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Messina - Piogge, trema tutta la provincia. Nelle Eolie danni per 30 milioni
di Francesco Torre

Paura anche nel capoluogo e in particolare a Ritiro, sotto i piloni del vecchio viadotto e del nuovo svincolo. Un incubo che il territorio ha vissuto già nel 2007, nel 2008 e nel 2009

Tags: Messina, Alluvione, Nubifragio



MESSINA - Le immagini che arrivano da Lipari dopo la distruzione a opera del nubifragio del 15 settembre sono agghiaccianti: automobili ricoperte di fango, negozi e uffici pubblici completamente allagati, disperazione nei volti di chi ha perso se non tutto, molto. Le conosciamo bene quelle immagini: le avevamo viste a Giampilieri nel 2007, nel 2008 e nel 2009, e poi in altri luoghi della nostra provincia negli anni successivi. E conosciamo bene anche l'iter della Protezione civile, le frasi di circostanza e le promesse dei vari politici, le lacrime di coccodrillo dei referenti istituzionali locali.
 
A Lipari fortunatamente vittime non ce ne sono state, e questa è già una notizia di per sé meravigliosa. Ma qualcuno dovrà spiegare, e altri dovranno accertare, come un'isola possa essere così sconvolta da un acquazzone. Il neo sindaco Giorgianni e il suo predecessore Bruno, per esempio, dovranno essere molto convincenti per fugare ogni dubbio sul fatto che l'amministrazione comunale abbia proprio fatto il massimo in tema di prevenzione. I danni, al momento, pare si aggirino intorno ai 30 milioni di euro. Si chiederà certamente lo stato di calamità. Poi seguirà l'iter classico, con la Protezione civile regionale a coordinare le operazioni di emergenza e i tentativi delle istituzioni di trovare – nelle pieghe di un bilancio regionale o di una manovra nazionale – qualche lira per la parziale messa in sicurezza. Aspettando la prossima tragedia.

Una tragedia che, purtroppo, sembra imminente anche a Messina città, colpita anch'essa dalle forti piogge dei giorni scorsi e completamente impreparata a fronteggiare le bizze della natura. La paura più grande l'hanno avuta a Ritiro, sotto i piloni del vecchio viadotto e del nuovo svincolo. Dall'alto sono caduti sui tetti delle abitazioni sottostanti acqua e detriti. Tante le chiamate ai Vigili del fuoco, gli allarmi, le teste affacciate da finestre e balconi: “Il nostro turno?”, “Ci faranno abbandonare la casa?”, “E ora dove andremo?”.

Un fiume di fango è sceso anche a Paradiso, in corrispondenza della chiesa, dove all'altezza della Panoramica una collinetta divelta per cementificare anche quell'ultima porzione di terreno edificabile e lasciata in abbandono da mesi ha “sputato” terra in modo preoccupante. Visibile e tremenda l'estesa macchia di fango sul mare a dimostrazione del pericolo scampato dagli abitanti della zona. E tutto questo mentre la città è tappezzata di manifesti elettorali con i volti dei protagonisti dell'ultima stagione politica che richiedono il voto ai cittadini, magari cavalcando la paura legittima di chi tema per la propria incolumità.
Tra tutti ne colpisce soprattutto uno: “Prima la sicurezza del territorio”, scrive con tre punti esclamativi Mario Briguglio, ex sindaco di Scaletta Zanclea, inquisito per abuso d'ufficio e per disastro colposo in seguito all'alluvione del 2009 che proprio lì a Scaletta ha fatto numerose vittime. E se lo dice lui...


Focus. A Saponara scuole e uffici chiusi

MESSINA - Non soltanto Lipari nel bollettino di guerra della Protezione civile. Dopo le piogge dei giorni scorsi, a finire nell'elenco delle nuove emergenze ci sono anche delle vecchie conoscenze come Saponara, Rometta e Villafranca Tirrena, dove sono stati registrati smottamenti, allagamenti e piccole frane. A Saponara il Comune ha persino ordinato in via precauzionale la chiusura delle scuole e degli uffici pubblici per un giorno. La paura di rivivere ciò che è successo il 22 novembre dell'anno scorso evidentemente ha portato ad assumere atteggiamenti di massima prudenza. Già qualcosa, ma inutile senza gli interventi veri di messa in sicurezza. Che mancano, mettendo un grande punto interrogativo anche per quest'autunno: si aggiungeranno altre vittime al lunghissimo elenco degli anni passati? E rivivremo nuovamente il dramma di migliaia di sfollati privati del proprio diritto alla casa? Guardando il cielo, non rimane che sperare e – per chi ha fede – pregare.

Articolo pubblicato il 19 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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