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Messina - Nuovo commissario per l’Ato 3. Ma è la solita, vecchia politica
di Francesco Torre

Dimessosi Ruggeri, nominato Trimboli dopo un’apposita determina del sindaco

Tags: Michele Trimboli, Ato3, Messina, Rifiuti



MESSINA - Proprio una bella storia quella di Michele Trimboli, nuovo commissario liquidatore dell’Ato 3. Una storia di successo, di quelle che potrebbero essere messe in vetrina per incentivare i giovani a scommettere su se stessi nel mercato del lavoro, a nutrire ambizioni professionali anche nel settore pubblico, ad avere fiducia nei propri mezzi perché anche nell’attuale assetto istituzionale le possibilità di fare carriera per chi si impegna ci sono.

L’ascesa di Michele Trimboli all’Ato3 è stata veloce, anzi velocissima. Assunto nel 2006, dopo nemmeno 6 anni si ritrova oggi nella poltrona più importante, ricoperto di encomi anche da parte del suo predecessore, il dimissionario Antonio Ruggeri, uscito di scena – come da copione - insieme al suo mentore Peppino Buzzanca, lasciando contemporaneamente anche la poltrona di Capo di Gabinetto del Comune (anche se quest’ultima non di propria volontà).

Ex direttore tecnico, Trimboli si è ritrovato così dopo l’assemblea dei soci del 3 settembre scorso commissario liquidatore con uno stipendio da oltre 60 mila euro (dati pubblicati sul sito istituzionale del Comune) l’anno. Siamo dunque in presenza di una storia edificante, una delle poche che possiamo raccontare qui in riva allo Stretto, al tramonto dell’era buzzanchiana? Apparentemente sì. In realtà, però, bisognerebbe raccontare come Trimboli sia entrato a lavorare all’Ato3, e allo stesso tempo come sia stato nominato nuovo commissario liquidatore. Due momenti che hanno un minimo comun denominatore: non essere mai stato sottoposto a concorso pubblico, né aver mai dovuto contendere il posto ad altri sulla base di titoli, esperienze, competenze.

Il nome di Trimboli era presente nella ormai celebre Ato’s list, il famigerato elenco di amici, parenti e sodali politici assunti in piena sindacatura Genovese con un vero e proprio blitz durante la pausa natalizia del 2006 (addirittura in un giorno in cui era stato indetto lo sciopero dei giornalisti), giusto in tempo comunque per non incorrere nella nuova normativa regionale che avrebbe dall’anno successivo proibito le assunzioni senza concorso pubblico anche nelle società partecipate.
 
Allo stesso tempo, la sua nomina a commissario liquidatore è potuta avvenire oggi solo a seguito di una delle ultime determine firmate da Buzzanca in qualità di sindaco, la n. 80 del 28 agosto, con la quale si abolisce di fatto l’avviso pubblico come prassi per la nomina di incarichi pubblici. Che bisogno c’è di fare un concorso se il sindaco in piena coscienza può scegliere il “migliore”, naturalmente “attenendosi alla verifica del possesso dei requisiti previsti dalla legge”? Certo, se poi questa persona oltre ai requisiti previsti dalla legge è anche compaesana del primo cittadino (Trimboli è natio di Barcellona Pozzo di Gotto) e vicina al deputato del Pd Filippo Panarello, ecco che la gara risulta proprio una perdita di tempo. Con buona pace della meritocrazia, morta già in tempi non sospetti, e la cui resurrezione non sembra proprio essere prevista, neanche all’alba di una nuova era a Palazzo Zanca.
 


Sciopero in vista. La provincia rischia la paralisi
 
MESSINA - Centinaia di lavoratori del settore dei rifiuti della provincia continuano a non percepire lo stipendio da mesi, versando in condizioni di gravi difficoltà. Tra di loro, i lavoratori di MessinAmbiente, in attesa del mensile di agosto, ma anche quelli delle ditte Fasteco e Multiecoplast, che dall’Ato 1 devono riscuotere ben tre mensilità, e quelli della Dusty, ditta che dall’Ato 2 attende 8 mln € e non paga i dipendenti da 5 mesi. Loro, evidentemente, non sono nati con la camicia e per reclamare i propri diritti non hanno altra arma che lo sciopero.
Uno sciopero generale indetto per il 18 settembre da Cgil, Cisl e Uil, che rischia di mettere in ginocchio tutto il territorio provinciale, peraltro già in crisi a causa della chiusura temporanea della discarica di Mazzarrà ordinata nei confronti dei mezzi e agli uomini di MessinAmbiente, per via di un ingente debito non pagato da parte dell’Ato 3. E nemmeno questa è una storia da Libro cuore.

Articolo pubblicato il 14 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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