo, fortunatamente, non ha impedito il completamento dell’intervento da parte dell’impresa, dal momento che la somma spettante al Comune è stata anticipata dal condominio, che ora potrebbe decidere per il decreto ingiuntivo nei confronti di Palazzo degli Elefanti.

“All’interno del capitolo di Bilancio Manutenzioni ci sono dei fondi”- ha spiegato l’assessore comunale al ramo, Roberto Bonaccorsi, asserendo però che non è detto che parte di questi verranno impiegati per Vulcania.
Una situazione di incertezza, questa, che non fa stare tranquillo il Consiglio di quartiere, che da lungo tempo chiede che venga effettuata la manutenzione della struttura, per evitare che le sue condizioni peggiorino.

“Comprendiamo le difficoltà oggettive di tutti i Comuni, alle prese con una crisi di liquidità ingente che impedisce di fare fronte anche alle spese ordinarie – ha sottolineato Salvo Rapisarda, presidente della terza circoscrizione i cui uffici sono proprio all’interno dell’ex centro commerciale di piazza Moro – ma, in questo modo, le spese non faranno che aumentare, non solo nel caso i condomini decidessero per il Decreto Ingiuntivo, ma anche per i danni che, la mancata manutenzione dell’edificio, provoca in alcuni dei locali in uso alla municipalità, come quella consiliare, appena ristrutturata – appena quattro anni fa – e già bisognosa di nuovi interventi”.

Una scelta antieconomica, dunque, quella dell’amministrazione comunale, i cui interventi, eseguiti sempre su segnalazione del Consiglio di quartiere, si sono limitati all’area antistante i servizi demografici e l’anagrafe, in via Castorina, dove sono stati sistemati i marciapiedi e livellata la pavimentazione.

“Ci sono voluti mesi e mesi di battaglie– ha continuato Rapisarda – e alla fine il Comune ha realizzato alcuni lavori all’esterno di Vulcania, anche se nulla è stato fatto nella parte interna, nelle scale e nei soffitti, dove le condizioni di pericolo sono evidenti”.
Sul fronte sicurezza, infine, altro problema più volte segnalato dai cittadini, stanchi di convivere con la sacca di degrado in cui si trasforma l’edificio nelle ore notturne, nulla sembra essere cambiato, ma all’orizzonte potrebbero esserci delle importanti novità.
“La presenza della Polizia municipale è ancora esigua – ha spiegato il presidente Rapisarda – ma, nel caso in cui fosse approvato il nuovo regolamento delle municipalità, diventerà obbligatoria la presenza del Vigile di quartiere”. Regolamento attualmente in discussione presso le circoscrizioni, che potrebbe essere discusso in Consiglio comunale entro l’anno.
Intano, però, i locali che ospitano la municipalità, ristrutturati nemmeno quattro anni fa, sono già parecchio danneggiati. Non solo. “Secondo quanto stabilito all’epoca della costruzione – ha aggiunto Rapisarda – la manutenzione ordinaria spetterebbe all’amministrazione, come la cura delle parti esterne. E invece, più tempo passa più si fa evidente il danno causato dal tempo e dall’incuria – ha continuato – con il risultato che le attività che vorrebbero riaprire qui, non lo fanno”.

Insomma, un danno al quale si aggiunge la beffa di vedere un degradato ecomostro che potrebbe tornare a vivere, in perenne stato di abbandono, in un momento, inoltre, in cui il commercio e le attività in generale, soffrono per il perdurare della crisi. Al peccato si aggiunge peccato, poi, dal momento che la piazza antistante Vulcania, piazza Aldo Moro, rappresenta invece una delle più attrezzate e curate dell’intera città, e che le attuali condizioni dell’ex centro commerciale, nonché la presenza di chi lo frequenta (sono evidenti i segni di bivacco), allontana i cittadini.

 “Se si perde altro tempo – ha concluso Rapisarda – il rischio vero è che il recupero della struttura non venga mai fatto, perdendo l’ennesima occasione”. Rischio possibile, dunque, ma che sembrerebbe essere scongiurato dalla stessa amministrazione, per bocca dell’assessore Roberto Bonaccorsi, che tra le sue tante deleghe, ha anche quella al Patrimonio e al Bilancio, che ha assicurato l’interesse del Comune a riqualificare l’edificio. “Stiamo provvedendo a iscrivere le somme in bilancio” – ha affermato, anche se non si sa ancora quando questi soldi potrebbero arrivare.

Articolo pubblicato il 30 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Quel che resta del centro commerciale Vulcania (mt)
Quel che resta del centro commerciale Vulcania (mt)
Le condizioni dei soffitti nella parte interna dellÂ’edificio (mt)
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