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Quotidiano di Sicilia

Palermo - I “regali” dello Stato all’Amia 230 milioni di € in pochi mesi
di Luca Insalaco

Piovono pesanti critiche contro l’amministrazione comunale: manca ancora un piano di risanamento. I 150 stanziati dal Cipe si aggiungono agli 80 già concessi lo scorso inverno

Tags: Amia, Rifiuti, Finanziamenti



PALERMO - Centocinquantamilioni di euro in tre anni per provare a tappare le falle dell’Amia: la più disastrata delle aziende partecipate del Comune di Palermo ottiene un nuovo salvifico stanziamento da Roma.
Se appena qualche mese fa erano stati 80 i milioni stanziati dal Governo nazionale, stavolta l’ancora di salvezza sono i famigerati fondi Fas. Concepiti per sostenere gli investimenti e lo sviluppo delle “aree sottoutilizzate”, nel capoluogo le contese risorse verranno utilizzate per porre rimedio a una gestione aziendale a dir poco “allegra” (si ricordino le missioni d’oro in quel di Dubai). Lo Stato, quindi, ha già “regalato” all’azienda mangiasoldi l’astronomica cifra di 230 milioni di euro in pochi mesi.
Le voci critiche sulla destinazione dei fondi non si sono fatte attendere: “Molto verosimilmente - ha accusato Fabrizio Ferrandelli, capogruppo consiliare dell’Italia dei valori - la prima tranche arriverà verso ottobre e un vero sindaco, invece di cantar vittoria, dovrebbe preoccuparsi di come utilizzare al meglio tali finanze attraverso un duro e concreto lavoro programmatico, considerato il deficit in cui versa tutta l’amministrazione comunale”.

La bordata più pesante, in ogni caso, è arrivata da Gianfranco Miccichè, compagno di partito del primo cittadino e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe, il quale non ha nascosto di essersi messo di traverso all’assegnazione dei fondi alla città, nel corso dell’ultima riunione del Comitato interministeriale.
“Forse Palermo - ha detto - non si meriterebbe il ‘regalo’ da 150 milioni di euro che arriveranno a risanare le casse comunali. Sarebbe stato meglio che Cammarata avesse posto il problema prima, in modo da predisporre un piano di risanamento per esempio. Chiedo scusa agli italiani per queste cose che abbiamo fatto”.
“Non è più possibile – ha aggiunto l’esponente del Pdl - buttare i soldi in questa maniera. Dobbiamo risolvere problemi e non tappare buchi. Se tutto dovesse essere gestito come è stata gestita l’Amia forse sarebbe il caso di commissariare il Comune, ma non credo che siamo in questa condizione”.

Un attacco che potrebbe preludere all’esclusione degli uomini di Miccichè dalla nuova Giunta municipale, al pari dell’Mpa.
Alle parole del leader dei “ribelli” forzisti fa eco l’opposizione: “Miccichè ha ragione, ma dov’era lui quando il suo partito ha scelto di affidare la città nelle mani di Cammarata, e soprattutto dov’era quando il governo ha stanziato i fondi per Palermo?”, ribatte il democratico Davide Faraone.
 

 
PALERMO – “Grazie a questo sostegno – ha detto il sindaco Cammarata - che Berlusconi aveva garantito nelle scorse settimane potremo sopperire ai cospicui tagli nei trasferimenti e continuare nella realizzazione di interventi infrastrutturali avviati negli anni scorsi, liberando così dal bilancio comunale risorse necessarie alle fasce deboli della popolazione”.
La parte più sostanziosa dello stanziamento del Cipe, tuttavia, sarà destinata alla ricapitalizzazione dell’azienda di igiene ambientale, che perde circa 3 milioni di euro al mese e che, secondo la recente valutazione della società specializzata Kpmg, ha chiuso il bilancio 2008 con una perdita di esercizio pari a 130 milioni di euro.
L’obiettivo annunciato dal primo cittadino è quello di raggiungere il pareggio del bilancio dell’Amia nel 2010. Intanto in città, complice la mancata manutenzione dei mezzi, i rifiuti sono tornati a prendere possesso delle strade.

Articolo pubblicato il 06 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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