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Messina - Sprechi della Provincia messinese. Quattro mln di euro in consulenze legali
di Francesco Torre

I conti non tornano. Nel bilancio preventivo il totale per questa voce di spesa era di “soli” 2,3 mln di euro. Un esercito di oltre 400 avvocati sul libro paga dell’Ente sovracomunale

Tags: Messina, Consulenze



MESSINA - La questione l’avevamo sollevata già nel maggio dell’anno scorso, allorquando ci occupammo di un’inchiesta provinciale sulle consulenze esterne concesse dalle nove Province regionali siciliane. Benché nella top ten degli incarichi non vi fosse alcun “esperto” messinese, pure la Giunta Ricevuto si contraddistingueva dalle altre per una smodata generosità nella concessione di consulenze legali. Scrivevamo allora: “Il presidente Nanni Ricevuto non solo ha assegnato una settantina di consulenze legali esterne (dati del 2010, nda) ma ha addirittura messo a libro paga tre avvocati (Antonio Favazzo, Andrea Lo Castro, Aldo Tigano) per ‘fornire pareri sulle più importanti questioni giuridiche’. Costo dell’operazione? Quasi 500 mila euro! E la Provincia di Messina ha già un proprio Ufficio operativo legale e contenzioso, diretto dall'avvocato Antonino Calabrò e composto da altri tre funzionari, tutti pagati con soldi dei contribuenti e proprio per ‘assicurare la tutela degli interessi dell’Ente a tutti livelli di giudizio - Informare e fornire pareri di natura giudiziaria e legale’”.

Da allora, questo scandaloso spreco deve essere continuato senza sosta, almeno dando credito alle accuse lanciate dal consigliere Roberto Cerreti (Movimento Liberi Insieme), che in un’interrogazione al Presidente ha fornito cifre da capogiro e definito la questione un “business politico e clientelare”.

“Gli ‘Affari Legali’ della Provincia – ha denunciato Cerreti - hanno consentito a Ricevuto e ai suoi alleati di distribuire in maniera esclusivamente fiduciaria centinaia di incarichi a oltre 400 avvocati: più di 100 gli incarichi affidati solo negli ultimi mesi per un’esposizione economica dell’Ente, anche se parziale, di oltre 3 milioni e 800 mila euro dovuti per il pagamento delle parcelle ai professionisti”. Tutto ciò mentre nel bilancio previsionale il totale previsto per questa voce di spesa era di 2,3 milioni di euro. Dove si troveranno, si chiede Cerreti, gli 1,5 milioni di euro mancanti?

Veloce la replica di Ricevuto, anche se parziale. “Quattrocento o mille incarichi non cambia nulla. Certo, non precostituiamo strumentalmente i casi di lite. L’amministrazione è obbligata a difendersi in ogni circostanza richiesta. Gli incarichi, poi, vengono affidati con la massima oculatezza”. E sull’oculatezza nessuno ha mai avuto dubbi. Nemmeno Cerreti, secondo cui “non ci sarebbe da stupirsi se tra l’esercito dei legali figurassero parenti di dirigenti e politici provinciali”. Questo, in effetti, sarebbe interessante saperlo.


Botta e risposta. Scontro tra Cerrutti e Ricevuto

MESSINA – All’epoca della nostra inchiesta regionale, per capire qualcosa in più sulla ragione di queste particolarmente generose consulenze legali chiamammo l’ex dirigente dell’Ufficio Legale della Provincia regionale, Antonino Calabrò. Non volle rispondere alle nostre domande, ma il suo malcontento era evidente. L’unica cosa che ci disse fu: “è una volontà del presidente”. Presidente che, poi, per difendersi dalla denuncia di Cerreti, ha accusato l’avversario sul piano personale, e cioè sulla presunta velocità di quest’ultimo nel cambiare partito: “il suo principio è ‘ndo cojo cojo”, ha dichiarato con il suo consueto savoir faire.
“Dispiace assistere alle sterili repliche del presidente – ha poi concluso il dialogo a distanza Cerreti - che nell’arco degli ultimi 6 mesi, evidentemente preso dalla voglia di non andarsene in pensione, si è trasformato da brizzolato galantuomo, in aggressivo e ostile anziano della politica messinese”.

Articolo pubblicato il 27 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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