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Non 70, ma 50 deputati secondo la L. 138/11
di Raffaella Pessina

La riforma costituzionale nasce già difettosa ma il Parlamento non la ferma. A livello nazionale si lavora ai tagli, in parte pensati da Cascio

Tags: Francesco Cascio, Toti Lombardo



PALERMO - È stato particolarmente previdente il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, che nell’ultimo consiglio di presidenza ha stabilito tutta una serie di riduzioni dei costi della politica, mettendo per così dire le mani avanti rispetto al resto d’Italia. In queste ore infatti, secondo un comunicato della conferenza delle Regioni, il governo nazionale sta mettendo a punto proprio un decreto in cui si parla di riparametrazioni sulle spese politiche delle regioni. Nel decreto sono infatti previste riduzioni degli emolumenti percepiti dai Consiglieri, mentre la riduzione in Sicilia riguarderà solo i parlamentari cosiddetti graduati (presidenti di commissione e componenti uffici di questura e consiglio di presidenza). Si parla anche di riduzione del numero dei consiglieri  in piena attuazione dell’art. 14 della Legge 138 del 2011, e a differenza della Sicilia questa riduzione verrà applicata fin dalla prossima legislatura.

La prossima settimana si terrà un incontro tra la Conferenza delle Regioni e la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali per definire assieme i provvedimenti attuativi del decreto. Intanto in Sicilia i parlamentari continueranno ad essere 90, quando in tutto il resto della nazione si pensa a diminuire numeri e relativi costi. Il tutto per l’autonomia speciale che fa sì che per legge le modifiche di questo tipo, quindi costituzionali, devono passare dalla approvazione in seconda lettura da Camera dei deputati e Senato e tra queste devono passare almeno tre mesi. In Sicilia la legge era pronta a luglio, ma il caso ha voluto che la legislatura si sciogliesse in anticipo per le dimissioni di Raffaele Lombardo con buona pace di tutti i parlamentari e di coloro che ambiscono ad uno scranno a Palazzo dei Normanni nella prossima legislatura.

è chiaro che 90 posti a disposizione per i candidati sono meglio di 70, ma è altrettanto chiaro che saranno le tasche dei cittadini a pagare questi 90 posti invece di venti di meno. Tra l’altro la giusta riforma avrebbe voluto 50 e non 70 deputati in proporzione ad un numero di di circa 5 milioni di abitanti. Intanto, in attesa che si concluda la campagna elettorale (manca una ventina di giorni) tutti candidati e non, cercano di dire la loro. E’ di ieri il commento del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia sulle liste pulite. “Non tocca a me fare valutazioni specifiche -  ha detto - però la mia sensazione è che non si sono fatti molti passi in avanti. Mi auguro che il Parlamento nazionale possa recuperare lì dove la politica siciliana ha fallito, con l’approvazione del ddl anticorruzione. I siciliani, ma anche gli italiani, rischiano di allontanarsi sempre più dalla politica”.
 
Ed ha aggiunto:  “La politica di questi tempi non è affidabile. Abbiamo bisogno che dalla parte migliore della Sicilia venga una spinta forte dal basso per rinnovare questa classe dirigente. Una classe dirigente responsabile, di questo abbiamo abbiamo bisogno. Che non ripeta gli stessi errori della vecchia che ha finito per chiudere gli occhi e turarsi il naso entrando in relazione con mafia e cricche criminali”.
 
E mentre a Catania spunta la candidatura di Toti Lombardo, figlio dell’ex Presidente della regione, il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè traccia le linee del suo programma in merito ai fondi comunitari che, secondo Miccichè devono concentrarsi solo su poche misure “eliminando le tante inutili che hanno permesso di restaurare marciapiedi o aprire bar in paesi sperduti”. Nello Musumeci, sostenuto da Pdl, Pid e la Destra si scaglia contro il denaro che viene trasferito ai gruppi parlamentari all’Ars. “12 milioni di euro mi sembrano davvero troppi e serve anche una drastica riduzione del fondo riservato alla presidenza”.  Musumeci ha aggiunto che il Presidente dell’Ars Cascio ha apportato una certa riduzione  “ma si può fare di più“.

Articolo pubblicato il 05 ottobre 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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