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I tetti sui condomini pagheranno le tasse. Fotovoltaico, le Entrate rispondono al Gse
di Bartolomeo Buscema

I proprietari di appartamenti che installano un impianto di potenza superiore a 20 kWp devono rilasciare fattura. L’associazione tra condòmini è da considerarsi una società commerciale soggetta alla ritenuta

Tags: Agenzia Delle Entrate, Fotovoltaico



CATANIA - È noto che il Gse (Gestore dei servizi energetici) è il “soggetto attuatore” delle politiche economiche nazionali per l’incentivazione della produzione di energie rinnovabili e quindi anche dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici. è il Gse che corrisponde ai produttori di energia da fonte fotovoltaica, tra i quali sono inclusi anche i condomini, la tariffa incentivante del conto energia in vigore.

La giurisdizione vigente considera il condominio formalmente un’associazione tra condòmini senza scopo di lucro. Ma quale configurazione giuridica assume il condominio quando installa un impianto fotovoltaico di potenza superiore a 20 kWp con autoconsumo parziale dell’energia prodotta, o installa un impianto di potenza inferiore o pari a 20 kWp con cessione totale alla rete elettrica?

È ancora un’associazione tra condomini o si configura dal punto di vista fiscale come una società che per legge deve porre in essere tutti gli adempimenti previsti dalla normativa fiscale: fatturazione con applicazione dell’Iva dell’energia venduta al Gse e assoggettamento della tariffa incentivante percepita alla ritenuta del 4 per cento ex articolo 28 del DPR 600 del 1973?
È questa in estrema sintesi la richiesta di chiarimento che Il GSE ha posto all’Agenzia delle Entrate.

Dopo un lungo e circostanziato preambolo argomentativo, ecco la risposta dell’Agenzia delle Entrate, contenuta nella risoluzione n.84/E del 10 agosto scorso:
1) la società di fatto tra condòmini che gestisce un impianto fotovoltaico è da considerarsi una società commerciale e deve quindi emettere fattura nei confronti del Gse, in relazione all’energia che immette in rete;
2) il Gse che eroga la tariffa incentivante deve operare nei confronti della società di fatto, in altre parole il condominio, la ritenuta di cui all’art. 28 del Dpr n. 600 del 1973 sulla tariffa relativa alla parte di energia immessa in rete.

La stessa Agenzia delle Entrate ha, infine, precisato che i condòmini che non hanno approvato la decisione di installare un impianto fotovoltaico e che non intendono trarre vantaggio dall’investimento, sono esclusi dalla suddetta società di fatto tra condòmini. E pertanto, in accordo all’articolo 1121, primo comma, ultima parte, del Codice Civile sono esonerati da qualsiasi contributo di spesa.

Bartolomeo Buscema
Twitter: @bartbuscema

Articolo pubblicato il 29 settembre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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