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Un enorme territorio e poche risorse
di Desirée Miranda

Forum con Antonino Lo Dico,  ispettore ripartimentale delle Foreste di Catania

Tags: Antonino Lo Dico



Quali sono le principali competenze e criticità del corpo forestale nel territorio catanese?
“Il corpo Forestale della Regione siciliana ha competenza di tutela ambientale, pertanto le criticità del territorio catanese derivano dalla forte eterogeneità dello stesso.
L’ispettorato rip.le delle Foreste opera su tutto il territorio provinciale che è caratterizzato da tre parchi: quello dell’Etna, quello dei Nebrodi e il parco fluviale dell’Alcantara. A questi si aggiungono diverse riserve naturali regionali come il complesso Immacolatelle e Micio – Conti, Fiume Fiumefreddo, isola Lachea e faraglioni dei Ciclopi; Oasi del Simeto e la Timpa. Il territorio catanese comprende inoltre una fitta rete di interesse naturalistico con diverse zone Sic (siti di interesse comunitario e Zps (zone di protezione speciale)”.

A quanto ammonta la superficie boschiva di vostra competenza?
“La superficie boschiva ammonta a 70.000 ettari, a cui vanno aggiunti oltre 187 mila ettari di superficie agricola e 50 mila ettari di praterie, pascoli e terreni incolti. Il corpo forestale in materia di tutela ambientale non opera infatti solo nelle aree boschive, ma anche in quelle protette ed in quelle sottoposte a vincolo idrogeologico, pertanto posso affermare che le competenze si estendono a tutto il territorio provinciale”.

Di quanti uomini disponete? Ritiene che siano un numero adeguato alle vostre esigenze?
“Il personale distribuito tra la sede dell’ispettorato rip.le delle Foreste e le diverse strutture annesse (Nop -nucleo operativo provinciale-; soccorso montano e di protezione civile Etna; le sezioni delle procure di Catania e Caltagirone e gli undici distaccamenti forestali di Adrano, Bronte, Catania, Caltagirone, Giarre, Linguaglossa, Maniace, Nicolosi, Randazzo, Vizzini, Zafferana Etnea) comprende un totale di 115 unità delle quali 95 di personale in divisa e 2 funzionari amministrativi insufficienti per assolvere ai compiti istituzionali”.

 Può tracciare un bilancio dell’attività svolta negli ultimi mesi?
“Durante i primi sei mesi di quest’anno sono stati accertati 120 illeciti penali e 60 illeciti amministrativi. Considerato inoltre che ci troviamo in piena campagna antincendio, è necessario aggiungere l’incessante lavoro di prevenzione e repressione dei roghi che il Corpo Forestale è chiamato a gestire con il proprio personale e con i lavoratori forestali stagionali che operano affinché vengano limitati i danni che i malavitosi, con dolo, provocano ad un bene di pubblica utilità. Fino alla data del 10 settembre siamo intervenuti su 4.131 segnalazioni con 3.035 interventi di repressione degli incendi. Di questi, ben il 99% è risultato essere di natura dolosa. Sono tanti infatti gli interessi per cui si appicca il fuoco, ma spesso c’è l’ignoranza alla base dell’atto ed anche per questo facciamo attività di educazione ambientale nelle scuole.
Magari c’è chi vuole attuare delle ripicche nei confronti di altri allevatori, oppure alcuni hanno in progetto di sgomberare il campo per poterci fare quello che vogliono, ma non sanno che è controproducente. Un terreno bruciato ha infatti dei limiti nella proprietà per cui si blocca tutto (edificabilità, pascolo, caccia). Poi ci sono sempre i piromani come quello colto in fragranza di reato la scorsa settimana in contrada Sorce nel comune di Bronte. Affetto da patologia depressiva si divertiva ad appiccare il fuoco ed è stato consegnato ai sanitari dell’Asp per un trattamento sanitario obbligatorio. Colgo l’occasione per ricordare che il numero per le emergenze ambientali è il 1515”.
 
Quali obiettivi vuole raggiungere il corpo Forestale nel prossimo anno?
“Gli obiettivi del corpo della Forestale sono più o meno sempre gli stessi. Puntiamo alla prevenzione e al controllo del territorio. I nostri obiettivi possono dunque essere propositivi e miranti ad una incentivazione del controllo in materia di repressione e controllo degli illeciti ambientali e non possono essere portati a termine con le attuali risorse umane e finanziarie. Il mio augurio personale è quindi quello che il nuovo governo regionale, dato che le elezioni regionali saranno il prossimo ottobre, possa attuare una politica di rilancio della nostra attività istituzionale”.

Quali le difficoltà con cui dovrete scontrarvi?
“Di certo servirebbero più uomini e mezzi. Siamo pochi e dobbiamo coprire un’area molto vasta. Questo fa sì che il nostro lavoro, seppur continuo e preciso, non possa mai essere sufficiente. Dovremmo poi considerare anche il carattere del siciliano per la cui educazione serve molta fatica. È restio per esempio alla raccolta differenziata, ma non solo. È abituato alle discariche abusive anche nei posti più belli e incontaminati con conseguenze su molti altri settori. Il fatto è che non è abituato ai controlli e a rispettare le regole”.
 

 
Curriculum Antonio Lo Dico
 
Antonio Lo Dico laureato nel 1985 presso l’Università degli studi di Palermo, già insegnante nella scuola superiore dal 1986, è entrato poi a far parte dell’Amministrazione forestale nel 1999. Dal 2008 è ispettore ripartimentale delle Foreste di Catania. Nel 2001 ha ricevuto un diploma di benemerenza con medaglia della Regione Siciliana per l’emergenza sull’Etna, e sempre nel 2008 è stato insignito dell’onorificenza dal Presidente della Repubblica di “ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica italiana”.

Articolo pubblicato il 18 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonino Lo Dico,  ispettore ripartimentale delle Foreste di Catania
Antonino Lo Dico, ispettore ripartimentale delle Foreste di Catania