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Taormina e le sue barriere architettoniche
di Massimo Mobilia

A circa un anno dall’inchiesta fotografica del Qds, nulla è cambiato: città e litorali sono off limits per i diversabili. All’ingresso principale del Municipio uno scivolo per disabili smontato ed inutilizzato

Tags: Taormina, Disabili, Barriera Architettonica



TAORMINA (ME) - “Agosto, città mia non ti conosco”. Un proverbio che di questi tempi calza a pennello per le grandi città che si svuotano dei propri abitanti diretti verso le mete di villeggiatura.
Taormina resta sicuramente una delle destinazioni più ambite, conosciuta bene, al contrario del proverbio, da abitanti e turisti in questi mesi di caotica alta stagione. La Perla dello Ionio rimane però sconosciuta, o quasi, ai portatori di handicap, soprattutto ai disabili in carrozzina, e non solo per la crisi economica - che ha frenato i flussi turistici anche tra i normodotati - ma perché è colma di barriere architettoniche. Ci è bastato ripercorrere gli stessi luoghi oggetto del nostro reportage di un anno fa, per ritrovare gli stessi ostacoli e confermare che da queste parti i disabili non hanno vita facile.

Le spiagge, ad esempio, continuano a rimanere off limits per la massiccia presenza di scale in tutto il litorale taorminese, dalla frazione di Villagonia a Spisone, con l’unica eccezione della spiagge di Mazzeo. Se il disabile decide di usufruire della funivia che collega il centro con la baia di Mazzarò - servizio senza barriere solo dopo un intervento di Striscia la notizia - si trova poi comunque l’accesso interdetto alla spiaggia per via di lunghissime scalinate. Perfino l’area della Riserva naturale di Isola Bella non permette ingresso diverso se non attraverso ripide scale. I più fortunati devono ricorrere alle fatiche di amici e parenti disposti a portarli a spalla. Lo scenario cambia poco se ci si sposta al centro della città dove, per ovviare alla naturale morfologia di salite e discese, e quindi di molte scale, poco o nulla è stato fatto, a differenza di strutture alberghiere, banche e uffici postali che, in ordine a quanto previsto dalla legge, si sono adeguati per accogliere clienti in carrozzina.

Abbiamo raccolto, ad esempio, la testimonianza di C. B., nipote di un disabile che ha deciso di passare le vacanze, proprio in questi giorni, a Taormina: il malcapitato ha trovato sistemazione in un noto albergo del centro dotato di accesso ai disabili in carrozzina, vicino alla via Timeo che, non avendo scale ed essendo chiusa al traffico, dovrebbe permettere di raggiungere agevolmente il Corso Umberto. La stessa strada, però, presenta all’accesso paletti di ferro e blocchi di cemento posti dal Comune e così l’ospite in oggetto - ma anche tutti gli altri disabili capitati nella stessa situazione - si è visto obbligato a compiere un percorso più lungo, attraversato macchine e autobus e privo di marciapiedi, per raggiungere la centrale area pedonale.

Del resto, se i primi a dare l’esempio dovrebbero essere gli uffici comunali, c’è da stare freschi, visto che, ad esempio, l’ingresso principale del Municipio presenta uno scivolo per disabili smontato e inutilizzato, mentre il frequentatissimo ufficio per i servizi demografici è raggiungibile solo attraverso le scale.
Eppure le leggi che obbligano all’abbattimento delle barriere architettoniche esistono da più di vent’anni, come la n. 13/89 o il decreto ministeriale n. 23/89.

Addio, infine, al sogno di vedere realizzato il collegamento di ascensori tra il parcheggio Lumbi e il centro città: il commissario straordinario dell’Azienda servizi municipalizzati, Cesare Tajana, ha detto chiaramente in Consiglio comunale che non esistono fondi per quest’opera. Ai turisti che lasciano la macchina al Lumbi non resta dunque che usufruire dei bus navetta, obsoleti e inquinanti, che non sempre riescono ad aprire lo scivolo meccanico per i disabili.
Agli sfortunati in carrozzella bisogna augurare inoltre di non trovarsi a percorrere il vicino viale San Pancrazio, altamente trafficato ma sprovvisto di marciapiedi sufficienti a rendere tranquilli pure i pedoni, così come nella Statale 114 in prossimità delle baie di Mazzarò e Isola Bella.

Sempre che non ci si imbatta in scene da teatro dell’assurdo come in via Crocifisso, dove l’attraversamento pedonale, con tanto di semaforo ma senza marciapiedi ai lati delle strade, va a finire contro un muro.
 

 
Dal Comune in arrivo 270 mila euro
 
La mancata attenzione al problema taorminese delle barriere architettoniche è certamente imputabile alle difficoltà economiche del Comune.
 Mancano i fondi per mettere mano a lavori pubblici che possano migliorare la mobilità dei disabili, ma si cerca di non far mancare quantomeno l’assistenza domiciliare.
L’assessore ai Servizi sociali, Antonella Garipoli, ha presentato, proprio nelle scorse settimane, un atto di indirizzo per la spesa di 270 mila euro a favore di portatori di handicap e anziani.
Il provvedimento, che ha avuto l’ok dalla giunta del sindaco Passalacqua, prevede aiuti nella cura personale, per la pulizia della casa e lavaggio della biancheria, per il disbrigo di pratiche burocratiche (visto che tanti uffici sono pieni di barriere), aiuti nell’acquisto della spesa e nella preparazione dei pasti e servizi di accompagnamento per necessità mediche o personali. Ammesso che si trovino i fondi per pagare i tredici lavoratori della cooperativa sociale, che svolge questi servizi per conto del Comune, i quali non ricevono lo stipendio da circa nove mesi.
Un’importante novità riguarda l’attivazione del servizio di telesoccorso, supporto per anziani e disabili che vivono da soli o lontani dai propri familiari e che quotidianamente si trovano costretti ad affrontare la propria malattia.
“Servizi assolutamente prioritari - secondo l’assessorato - che devono prescindere dalle difficoltà di bilancio per vivere in un contesto realmente civile”.

Articolo pubblicato il 30 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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