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Palermo - Torre Alba: la “beffa” giudiziaria: il Comune rinnova un bene altrui
di Vincenza Grimaudo

Adesso se l’ente locale vuole riappropriarsi dell’immobile, deve pagare 1,1 mln € oltre alle spese legali. Il Tar: fu illegittimo l’esproprio dell’immobile ristrutturato con soldi pubblici

Tags: Palermo, Terrasini



TERRASINI (PA) - Una sentenza del Tar toglie al Comune di Terrasini la proprietà di torre Alba. Se l’ente locale vorrà riappropriarsene dovrà sborsare un milione e 100 mila euro, oltre le spese legali. È la richiesta del proprietario, Giuseppe Cusumano, che si è aggiudicato il parere favorevole del tribunale regionale amministrativo dopo l’esproprio subito. In questi anni, l’immobile che domina la scogliera di Cala Rossa, è stato ristrutturato, in parte demolito, tutto con soldi pubblici del Pit delle Torri e dei Castelli.

Per i giudici della seconda sezione del Tar Sicilia, presieduta da Filippo Giamportone, non si può ignorare la legge della corte europea sugli espropri per pubblica utilità, cambiata quando è iniziata la procedura per acquisire la torre. Si conclude così l’ennesima querelle a suon di carta bollata avviata nel 2002 dal proprietario che si è visto sottrarre la proprietà della cinquecentesca torre di avvistamento per una somma giudicata insufficiente. Nello stesso anno in cui cominciò la battaglia legale, il Comune di Terrasini ottenne i finanziamenti per il restauro dell’edificio che venne inaugurato nel 2009 e, sebbene destinato ad ospitare un museo, ad oggi, per varie difficoltà, principalmente economiche, non è mai stato utilizzato. La sentenza del Tar sancisce la vittoria di Giuseppe Cusumano e al momento il sindaco Massimo Cucinella e la sua giunta non possono far altro che incassare il colpo e subire la beffa oltre al danno.
 
Un contraccolpo di notevole portata dal momento che la cittadina punta molto sul turismo e la torre Alba rappresenta certamente un pezzo di storia importante e quindi di richiamo per i visitatori.
Appare scontato che il Comune non ha la disponibilità economica per potere acquistare il maniero, motivo per cui si allontana inesorabilmente un sito di pregio dai gioielli pubblici. Questa torre faceva parte del sistema difensivo di avvistamento di naviglio saracene ed era in collegamento visivo ad est con la Torre Mulinazzo e con la Torre di Capo Rama ad ovest. Presenta il tipico aspetto “camillianeo”: al basamento il lato è di 8,82 metri circa, ed alta circa 15,70 metri; la terrazza è merlata con mensoloni su ogni lato che sicuramente sorreggevano i parapetti ormai scomparsi. La porta si apre a sud, con un arco a tutta volta, e non è provvista di scala, mentre le finestre contrariamente all'usuale si aprono solo su tre lati, essendone sprovvisto il lato est. La cisterna appare intatta e non “traforata” alla base come accade in altre torri purtroppo vandalizzate. Il tetto del primo piano è con volta a botte.


La storia. Un sistema di torri costiere della Sicilia

TERRASINI (TP) - La Torre Alba, detta anche Torre di Cala Rossa, è una torre di difesa costiera che faceva parte del sistema di Torri costiere della Sicilia, e si erge in località compresa tra Cala Rossa e Cala Bianca, in provincia di Palermo ricadendo nel territorio comunale di Terrasini. La torre nel 1578 al momento della ricognizione di Tiburzio Spannocchi non era stata ancora costruita: Camillo Camilliani, nel predisporre il progetto nel 1586, l'aveva prevista come torre circolare con una scarpata nella parte inferiore e con base troncoconica. La torre esistente è invece a base quadrata con mura merlate sulla terrazza. Nel 1589 la torre era già stata completata ed era stata posta a carico della Deputazione del Regno di Sicilia. Sempre da tali ultimi atti risulta che nel 1594 vi prestassero servizio tre uomini, e che la torre era stata posta sotto la responsabilità e soprintendenza di Carini. La contabilità dei salari dei torrari riporta che la torre fu continuamente presidiata per tutti gli anni 1619, 1714, 1717 e 1797.

Articolo pubblicato il 05 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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