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San Licandro, tanto cemento sulla collina e case costruite ovunque, senza criterio
di Orazio Ragusa Sturniolo

Urbanistica. A Messina uno scempio e le solite speculazioni.
Una zona “franca”. Nell’area sono stati realizzati complessi residenziali con le cooperative edilizie: i privati hanno investito senza tenere però conto delle ragioni del territorio.
Le verifiche. Un incremento enorme delle unità abitative, sul quale è in corso un’analisi della Commissione Urbanistica del Comune, presieduta da Domenico Guerrera.

Tags: Edilizia, Abusivismo



MESSINA - La città, a partire dal 2002, è diventata una free-zone, un’area nella quale i privati del comparto edile possono investire senza tenere in considerazione le “ragioni” del territorio, più o meno disponibile ai processi di antropizzazione ed urbanizzazione in corso. Il territorio comunale della V circoscrizione, negli ultimi anni, ha subito un incremento inesorabile delle unità abitative. Un caso su tutti, la collina di San Licandro. L’area, compresa tra il torrente San Licandro e il bacino dell’Annunziata, ha attratto gli interessi dei privati che, grazie alla compiacenza di chi ha il dovere di vigilare e ad un Piano regolatore non adeguato alle esigenze del territorio, hanno potuto martoriare l’area mediante la costruzione di cooperative edilizie e complessi residenziali.

Il Prg vigente, approvato dal Consiglio comunale nel 1998, è stato adottato a partire dal 2002, a seguito del placet fornito dal Comitato regionale urbanistica (Cru) di Palermo. Il Piano prevede un indice di edificabilità in rapporto ad una città di 268 mila abitanti. Un po’ troppi se teniamo in considerazione il fenomeno consolidato dell’emigrazione giovanile. La città, infatti, potrebbe presto raggiungere quota 220 mila abitanti, perdendo lo status di città metropolitana.
Secondo il presidente della Commissione urbanistica, Domenico Guerrera, le superfici edificabili furono aumentate a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio comunale degli emendamenti al Prg: “Quale presidente della I Commissione - afferma Guerrera - ho dato mandato agli uffici competenti di fornirmi le delibere di attuazione degli emendamenti, dalla 20/c alla 29/c, per capire in che termini abbiano inciso sul territorio”.

Il Prg vigente prevede, ad esempio, che nella zona di San Licandro (classificata quale zona C, “di espansione”) tutte le aree siano edificabili, a parte delle piccole porzioni che corrispondono al 15% del territorio. In effetti, come dimostrano le fotografie che accompagnano l’inchiesta, diverse strutture sono state costruite nelle aree scoscese, accanto alle aree collinari e sugli argini del torrente in un’area a rischio dissesto idrogeologico. L’incremento degli indici di cubatura determinati dagli emendamenti al Prg hanno consentito, dunque, l’accelerazione del processo di urbanizzazione, con la realizzazione di palazzi con sette piani. Tra l’altro, secondo i dati in possesso del Presidente della V circoscrizione, Alessandro Russo, la realizzazione di 500 nuovi appartamenti, sommati alle 300 unità abitative da poco realizzate e alle 50 in fase di realizzazione, determineranno presto il collasso del territorio.

Ma di chi è la responsabilità di questo scempio? Gli uffici comunali competenti in materia sono quelli afferenti al Dipartimento di edilizia privata, alla pianificazione del territorio e alla Commissione edilizia, che hanno il compito di vigilare rispetto alla fattibilità delle opere proposte e sull’incidenza di queste ultime sul territorio. Accanto al processo di urbanizzazione non è stata prevista un’adeguata rete viaria.
Al momento, in attesa dell’apertura del nuovo asse viario, sono solo due le strade che legano San Licandro all’Annunziata e alla via Regina Elena, ovvero il viale Sciascia e la via Olimpia. In caso di calamità naturali esse rappresenterebbero le uniche vie di fuga per i circa cinquemila residenti.

Anche l’amministrazione comunale sembra essersi resa conto delle problematiche connesse alla scriteriata cementificazione ed ha annunciato che presto Messina sarà dotata di un nuovo Piano regolatore: “Ma sono rimasto perplesso - afferma Guerrera - circa le dichiarazioni del sindaco Buzzanca, secondo il quale il nuovo Prg  sarà predisposto entro i prossimi 10-15 anni”. Se così fosse, Messina rischierebbe di soccombere sotto una colata di cemento.

Articolo pubblicato il 05 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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