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Wind Jet alla ricerca di partners ma serve il commissariamento
di Giuliana Gambuzza

Giorni caldi per la compagnia di Pulvirenti che sta sondando la disponibilità di altri vettori a investire. Senza concorrenza i prezzi dei biglietti fra Ct, Pa, Rm e Mi volano oltre i 200 € a/r

Tags: Alitalia, Windjet, Enac, Low Cost



CATANIA - Dovrebbero essere i giorni decisivi per la risoluzione del caso Wind Jet. Mai come questa volta, però, il condizionale è d’obbligo, visto che da gennaio a oggi non sono mancati slittamenti nelle decisioni e colpi di scena.
L’ultimo è stato l’annuncio di una cordata di imprenditori e professionisti disposti a rilevare l’azienda. Secondo quanto appreso dall’Ansa, una newco fondata dal gruppo prenderebbe in affitto le risorse (in gergo asset) indispensabili per una rapida riapertura dei voli. Mentre la questione dei debiti verrebbe gestita dalla vecchia Wind Jet, ricorrendo al concordato preventivo con i creditori previsto dalla legge 134/2012. Se le chiamano bad company un motivo ci sarà.

Il progetto segnerebbe il trionfo del made in Sicily: tra i primi nomi che sono trapelati, infatti, ci sono il medico Roberto Corrao, a capo dell’impresa specializzata nel trasporto aereo di pazienti infermi Aviomed, e il titolare, ancora senza volto, di un gruppo del settore GDO noto nell’isola. Perfino Salvo Tripoli, il commercialista che cura il piano di salvataggio, pur avendo trasferito il suo studio a Roma, è di origini palermitane.

All’investimento parteciperebbero anche insider come Francesco Surace, uno degli ingegneri aeronautici in forza a Wind Jet. Se tutto filasse liscio, i suoi colleghi dovrebbero ringraziarlo, visto che il piano consentirebbe loro di continuare a lavorare. La stessa dirigenza della low cost catanese non avrebbe nulla di cui lamentarsi, anzi: potrebbe “negoziare la cessione di un’azienda funzionante e non disgregata ricavandone un miglior prezzo o una buona partecipazione – anche se di minoranza – nella nuova società operativa”. Così assicurano i promotori.

La proposta arriva dopo il ritiro di Alitalia da una trattativa di unificazione che ha tenuto impegnate le due compagnie la bellezza di sette mesi. Lasciata sola, Wind Jet ha cominciato a sperare in un altro vettore desideroso di investire nella ripresa delle attività. Si vocifera che, dopo il no di Livingston, Meridiana e Transavia, Wind Jet abbia bussato alla porta di Ryanair e EasyJet, che starebbero (soprattutto la seconda) valutando la proposta. Questi i risultati del toto-acquisto.

E di rilancio della compagnia si continua a parlare nonostante il vettore non disponga più di aerei, riconsegnati ai locatori, abbia le casse vuote e i dipendenti in Cigs. Mentre è ancora aperta la questione dei biglietti staccati per tratte di cui sono stati altri competitor a farsi carico. Si era parlato di 300.000 ticket, stima poi ridimensionata dall’Enac (133.000 i passeggeri da riproteggere fino al 27 ottobre, 40.000 quelli già riprotetti fino ad oggi).

Quella che Wind Jet continua a considerare l’ultima spiaggia, ma che in mancanza di una svolta immediata sembra sempre più vicino, è il commissariamento. Un passo che però mette in allarme i sindacati, visto che non assicura la tutela dei lavoratori. Commissariamento infatti significa che, se il giudice dichiara fallita la compagnia, viene nominato un commissario straordinario per sanare i debiti e vendere gli asset, che in questo caso corrispondono ai soli slot. Non è rimasto altro.
 

 
Bye bye low cost, centinaia di euro  per le tratte da e per la Sicilia
 
“Si convochino subito Alitalia, Wind Jet, Enac, Sac e sindacati”. Lo ha chiesto Mattone della Uil Trasporti in occasione dell’incontro di martedì con il prefetto, spiegando che “i lavoratori della compagnia low cost e dell’indotto hanno diritto a conoscere la verità su questa vertenza. E hanno anche diritto a chiedere che Alitalia, Meridiana e gli altri vettori creino occupazione a Catania e Palermo, assumendo in quota proporzionale all’incremento di traffico di cui stanno ormai da tempo beneficiando”. Eh sì, perché la spartizione dello spazio che Wind Jet si era ricavata sul mercato aereo, di fatto, è già cominciata. Senza un rigido controllo su chi usa quali slot, almeno finché dura l’emergenza. “Il ministro Passera – aggiunge Mattone – smetta di tenere bordone all’Alitalia e intervenga in favore della Sicilia, che sta già pagando a più caro prezzo i biglietti aerei”. E non solo quelli: da una serie di simulazioni effettuate dal quotidiano La Sicilia, è emerso che per raggiungere Roma da Catania si spendono tra i 100 e i 200 euro solo andata in aereo, auto o nave. Certo, si può risparmiare fino al 50% optando per treno o autobus: volete mettere l’ebbrezza di un viaggio che, se va bene, dura dieci ore?

Giuliana Gambuzza
Twitter: @GiulyGambuzza

Articolo pubblicato il 31 agosto 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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