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Single e lavori tutto il giorno? I vigili non ti troveranno mai
di Lucia Russo

Il modulo non consente di indicare quando il residente è sempre fuori

Tags: Residenza



Cosa succede se i vigili urbani fanno gli accertamenti nel corso dei 45 giorni dalla dichiarazione di cambio di residenza e non trovano la persona interessata a casa? L’ufficiale dell’anagrafe invia per raccomandata un preavviso di annullamento dell’iscrizione anagrafica con la possibilità per l’interessato di inviare all’amministrazione “qualsiasi osservazione utile ad impedire l’esito negativo del provvedimento”.
 

Il fatto è, come apprendiamo da alcune segnalazioni pervenute alla nostra associazione, che le persone che vivono da sole e che sono intere giornate fuori per lavoro, incombono nell’inconveniente che all’atto della visita di accertamento dei vigili urbani, nessuno sarà lì ad aprire la porta e questo sia la prima che la seconda che la terza volta, specie se i vigili non effettueranno nessuna visita di giorno non lavorativo.

Questo anche perchè il modulo di cambio di residenza non prevede la possibilità di indicare se l’interessato non si troverà mai in certi orari in casa perchè fuori per lavoro o per altri motivi in modo sistematico.

C’è da pensare, però che quando il pubblico ufficiale, dopo il suo avviso di avvio del procedimento di rigetto, riceve le comunicazioni dall’interessato che nei giorni delle visite di accertamento si trovava fuori casa per lavoro, dovrebbe accoglierle come vere e non proseguire all’annullamento dell’istanza. Invece ci hanno segnalato che è capitato che l’ufficiale dell’anagrafe, nonostante le osservazioni dell’interessato - a seguito del preavviso di rigetto - che ha segnalato la sua assenza da casa intere giornate perché fuori per lavoro dal lunedi al venerdi, farà seguire una sola visita ai vigili in piena settimana, per poi rigettare l’istanza, ritenendo “non utili le osservazioni dell’interessato”. Non utili? Ma se il cittadino neo residente è fuori tutto il giorno per lavoro ed è solo per cui nessuno può aprire la porta?

Ma come faranno tutte queste persone? O cercheranno un vigile urbano “amico di un amico” perchè lo venga a visitare in un momento concordato o si potranno attaccare al tram. Eppure i nostri governanti avrebbero potuto predisporre un modulo utile ad evitare l’incconveniente e tra l’altro l’affollamento di ricorsi al prefetto.

Si perchè al povero cittadino, che ha ha solo cambiato residenza, non rimarrà altro che fare ricorso al prefetto avverso il provvedimento di diniego. Oltre al danno, la beffa: il diniego dell’iscrizione anagrafica è accompagnato dalla segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza, per cui il cittadino che ha veramente cambiato dimora, risulta “segnalato” come impostore.
Tra i casi segnalati a Veroconsumo c’è pure quello di un cittadino cui è stata negata l’iscrizione, ma tre giorni dopo ha ricevuto il nuovo certificato elettorale per il Comune di nuova iscrizione, al suo nuovo indirizzo! Ma come, non c’era il Palazzo di vetro? Gli uffici della Pa non comunicano tra di loro?

Il nostro consiglio? Inserire comunque nel modulo una nota personale segnalando l’assenza da casa nei giorni fissi, sperando che l’ufficile dell’anagrafe vorrà prestarci attenzione.

Articolo pubblicato il 07 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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