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Turismo siciliano, si galleggia nella crisi
di Marco Carli

Su 19 servizi turistici regionali solo in 6 si riscontra un aumento di turisti nei primi sei mesi del 2012 rispetto al 2011. In attesa dei dati relativi alla stagione estiva, buona le performance di Caltagirone e Nicolosi

Tags: Turismo



CATANIA - Le prime rilevazioni sulla stagione estiva presentano un quadro negativo per il settore turistico in Italia, annunciando un calo medio di presenze del 15-20%. Sono molti gli italiani che non sono partiti per le vacanze, il 60% secondo la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo (Fiavet), e chi lo ha fatto ha privilegiato il soggiorno di una settimana o addirittura di un week end.

In alcune località il calo è stato anche del 30%. La federazione ha rilevato, inoltre, che nei primi sei mesi del 2012, il tracollo delle presenze è stato parallelo ad un aumento dei reclami nel settore turistico e che "nella stagione estiva appena il 34% degli italiani è andato in vacanza".

Secondo la Coldiretti, 3,6 milioni di italiani hanno deciso di posticipare la partenza per le vacanze a settembre, approfittando dei prezzi convenienti e di offerte last-minute. Per l’Assoedilizia la stagione turistica 2012 è stata "la più fiacca degli ultimi quindici anni".

Nonostante la conferma del trend negativo del settore turistico in Italia, segnali di risveglio si registrano in Sicilia.
Secondo i dati forniti dall’Osservatorio turistico, dipartimento dell’Assessorato al Turismo-Sport-Spettacolo della Regione Siciliana, diretto dall’ing. Manlio Scirè, si registra un lieve incremento rispetto allo scorso anno. In base ai dati, che si riferiscono al primo semestre del 2012 e coprono il 65% delle strutture ricettive siciliane, si verifica un aumento dello 0.25% rispetto allo stesso periodo del 2011 (2.967.975 riferente all’anno scorso rispetto a 2.975.282 di quest’anno).

Analizzando nel dettaglio i dati possiamo vedere come su 19 servizi turistici regionali solo sei registrano un incremento rispetto allo scorso anno sul dato relativo alle presenze (intendendo dunque anche il pernottamento nella sede indicata).
Spicca tra tutte la perfomance di Caltagirone con un aumento del 70% (20.014 nel 2011 rispetto a 34.139 nel 2012). Dopo troviamo, un’altra realtà della provincia di Catania, Nicolosi, paesino alle pendici dell’Etna, con un incremento del 26,5% (16.588 quest’anno rispetto a 13.113 dello scorso anno). Seguono Enna (+19,3), Palermo (10,3%) e Taormina (5,58%).
Tra le perfomance in negativo segnaliamo Patti-Tindari e Gela in forte calo rispetto allo scorso anno (rispettivamente con -32,9% e -23,9%). Male anche Trapani-Erice (-11,83) ed Acireale (-7,58).

Per quanto riguarda il dato della città di Catania, che ingloba anche la frazione marittima di Acicastello, si segnala un leggero calo (-1,65%) con 469.570 nel 2012 rispetto a 477.434 dello scorso anno (-7.864). Per le isole Eolie il dato riguardante le presenze è in aumento, seppur minimo (+1,17). Invece Messina (i dati si riferiscono solo al periodo Gennaio-Aprile) il dato è in calo dell’8,3%.

Almeno per il primo semestre del 2012 (che contempla solo uno dei mesi estivi, quello di Giugno) i dati del turismo siciliano si presentano in aumento e si conta di poter registrare un aumento anche nei mesi di settembre ed ottobre, prima di affrontare l’ennesimo inverno difficile di una lunga stagione economica di crisi.
 

 
L’approfondimento. Eppure Catania è tra le mete balneari meno care
 
Da segnalare che con la fine della stagione estiva i prezzi nelle località balneari scendono. Tra le mete balneari dove soggiornare una notte in camera doppia costa meno, spiccano Pescara (88 euro, -19 per cento rispetto al mese scorso), Catania (89 euro,
-1%) e Rimini (90, -30%). La località più economica è Misano Adriatico (68 euro), mentre la più care sono Positano (260 euro) e Capri (229). "Abbiamo avuto nei primi otto mesi dell’anno un calo di 2,5 punti di lavoratori: ci sono aziende alberghiere in grossa difficoltà e si rischia la cassa integrazione anche nel nostro settore, cosa che non era mai accaduta”. E’ quanto sostiene il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. Allarmanti sono le conseguenze del piano di riorganizzazione degli aeroporti che rischia di isolare il Sud: “La chiusura di una compagnia che serviva il Sud nel pieno dell’estate ha avuto sicuramente un impatto - ha detto Antonio Barreca - direttore di Federturismo Confindustria - anche se non credo sia stato determinante”. Unico comparto che si distingue nel quadro drammatico del turismo estivo è quello crocieristico: “Dopo mesi bui - spiega Leonardo Massa, di MSC Crociere - a partire da aprile abbiamo registrato un’ondata positiva in termini di prenotazioni. Abbiamo però assistito a una contrazione del costo medio, come effetto della tragedia del Costa Concordia e della crisi economica”.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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