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Reumatismi, artrosi e artrite. Servizi e cure ancora insufficienti
di Margherita Montalto

Svolto il seminario di Reumatologia Integrata organizzato dall’Ospedale Garibaldi di Catania. Le associazioni dei malati sollecitano le istituzioni per avere un’assistenza adeguata

Tags: Reumatismi



CATANIA - Anche quest’anno si è svolto il seminario di Reumatologia Integrata organizzato dalla responsabile dell’Unità Operativa Dipartimentale di Reumatologia dell’A.O. Garibaldi di Catania, Elisa Battaglia. Il VII convegno si è svolto il 28 e 29 settembre all’Hotel Nettuno di Catania, dal titolo: “Malattie Reumatiche Sistemiche: conoscerle per riconoscerle”. Il seminario ha messo in evidenza le difficoltà, spesso riscontrate dai medici, di mettere un’etichetta ben precisa sulle molteplici affezioni reumatiche di cui soffre una fascia sempre più ampia di popolazione. E’ ormai risaputo che le Malattie Reumatiche affliggono circa il 10% della popolazione italiana, di queste, il 70% è costituito dalle Artrosi, mentre il restante 30% è formano dalle Artriti.
 
Fino ad oggi è mancata in Sicilia una vera e propria organizzazione del settore reumatologico, ciò ha prodotto delle lunghe liste di attesa per le visite specialistiche ed una mobilità passiva di notevole aggravio per le casse della regione. Questo ha spinto le associazioni di volontariato, espressioni delle diverse patologie reumatiche, ad iniziare un percorso comune e a sollecitare le istituzioni per avere un’assistenza adeguata. Le nove sigle presenti al convegno, AILS, Gruppo Italiano LES, AMR Palermo, MARIS, AMARSI, Psoriasici di Sicilia, AIRA, ASIMAR, AISF, hanno prodotto un comunicato nel quale si pone l’accento in primo luogo le difficoltà esistenziali dei Pazienti Reumatici, derivanti dalla cronicità e dalla disabilità che necessitano cure e controlli per tutta la vita. Sorgono difficoltà, soprattutto la necessità di assumere giornalmente farmaci, il frequente ricorso a strutture sanitarie, le spese sostenute per le medicine, per i viaggi verso gli ambulatori.
 
A queste difficoltà soggettive, si aggiunge la difficoltà di un’assistenza clinica e socio-assistenziale carente. Salvatore Filetti, referente dell’Associazione Italiana Reum Amici (AIRA)spiega: “Abbiamo a suo tempo concordato con i tecnici dell’Assessorato alla Salute un percorso che prevedeva un riordino del settore reumatologico , con un progetto di rete articolata su quattro livelli: medico e pediatra di famiglia, specialista ambulatoriale, ospedali di II livello con posti letto funzionali, ospedali di III livello con posti letto per ricoveri complessi. Inoltre abbiamo richiesto l’adozione di misure tipo PAC e day service, per ridurre le gravose spese sostenute dai pazienti, l’organizzazione di percorsi assistenziali ben coordinati ed un ulteriore centro di III livello, oltre ai due previsti. Al momento, i problemi di più immediata soluzione rimangono le liste d’attesa, ancora troppo lunghe per la carenza di organici e l’accesso alle terapie innovative, limitato più da parametri burocratici che clinici. Permangono gli aggravi economici sostenuti dai Pazienti, acuiti dalle recenti disposizioni sui ticket, considerando che le esenzioni per patologia, attualmente in auge, non coprono il numero di indagini richieste per un controllo ottimale delle varie malattie e per il monitoraggio dei soggetti in terapia con farmaci biotecnologici. Resta senza risposta il riconoscimento di malattia rara alla Sclerosi Sistemica; rimane disattesa la richiesta di attenzione alla Sindrome Fibromialgica; i pazienti affetti da LES non hanno centri adeguatamente organizzati per una presa in carico totale del malato, mentre la reumatologia Pediatrica attende una rivisitazione consona alla tipologia del Paziente”.
 
Sempre in sede del Seminario, i reumatologi, che attualmente fanno parte del tavolo tecnico in assessorato, hanno comunicato che la rete reumatologica, di cui si è parlato, è già stata programmata e nei prossimi giorni sarà resa esecutiva, mentre sono allo studio dei percorsi diagnostici a ticket unico e ridotto. Viene inoltre reso noto che i centri autorizzati per la presa in carico dei pazienti con malattie rare reumatologiche sarà portato dai due attuali a cinque, distribuiti nelle principali città della Sicilia.
Gabriela Verzì, dell’Associazione Italiana Lotta alla Sclerodermia (AILS) conclude: “La crisi economica non può essere tirata in ballo a giustificazione delle inadempienze, dal momento che un malato reumatico non curato diventerà un invalido, con costi maggiori per la società”.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Da sinistra E. Battaglia, R. Gorla e S. Filetti (mm)
Da sinistra E. Battaglia, R. Gorla e S. Filetti (mm)


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