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Acqua ai nitrati: analisi "sommerse", falde inquinate e impianti fatiscenti
di Alessandro Accardo Palumbo

Eccessiva concentrazione di sostanze inquinanti. Pozzi e tubi abbandonati: le foto in esclusiva

Tags: Mazara Del Vallo, Inquinamento, Acqua



MAZARA DEL VALLO (TP) - “L’assemblea (Consiglio comunale, nda) sta seguendo la questione nitrati, la cui soluzione definitiva dovrebbe realizzarsi entro fine anno”. Era il 4 Luglio 2008 quando questa dichiarazione fu rilasciata dal precedente presidente del Consiglio comunale di Mazara, Francesco Crocchiolo. Acqua dai rubinetti delle case mazarese né è sgorgata, ma nonostante siano trascorsi quattro anni, da allora, la questione acqua e relativa impiantistica, è drammaticamente nel bicchiere.

COMMISSIONE D’INCHIESTA
– Per far luce sulle voci incontrollate che da anni circolavano sulla faccenda acqua, il Consiglio comunale, nel 2011, autorizzò l’istituzione di una commissione con poteri d’indagine. Fu costituita da alcuni membri del massimo consesso civico e ne fu stabilita anche la durata: 12 mesi. Il frutto di tale lavoro è stato reso pubblico qualche mese addietro, ma le foto sono state subito secretate e messe in cassaforte. Dopo diverse settimane, il QdS è riuscito ad averle in esclusiva. Il plico completo con immagini e risultanze della Commissione stessa sono, infatti, in attesa di essere prelevate dalla Procura. Era stato chiesto difatti, da più parti, che tutta la documentazione fosse inviata alla magistratura per eventuali accertamenti.

LE FOTO – Oltre ai nitrati ‘ballerini’ (tali sostanze chimiche, in concentrazioni eccessive, possono avere degli effetti nocivi sulla salute dell’uomo. In Italia, la normativa ‘Dpr n. 236/88’ fissa i limiti massimi di nitrati nelle acque potabili a 50 mg./l.. L’organizzazione mondiale della sanità suggerisce un valore massimo per i nitrati pari a 10 mg per litro) di cui ci siamo occupati in passato e che spesso hanno sforato i limiti – ciò che emerge dal reportage della Commissione è il degrado. Le foto non lasciano dubbi: quasi tutte le infrastrutture comunali dedicate all’erogazione del prezioso liquido sono semplicemente fatiscenti: pozzi, torri piezometriche, condutture, aree di pertinenza dei pozzi, vasche di accumulo. Una sorta di galleria degli orrori che è frutto di omissioni e colpe, imputabili a diverse amministrazioni comunali.

TRASPARENZA – Sarebbe imputabile, invece, all’amministrazione guidata da Nicola Cristaldi (Pdl) ed a quella precedente – capeggiata da Giorgio Macaddino (Pd) – la mancanza di trasparenza. Giunte di destra e di sinistra non hanno voluto pubblicare, sul sito web comunale, le risultanze analitiche delle acque. Nonostante diversi comitati cittadini, circoli Legambiente, ed altri, ne abbiano più volte fatto richiesta, è impossibile, ad oggi, conoscere se e quali inquinanti (nitrati, escherichia coli e altro) vi siano nelle acque pubbliche che finiscono nelle case dei mazaresi.

FALDE INQUINATE – Una delle scoperte – fatte durante uno dei sopralluoghi della commissione d’inchiesta – è stata quella di trovare anche dei campi di cocomeri o dei vigneti, a contatto con i pozzi dai quali viene attinta ‘l’acqua del sindaco’. Ebbene, nonostante vi sia una chiara normativa (l’ordinanza sindacale n. 210 del 2/12/11) che vieta l’insediamento di colture intensive a non meno di 200 metri dai pozzi, la stessa viene ‘spernacchiata’ da incalliti coltivatori che usano prodotti chimici (foto n. 4) per migliorare la ‘resa’ delle loro primizie. Costume radicato ed avallato dai mancati controlli e sanzioni della Polizia municipale. Peccato che un bel po’ di tale ‘concimazione’ finisca nelle falde sottostanti e da lì nei bicchieri e nelle pentole di parte dei mazaresi.

LA PROVINCIA – L’affaire è approdato, tempo addietro, all’assise provinciale. In un’interrogazione – rivolta all’assessore al Territorio ed Ambiente, Giuseppe Carpinteri – il consigliere Ignazio Passalacqua (Sel) ha chiesto “se intendono intervenire urgentemente nei confronti dell’amministrazione mazarese per sollecitare maggiore trasparenza in merito alla gestione dell’acqua pubblica”.
Passalacqua ha ricordato, infatti, che “i pozzi di C/da Ramisella versano in uno stato di totale abbandono e degrado, in aggiunta alla presenza di elevate concentrazioni di batteri fecali. Negli anni – continua l’interrogazione – le passate amministrazioni annunciavano l’acquisto del ‘denitrificatore’, quella attuale promette la realizzazione di un dissalatore. In mezzo – conclude il consigliere – c’è il progetto di approvvigionamento dalla diga Garcia – Montescuro Ovest che ha costi enormi, tempi incerti ed efficacia per niente garantita”.

NESSUN REPLICA – Nessuna risposta è giunta al QdS da parte dell’amministrazione mazarese. Nonostante diversi solleciti (dal 10 agosto scorso), tramite e mail ed uno telefonico, l’ufficio stampa del Comune – composto da due giornalisti – non ha probabilmente ricevuto, dagli esponenti che governano la città, un intervento di “replica sui risultati della commissione consiliare, con particolare attenzione su ciò che è stato già fatto (rispetto alle foto del degrado in cui versano le infrastrutture dei pozzi, torri piezometriche, vasche d’accumulo, campi di cocomeri, e altro, a meno di 200 metri dai pozzi, clorazione manuale delle acque) e ciò che invece risulta in itinere, con indicazione di eventuali presumibili scadenze dei relativi progetti”.

Resta ben inteso che – qualora l’amministrazione Cristaldi dovesse trovare il tempo e la voglia di spiegare perché le infrastrutture siano in tali condizioni – questo giornale ne darà tempestiva notizia.

Articolo pubblicato il 12 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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